– Il Lavoro e l’Anima di Michael Jackson in “This Is It” – By Aberjhani


“This Is It” l’epitaffio che celebra l’anima e il lavoro di Michael Jackson. Recensione gioiello di Aberjhani, autore e poeta afro-americano, sul film postumo “This Is It” di Michael Jackson.

Grazia28

Buona lettura.

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6197780-1– Pubblicato: 14 novembre 2009 –

In questo weekend di fine ottobre – mentre si parla tanto del suo ritorno di star, si dice che fin dall’inizio delle prove l’artista abbia frenato in qualche modo la sua creatività, in verità tutto ciò faceva parte di una vera e propria strategia per dare il meglio di sé all’effettivo spettacolo live in programma – in America il film This Is It di Michael Jackson, ha incassato al botteghino 21,3 milioni dollari. E ancor di più, si afferma che il film appena due settimane dopo la prima, del 12 novembre 2009, è stato proiettato nelle sale di 3.481 teatri di tutto il mondo, generando 200 milioni di dollari dai biglietti venduti.

A questo punto, in base agli importi ottenuti è chiaro che, This Is It è al secondo posto tra i più alti incassi dei film-concerto, solo dietro Hannah Montana / Miley Cyrus: Best of Both Worlds Concert Tour del 2008. Tuttavia, il successo di quest’ultimo è stato raggiunto su un periodo di quindici settimane. Paragonare questo film a quello di Jackson, il cui successo lo ha raggiunto in un periodo più breve, si hanno i numeri sufficienti per dire che This Is It in meno di un mese è diventato il film-concerto numero uno nella storia del cinema.

– Parte Prima: La natura umana della Danza –

0_669a9_279a8ee_L Il fantastico documentario, in pratica un montaggio di sedici canzoni che l’artista ha cantato durante le prove, cui sono stati aggiunti alcuni segmenti di video musicali in preparazione e altre scene speciali, offre a tutti quelli che auspicavano di assistere al concerto di “ritorno” di Jackson, tutto ciò che s’immaginavano di vedere, con la sola eccezione di due cose: la natura umana di Jackson e la presenza di una folla estatica di fan.

This Is It inizia con una scena in cui sono mostrati i ballerini fuori dal palco. Più avanti nel film, gli spettatori vedranno questi ballerini muovere i loro corpi, con intenso vigore o con una eleganza seducente. In altri momenti invece sono parte di un pubblico che ha il privilegio di osservare l’artista mentre sta lavorando. Come sostiene il regista Kenny Ortega: “I ballerini sono un’estensione di Michael.” In principio sono inquadrati i loro volti, mentre racconatano con emozione le loro storie personali di come sono arrivati a questo evento storico: la selezione per l’ultimo tour concerto del Re del Pop.

Un ballerino dice: “Sono molto emozionato. Michael ha sempre ispirato tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Rappresenta il motivo per cui ballo.”

Un altro: “Volevo ballare. È lui che mi ha ispirato e mi ha dato un motivo per trasmettere questa mia passione anche ad altri …”

E un altro: “Ero alla ricerca di qualcosa che mi desse un impulso, qualcosa di significativo in cui credere, e questo è [This Is It].”

Alcuni dei ballerini sono a malapena in grado di parlare, perché non possono credere, dove realmente sono, e che i loro nomi ora sono uniti a un uomo, il cui sangue, sudore e anima ha influenzato i fondamenti della cultura pop. Quando parlano, esprimono spesso gratitudine per l’opportunità, che non esisterebbe, se il famoso “Man in the Mirror”, all’età di 49 anni non avesse accettato la sfida di attingere ancora una volta alla fonte apparentemente inesauribile di genialità creativa, che ha permesso al magico bambino di attraversare il mondo dello spettacolo, come la visione di una cometa, che arde ogni due secoli nella Via Lattea.

La gratitudine espressa non è in alcun modo adulatoria. È una risposta naturale a Jackson, donatore gioioso che ai suoi occhi a quanto pare non può essere mai troppa, o appena sufficiente. Sì, la gratitudine è quindi un sentimento molto innato, perché alla fine anche loro sono dei ballerini. Artisti come lo stesso Michael Jackson. E nel corso di una recessione terribile hanno trovato un ottimo lavoro.

