“La verità sulla chiamata di Michael Jackson” di Stephen J. Ruda


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La chiamata è arrivata alla sede centrale da un capo di divisione – informato da una delle sue ambulanze e dai suoi vigili del fuoco – che una famosa star aveva bisogno di aiuto. Nella città di Los Angeles, come all’interno del corpo dei vigili del fuoco di Los Angeles (LAFD), in base a una linea guida, il responsabile dei soccorsi allerta la nostra Divisione di Controllo Operativo, quando in un grave incidente è coinvolta una celebrità o un uomo politico. Quindi viene avviata la procedura per informare i funzionari politici che ne devono essere messi a conoscenza.
Nel corso degli anni, tale organizzazione si è rivelata efficace nel rispettare la privacy dei nostri pazienti e nel garantire loro l’aiuto necessario nel momento di un grave bisogno. Dagli incidenti stradali su Sunset Boulevard alle overdosi per droga a Hollywood Hills, vigili del fuoco e paramedici di Los Angeles hanno risposto con professionalità e competenza.
L’INCIDENTE
Il 25 giugno 2009, alle ore 12:21, gli operatori del 911 hanno trasferito una richiesta di soccorso ai vigili del fuoco di Los Angeles. Il LAFD risponde a più di 2.900 chiamate di emergenza nell’arco delle 24 ore, di cui 1300 sono interventi urgenti.
La chiamata di emergenza al 100 North Carolwood Avenue, nella lussuosa ed esclusiva zona di Bel Air, non è stato un intervento insolito per i vigili del fuoco e i paramedici assegnati alla stazione n°71. Questa è ubicata sull’incrocio super trafficato lungo la Sunset Boulevard, a pochi isolati dalla Playboy Mansion, a sud, e il campus Westwood della University of California, Los Angeles (UCLA), a ovest. Le case della gente ricca e dei vip si estendono a nord sulla collina lussereggiante.
Quando una chiamata d’emergenza arrivò dal quartiere, l’Engine 71, con a bordo una squadra composta da un ingegnere capitano, un paramedico vigile del fuoco, un vigile del fuoco EMT (soccorritore) e un Capo Squadra, insieme a un’ambulanza di soccorso con l’equipe di due vigili del fuoco/paramedici per attuare l’Advanced Life Support, l’intervento fu tempestivo e in 60 secondi si attivò il soccorso.  In quel momento, naturalmente, nessuno sapeva che stava prestando soccorso a uno dei più famosi artisti del mondo.
L’operatore del 911 ha risposto alla chiamata fatta da una persona con un cellulare dalla casa di Jackson. La chiamata è stata indirizzata da Beverly Hills al sistema di emergenza del  911 verso LAFD. Il chiamante non ha mai identificato la persona che necessitava di aiuto, riferendo solo che il paziente si trovava sul letto dove il medico personale stava praticando la rianimazione cardiopolmonare (RCP). L’operatore ha dato istruzione di mettere il paziente su una superficie dura, il pavimento, affinché fosse praticata la tecnica di CPR in modo efficace. Il chiamante ha confermato e poi l’operatore ha detto che il medico era una autorità maggiore della sua, e che i paramedici stavano arrivando. La telefonata è durata 43 secondi. I vigili del fuoco della Stazione n° 71 sono arrivati sul posto in tre minuti e 17 secondi.
Appena il capitano dei vigili del fuoco ha constatato che il paziente era la pop star, Michael Jackson, ha informato il capitano dell’EMS (servizio di ambulanze per il pronto intervento). Un’equipe di quattro paramedici sono arrivati rapidamente sul posto. Hanno praticato un primo soccorso e si sono messi in contatto con la Base Station dell’UCLA per avviare un trattamento medico. Alle 12:25 il personale paramedico era operativo. Michael Jackson viene caricato sull’ ambulanza alle 13:07 ed è arrivato all’ospedale UCLA alle 13:13. In quel momento, Michael Jackson è passato dalle cure dei paramedici del LAFD al personale del pronto soccorso dell’ospedale UCLA. Se il paziente non fosse stato una celebrità come Michael Jackson, la richiesta di soccorso sarebbe stata una delle tante a cui i paramedici negli Stati Uniti rispondono più volte al giorno.
LE CONSEGUENZE
Ciò che era iniziato come una qualsiasi richiesta di soccorso si era velocemente trasformata in una giornata piena di speculazione e di dolore in tutto il mondo. Due sono i capitani che fanno parte dell’ufficio per le relazioni con il pubblico del LAFD. Abbiamo anche un vigile del fuoco che gestisce i rapporti con la stampa e con gli organi di informazione. Il telefono cominciò a squillare: i giornalisti volevano accertarsi che una chiamata di emergenza era arrivata a LAFD e volevano sapere cosa era successo nella casa di Michael Jackson.
Come comandante della Community Service Unit, io e la mia squadra abbiamo risposto a una valanga di telefonate da tutto il mondo mentre le ultime notizie venivano trasmesse alla TV. I giornalisti hanno chiamato facendo tutti le stesse domande: “È in grado di confermare che la vostra unità ha risposto a una richiesta di soccorso dalla casa di Michael Jackson e che il CPR è in corso?” “È in grado di confermare che Michael Jackson è morto?” Naturalmente come operatori che lavorano nel sistema di emergenza sanitaria, tutto il corpo dei vigili del fuoco americano deve rispettare la riservatezza e ottemperare alle direttive di legge HIPPA che fissa disposizioni sulla privacy dei nostri pazienti e il tipo di assistenza prestata. Questa è una questione molto delicata. Come responsabili delle relazioni con il pubblico (PIO), abbiamo fatto del nostro meglio per spiegare l’intervento del LAFD stando molto attenti a non violare il diritto alla privacy. Questo chiama in causa la correttezza del personale nel rispettare la legge e la riservatezza del paziente e della sua famiglia.