Per questi ballerini speciali – ancora più importante della promessa di un più che dignitoso concerto in un ambiente dove gli spettacoli buoni sono rari – è una meravigliosa opportunità di lavorare con una leggenda e di imparare, con qualcuno il cui genio, può dare una maggiore gloria al loro talento, lavoro e ai loro sogni per il resto della vita.

– Parte seconda:Il miracolo dei bambini –

Michael Jackson in "This Is It."I riferimenti al padre del cantante, Joe Jackson – l’ambiziosa e rigorosa disciplina, che influisce sull’educazione e genitorialità – sono storie dell’infanzia di Michael Jackson all’ordine del giorno.  Lo stesso Jackson lo documenta nell’autobiografia Moonwalker, e nelle interviste televisive o nelle riviste.

Tra le varie dichiarazioni fatte da Jackson, l’opera che meglio testimonia l’opprimente abuso fisico ed emotivo che ha dovuto sopportare da ragazzino fino a diventare un grande artista, è in effetti la canzone Chidhood. In questa creazione dolora si percepisce la sua anima ferita che implora il mondo di comprendere la sua vita, prima di essere condannato. Tragicamente, abbiamo inoltre sentito appena l’anima stessa lottare per qualcosa che non potrà mai essere recuperato completamente.

In molti modi, questa è una canzone straziante che molti, sempre con tale convinzione, potrebbero cantare gli adolescenti neri della generazione di Jackson. Senza anche questa dichiarazione, una sorta di scuse o qualsiasi altra cosa volesse presentare, è un dato di fatto che la rigida disciplina, praticata da Joe Jackson era, a quel tempo, tipica di molte famiglie afro-americane. Come un umiliane insulto era l’uso – nel caso di Michael, chi aveva preso di mira il suo naso – presumibilmente utilizzato per mantenere l’autostima di una persona sotto controllo, ma in alcuni artisti particolarmente sensibili ha portato a sviluppare compulsioni nevrotiche, ossessioni e fissazioni.

Inoltre, si può sostenere, che i genitori neri hanno educato i loro bambini riferendosi nella forma e modello alla cultura dominante della società americana. In ultima analisi il razzismo opprimente, il sessismo e la discriminazione di classe non erano ultime forme socialmente sanzionati di aggressioni disumanizzanti.

Mentre tali pratiche sono oggi conosciute degli abusi, i genitori neri, alla metà del ventesimo secolo, spesso erano considerati irresponsabili, se non infliggevano “ai loro figli una disciplina corporale” per “tenerli in riga”, o far capire loro, certi confini sociali prima di oltrepassarli. Questi sono stati utilizzati anche per insegnare ai bambini la resistenza – o per fare loro dei “duri” – contro le difficoltà, che inevitabilmente s’incontrano nella vita.

Il giovane Jackson ha rifiutato la filosofia delle punizioni corporali. Ha sviluppato, invece una visione, che egli ha riassunto nel suo discorso “Heal the Kids” a Oxford nel 2001 e che comprendeva quest’appello al mondo: “Cerchiamo di creare insieme una sinfonia di cuori, meraviglia per il miracolo dei nostri figli e godere la bellezza dell’amore. “

Secondo quanto riferito, Joe Jackson ha educato suo figlio Michael ad una disciplina rigida, e questo è chiaramente visibile in This Is It, soprattutto quando si tratta di essere determinato, e meticoloso. La prima canzone del film che irrompe sullo schermo con il suo ritmo convolgente, è Wanna Be Startin ‘Somethin’. Jackson durante questo particolare segmento è dedito all’ascolto piuttosto che a cantare, e spiega alla fine della canzone, che il basso non suona così: “È più funky”. Questa osservazione estremamente accurata dimostra tutta la sua vera genialità come compositore. Su altre canzoni, le sottigliezze sono riferite per esempio: all’inserimento di un intervallo di tre secondi invece di un breve secondo, o sincronizzare un piccolo gesto con un ampio beat.

Questa sua passione per il dettaglio è un retaggio della formazione di Jackson con i suoi fratelli, qualcosa su cui ha potuto compiacersi in privato e i suoi colleghi musicisti hanno particolarmente apprezzato. Sono stati partecipi di quell’intimità profonda che collega l’artista alla sua musica e questo spiega molto. Lui lavora – nove, dodici o più ore il giorno – con intenso piacere, e una continua autodeterminazione artistica.

 – Parte terza: Un Riflettore sull’Eccellenza –

421243_272118792856521_116222408446161_657375_1747613908_nAl termine di una prova mozzafiato di Billie Jean, che ha sbalordito il pubblico composto di ballerini e colleghi, Michael Jackson ha osservato con evidente insoddisfazione: “Almeno abbiamo ottenuto una sensazione di essa.” I suoi co-protagonisti hanno applaudito gioiosi, perché sanno di essere testimoni di qualcosa d’assolutamente meraviglioso. Ma allo stesso modo, quando hanno firmato il contratto erano consapevoli, che la soglia delle aspettative sarebbe stata alta, e nel sentire come Jackson sminuisce la sua performance quasi impeccabile, questo li elettrizza.

Qualcosa di simile accade anche dopo il suo duetto della canzone I Just Cant Stop Loving You con la cantante Judith Hill. Per la gioia di ballerini, musicisti e membri dell’equipaggio che stanno guardando dal backstage, i due cantanti mettono tutta la loro passione in questo momento particolare, le loro voci potenti trasmettono emozioni sensuali e romantiche. Quando la canzone finisce, Jackson e Hill volgono lo sguardo verso il pubblico. Poi lui scherza: “Non dovrei cantare così, devo mantenere la mia voce per la performance!”.

La sua osservazione è ascoltata, ma come i colleghi applaudono, viene ignorata. Il regista chiaramente vuole tenere sotto controllo la tensione di Jackson, che durante la performance, l’artista non vede l’ora di dare il meglio di sé e di sbarazzarsi di quel torpore che si è accumulato negli anni che ha trascorso lontano dal palcoscenico stando a casa con i figli.

Poco dopo la morte dell’artista, il produttore Quincy Jones ha detto in un’intervista: “Michael è stata la persona più professionale con cui ho mai lavorato nella mia vita – sempre, in ogni senso. Di solito, abbiamo preparato un palco, su cui cantava. Ha ballato e cantato e c’era solo una luce su di lui – sul palco. E mentre cantava, muoveva il suo corpo, ballava, era assolutamente incredibile. “

Michael per sua fortuna, aveva anche un buon senso di umorismo e This Is It contiene una sana dose di esso, necessario per equilibrare l’estenuante lavoro, come ad esempio, quando Jackson e il suo direttore musicale Michael Bearden scherzosamente discutono di portare “un po’ di divertimento” al ritmo della canzone The Way You Make Me Feel. E intenzionale o no è inoltre visibile nella scena in cui una coreografa, insegna a un gruppo di ballerini il modo corretto di afferrare l’inguine con la mano. Le istruzioni impartite, tuttavia non contengono il significato in sé, e la maggior parte di loro non sanno che probabilmente questo particolare famigerato gesto di Jackson è ripreso da uno sketch comico del compianto genio di Richard Pryor.

Sulla questione del perché gli uomini afro-americani del secolo scorso a volte tendevano a far scivolare la propria mano all’inguine, Pryor ha sempre risposto dicendo che essi: “Controllano per assicurarsi che essi (i genitali) sono ancora lì.” Questa era un’allusione satirica molto pungente in riferimento alla legge emanata da Jim Crow, tra la fine del XIX e all’inizio del XX secolo, che contemplava la popolare pratica della castrazione durante un linciaggio razziale.

Nel corso della sua carriera da solista, una parte essenziale dell’approccio di Jackson, sembra essere stato, non solo il duro lavoro, considerato il migliore nel suo campo, ma gli elevati standard di qualità prefissati per ognuno dei suoi spettacoli, considerati da lui stesso sotto la media, sono stati invece percepiti o sperimentati dagli altri superbi. Di conseguenza, la performance non poteva nemmeno essere vista come “sotto tono” o “in declino” e lui continuava a brillare attraverso l’eccellenza artistica.