Abbiamo fatto subito una riunione e discusso su come conciliare le richieste dei giornalisti e la privacy del paziente. Le informazioni rilasciate sono state che il LAFD è stato chiamato dal 911 a gestire una richiesta di soccorso per cure mediche. L’intervento è stato attivato in conformità alle nostre linee guida con mezzi e personale sanitario e non sanitario, in base al soccorso richiesto.
Quando siamo arrivati ​​sul luogo dell’evento, sono state praticate le attività clinico terapeutiche al paziente e abbiamo preso contatto con i medici della Base Station dell’UCLA secondo il protocollo.
Appena espletate le cure terapeutiche, in quattro minuti il paziente è stato trasportato con l’ambulanza al pronto soccorso dell’UCLA per il completamento delle cure. Dopo che un team di medici dell’ospedale UCLA hanno cercato di rianimare Michael Jackson senza successo per circa un’ora, un membro della famiglia Jackson ha dichiarato ufficialmente Michael Jackson, il Re del Pop, morto.
La dichiarazione di morte fatta dalla famiglia Jackson, ha permesso al LAFD, quando è stato chiesto, di rivelare che Michael Jackson in effetti era il paziente da noi soccorso. Tuttavia, le cure a lui fornite erano ancora riservate, e gli addetti all’ufficio per le relazioni con il pubblico non hanno rivelato ulteriori notizie su ciò che era accaduto mentre il personale del LAFD ha soccorso Michael Jackson nella sua casa di Bel-Air Hills. Il corpo dei vigili del fuoco è considerato il servizio più affidabile in America. Tutti noi lavoriamo duramente per tutelare la nostra immagine pubblica. Parole come “assistenza”, “integrità” e “professionalità” sono valori guida e alla base dei nostri principi.
Qui a Los Angeles, tutte le nostre attrezzature di emergenza riportano il motto: “Sempre pronti con coraggio, orgoglio e integrità”. Ci crediamo fermamente e lo professiamo. Questo è importante, poiché una potenzialità lesiva alle nostre intenzioni è emersa con una foto di Michael Jackson scattata sul retro di un’ambulanza del LAFD mentre era sotto la cura dei nostri paramedici. Nel momento in cui una nostra squadra di emergenza è arrivata sul posto, le strade che circondano la casa di Jackson erano deserte.
Quando Michael Jackson è stato trasportato, giornalisti e paparazzi si sono riversati, come una valanga su Carolwood Avenue, appena al largo di Sunset Boulevard. La gente ha circondato l’ambulanza, ha scattato delle fotografie, cercando di dare un fugace sguardo al paziente nella parte posteriore dell’ambulanza. I nostri paramedici che erano sul retro dell’ambulanza stavano assistendo il paziente mentre le macchine fotografiche cercano di carpire qualcosa attraverso i finestrini. Purtroppo, un fotografo ha catturato Michael sulla barella mentre l’ambulanza stava partendo. Sono circolate voci che la foto fosse stata scattata da un membro del LAFD. Questo è stato smentito, come verificato dal PIO, che tale immagine non era stata scattata da nessuno dei soccorritori.
Come ho detto prima, la dedizione profusa nel nostro lavoro è stata messa a servizio e per le cure di Michael Jackson, e come nostro paziente abbiamo fatto tutto il possibile per salvargli la vita. La foto scattata da un fotografo è stata venduta ai giornali per una somma di denaro astronomica. Ritengo sia molto importante che ogni agenzia controlli i comunicati stampa e le foto dei mezzi di comunicazione affinché l’immagine pubblica del corpo dei vigili del fuoco e i paramedici non sia distorta. Nel caso siano messi in cattiva luce o discretati, è necessario denunciare e che sia ritrattato il falso per far emergere la verità.  Tutti noi lavoriamo duramente per tenere alto il buon nome e facciamo ciò che è in nostro potere per proteggerlo e promuovere le nobili e buone azioni del corpo dei vigili del fuoco.
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La morte di Michael Jackson ha toccato milioni di persone in tutto il mondo. Un’agenzia di stampa può offrire questo genere di soccorso? I Vigili del fuoco e paramedici, assicurano soccorso, rispondendo ad ogni richiesta di aiuto, senza guardare il colore della pelle, senza guardare se sono ricchi o poveri, famosi o no. Il nostro soccorso arriva nelle case dei vip come nelle case di cartone della povera gente. Il mondo ha bisogno di uomini e donne sempre pronti e disposti a portare aiuto. Queste persone lavorano senza la pretesa di salire sul palcoscenico sotto la luce dei riflettori, o ricevere una stella con il nome incastonato nella Hollywood Walk of Fame. Loro sono conosciuti semplicemente come vigili del fuoco, paramedici e dei professionisti che operano per l’incolumità dei cittadini. E questo è qualcosa di impagabile.
STEPHEN J. RUDA, capitano del Dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles (CA).
http://www.fireengineering.com/articles/print/volume-162/issue-10/departments/what-we_learned/lessons-from-the-michael.html
Traduzione di Grazia28 in esclusiva solo per ONLYMICHAELJACKSON
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