La sua perseveranza, le costanti prove dei brani, l’interesse all’innovazione tecnologica e la sovrana leadership di squadra fanno parte di un’etica di lavoro, che fanno parte di una vita vissuta in studio e in tour, durante la quale ha creato alcune delle migliori musiche che il mondo abbia mai ascoltato.

Questa sua moralità offre alcune preziose lezioni di autodisciplina, che ogni artista dovrebbe possedere, per gestire una carriera – cercando di migliorare una prestazione dopo l’altra per ottenere il massimo rendimento.

– Parte quarta: Lo Spirito Esistenziale –

-michael-jackson-15124044-768-958Da quando ho iniziato a scrivere questa seie di articoli, This Is It di Michael Jackson, nel breve periodo di due settimane è diventato il secondo più alto incasso della storia dei film concerto degli Stati Uniti, (dopo Hannah Montana / Miley Cyrus: Best of Both Worlds Concert Tour, che ha incassato 65.281,781 dollari durante la proiezione nei teatri). Poi in seguito alla decisione di Sony di prolungare a tre settimane la proiezione nelle sale cinematografiche, il film ha incassato 67.546,236 dollari a partire dal 18 novembre 2009 raggiungendo il primo posto nella categoria musica/film concerto.

Michael è cresciuto come un devoto Testimone di Geova, e per un certo periodo della sua vita, è andato di porta in porta a condividere con gli altri la fede della Bibbia. Nei suoi ultimi spettacoli, ha cantato e ha messo in atto portandosi in ginocchio, il potere della redenzione e il grande amore per la Terra, in questo modo, Michael Jackson ha incarnato ed espresso una profonda spiritualità, che ha toccato tutti profondamente. È per questo che non c’è da meravigliarsi che il regista Kenny Ortega abbia detto durante una sessione di prove di This Is It, “La Chiesa! La Chiesa Rock and Roll!”

Una cosa interessante da notare è che, il sassofonista Clarence Clemons, membro del gruppo E Street Band, a supporto di Bruce Springsteen, recentemente ha affermato sul Daily Show di Jon Stewart, che per esibirsi con la sua band ha ricreato un’atmosfera tipica della “chiesa”. Nel suo scenario, il palcoscenico, è una sorta di pulpito e la gioia che la musica porta con sé, il culto spirituale fondamentale.

I giornalisti più convenzionali – nei riguardi di Jackson, giustamente parlano dell’amore che i fan nutrono per l’artista e la loro fedele devozione, ma spesso sono riluttanti, e nutrono un certo timore nel riconoscere in lui questo elemento spirituale. L’autore e filosofo spirituale Deepak Chopra, dopo la funzione funebre di Jackson, ha partecipato alla trasmissione serale Larry King Show, e ha descritto l’artista come: “Un essere spirituale” e “un’anima estatica”.

“Riusciva ad entrare in una sorta di stato d’estasi”, ha detto Chopra aggiungendo, “ciò è nondimeno che uno Spirito esistenziale, e in un certo senso poteva farlo in un modo che questa estasi ha raggiunto la gente.”

Diverse persone, tra cui i lettori di questa rubrica, hanno descritto questa qualità spiritualedi Jackson, in modi diversi: alcuni la definisce spiritualità creativa, altri, magia radiosa, aspetto angelico, Weda Beatitudine, Sufi, amore incondizionato e altri potenti termini spirituali. È possibile vedere questo tale “bagliore” nel senso più ampio del concetto, in tutto This Is It, in particolare nei modi pacati, quando Ortega si rivolge a Jackson – quasi come se farlo a voce troppo alta o con troppa enfasi l’artista si sarebbe frantumato in mille pezzi scintillanti. E il cantante è incline ad affermare più e più volte: “I love you”, quasi una sorta di mantra lenitivo.

Da nessuna parte, tuttavia, questo particolare è più evidente che nelle canzoni stesse. Gli esempi mostrati nel film di Man In The Mirror ed Earth Song indossano i messaggi più palesi in un modo quasi religioso. La canzone Earth Song è un lavoro straordinariamente audace, perché il cantante parla variamente dell’umanità, e altre volte sembra lottare con il suo Dio:”Che cosa hai promesso il tuo unico figlio, con tutta la pace / Che si … ” Come altre canzoni, Keep The Faith e Heal The World, non sono state incluse nel film, ma rientrano nella stessa categoria.

In alcune canzoni del film questo concetto è meno evidente, come nella divertente e ballabile Wanna Be Startin ‘Somethin’ anche se il testo, affronta, la questione del grande potere, distruttivo del gossip e della guarigione, portato dalla fede in sé, e dalla fiducia nella spiritualità che è innata nella gente. La prova generale di Jam, un pezzo di autentico e rude funk, se mai ce n’è stato uno, durante la visione di This Is It invita veramente gli spettattori ad alzarsi dalle poltroncine e mettersi a ballare nella sala. Una attenta lettura del testo, tuttavia, può sorprendere le persone, quando scoprono che la canzone altro non è che  un’ audace invito a Barack Obama e alle Nazioni Unite a riporre l’agenda politica e di lavorare insieme per affrontare “gli evidenti problemi”. Il brano è inoltre insito di profezie, espressioni estatiche e piccole parabole che veicolano profonde preoccupazioni morali.

Un uomo non dovrebbe essere un sacerdote o un ufficiale di un organismo nominato dai politici, o fare il servizio di per sé, in nome dell’umanità; la vita, attraverso progetti come questo, è analizzata da Jackson in This Is It, ed esso diventa più importante dell’aspetto essenziale della sua vita, e lo ha fatto cercando di servire il mondo con la sua musica e la filantropia. La gioia che riusciva a trasmettere era così straordinariamente globale, che questo suo “servizio” riflette i principi universali, ed ecumenici, vestiti di danza moderna, canzoni d’amore per la natura, lodi sotto forma di sentimento e poesia musicale, anche  sermoni, cantata con forte passione e dolorosa eloquenza.

Questo, ovviamente, è meno evidente nel film di quanto lo fosse, per chi ha sperimentato i concerti live dell’artista in tutto il mondo, in un momento in cui era all’apice della sua carriera e in pieno vigore fisico e più profondamente, e con dolore ha sentito il bisogno di condividere ciò che aveva imparato sulla vita e l’amore. Ma come ha detto Jackson circa la prova di una sua canzone: “Almeno abbiamo ottenuto una sensazione di essa.”

Questo che abbiamo visto è solo un breve assaggio dello spettacolo, poiché è già in lavorazione una seconda, più grande selezione di This Is It in DVD con ulteriori scene. E quindi è molto improbabile, che la magia della musica di Jackson o l’influenza della sua eredità scomparirà o si affievolirà in un prevedibile futuro.

FINE

Fonte:http://www.examiner.com/article/work-and-soul-michael-jackson-s-this-is-it-special-series-part-1-the-human-nature-of-dance

Traduzione di:Grazia28 per ONLYMICHAEL JACKSON

– Vietata la riproduzione anche parziale in un altro sito Web, metti un link diretto a questo post. Grazie.

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2 thoughts on “– Il Lavoro e l’Anima di Michael Jackson in “This Is It” – By Aberjhani

  1. Non ho parole per dirti grazie. È da un po’ che cerco su Internet perle come questa. Il tuo sito ne è pieno. L’ ho trovato per caso e sono felice che esista. Non si trovano più chicche come questa da nessuna parte ormai. Ho come l’ impressione che tutto stia scemando e ciò mi rattrista. Menomale che esiste questo blog. Grazie per l’ impegno e la dedizione con cui lo porti avanti. Leggere articoli come questo fa bene all’anima.

    • Grazie infinite per la visita e per le tue parole piene di complimenti. Mi riempie di gioia sapere che il mio lavoro è molto apprezzato. Qui troverai sempre un piacevole rifugio per la tua anima perchè, la passione che nutro per Michael non finirà mai.

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