– Magazine “Healthy Living” Novembre 2013 –


1483_10153363841365462_449576591_nAvevamo iniziato già a scrivere un articolo sui problemi medici sollevati durante il processo della famiglia Jackson contro AEG Live, (che si è concluso quando il numero è andato in stampa), quando improvvisamente ci siamo resi conto che l’argomento discusso in questo tribunale non è significante: la vita stessa della superstar prematuramente defunta è un tema che è sempre stato più importante nel contesto della salute fisica e mentale. Intensa almeno quanto la sua danza, la vita di Michael Jackson è stata bruciata, al ritmo del suo anti-gangster, hit “Beat It”, da se stesso e dalla frenesia dei media.

BY AIDA POULSEN

Immagine1aQuattro anni più tardi, dopo che ci ha colpito con il suo ultimo atto – la sua morte spettacolare – (per quanto possa sembrare cinico), la stampa, compresi noi, come le sue docili orde, sembra, che per la prima volta, ha permesso a noi stessi di avere un piccolo dubbio. La fiumara del ridicolo e delle calunnie con le quali il genio musicale ha convissuto la sua breve esistenza, finalmente si sta affievolendo, rivelando la verità universalmente riconosciuta: affinché noi credessimo in lui, doveva morire.

Egli non era destinato a trionfare, sapendo che la sua arte sopravvivrà a tutti noi, che non è solo una congettura, perché la sua eredità artistica dimostra senza dubbio, che non c’è nessun altro nell’arte moderna che abbia avuto la stessa importanza, vastità e la grandezza della realizzazione umana. Innata sensibilità umana, vulnerabilità, ingenuità, preoccupazione, fragilità, dolore, speranza, la disperazione e la ricerca di forza spirituale, tutto questo si riflette nel suo lavoro dopo una popolarità senza eguali. L’incapacità di vedere la bramosia dei media e il fatto di non avergli mai perdonato quella sua genuina spontaneità dei bambini, avevano condannato Michael Jackson, allora 24enne, in una sorta di tortura mediatica e disprezzo pubblico senza precedenti, che inesorabilmente lo accompagnarono fino alla sua morte.

Ponetevi la domanda: che tipo di musica, spettacoli, canzoni, film, beneficienza, ospedali, parchi e chissà cos’altro in più, ci sarebbe, se il mondo avesse prestato maggiore attenzione ad una meritata copertura mediatica dell’arte di Michael Jackson, piuttosto di essere stato etichettato freak e ridicolizzato?

E un’altra domanda: quale carriera sarebbe riuscita a resistere 26 anni di fanatica persecuzione, alla quale ha risposto in modo così ingenuo, da credere che, una volta espressosi con le sue poesie o con i messaggi nelle sue canzoni o le sue dichiarazioni televisive e una candida visione del mondo, non importa quanto eccezionale sia, anche se viene dalle migliori intenzioni, sarebbe accettato?

Come spiega uno dei paparazzi, Ben Evenstad: “Era l’unico personaggio famoso che, con una sufficiente dedizione da parte nostra, ti avrebbe permesso di entrare in casa sua. Pensi che qualcuno potrebbe andare a casa di Bruce Willis e dire: ‘I love you, I love you’ e lui lo farebbe entrare? Chiamerebbe subito la polizia. Tutti avrebbero fatto così. Tutti tranne Michael. Se dicevi ‘I love you, I love you’ Michael Jackson, lui credeva che si dicesse sinceramente e ti avrebbe fatto entrare”.

E perché solo ora, quando guardiamo l’intervista con Barbara Walters, non è Michael Jackson, ma l’intervistatrice che sembra ridicola nel suo abbigliamento eccessivamente formale? – Completo grigio, capelli corti, quasi a sottolineare la perversità del suo ospite – mettendo in discussione – forse affermandolo anche: non è il suo aspetto “troppo eccentrico”, che provoca derisione? Forse voleva che lui, si comportasse e pensasse come lei? Abito grigio, e capelli corti? Chi allora avrebbe intervistato, con tali indici di ascolto! Se stessa?

Lady Gaga, artista di talento, e promettente cantante sembra aver adottato una “tecnica” per attirare le lusinghe dei media, ma con una precauzione: appare davanti alla stampa e sul palco in un certo modo – svolge il proprio lavoro e poi torna alla normalità, rimanendo molto pratica, calcolatrice e prudente su dove, come e cosa dire, fare e indossare. Ha una incredibile capacità di gestire in modo razionale, professionale e con coerenza la sua carriera. Questo è esattamente quello che Michael Jackson avrebbe considerato impensabile: pretendente sul palco o nella vita.

Michael Jackson era l’incarnazione vivente della sua arte: che è esattamente ciò che gli ha dato un immenso potere, e probabilmente la riluttanza di essere insincero sul palco, è la causa che lo ha ucciso. Se avesse avuto l’opportunità di guardare indietro a tutto il dolore, attraverso la quale passava, e vivere una nuova vita, probabilmente avrebbe ignorato le richieste del pubblico e non avrebbe fatto cose che ha causato repulsione. Era eccentrico sul palco e nella vita, e se avesse indossato un abito grigio nella vita lo avrebbe fatto anche sul palco. Ma soprattutto, credeva che non ci fosse nulla da nascondere, a causa della sua natura innocua, e persone così molto rare, di solito tendono a credere ad una reazione speculare, non importa quanti danni il risultato più comune produce. Perché rinunciare a questa convinzione lo avrebbe distrutto.

È curioso notare, che la sua morte ha privato la fonte di reddito di alcuni paparazzi, che sono stati alimentati da generosi profitti dalla vita, del più grande, non importa quanto fragile o inattivo fosse il Re. Ben Evenstad ha scritto: “Un pensiero attraversò la mia mente nella notte (quando è morto Michael Jackson): Cosa faccio adesso? Vado dietro al f…to Zac Efron?”

Nell’ultima fase di angoscia e dolore fisico e mentale, sotto il peso della sopraffazione dei debiti, esaurito, il Re, dopo essere stato dimenticato per 10 anni, e rimasto solo un guscio, era ancora il gioiello dei media come le star all’apice della sua prosperità.

In una serie di tradimenti da parte di coloro che hanno vissuto a sue spese, questo ultimo, almeno non spezzerà di nuovo il cuore di Michael Jackson. Quando i paparazzi hanno circondato l’ambulanza, che trasporta il corpo senza vita del loro “salvatore”, erano stupiti che le guardie del corpo, di solito osteggiavano ogni loro mossa, ora hanno solo borbottato, riferendosi alla folla violenta con le macchine fotografiche: “Ragazzi, per favore no”, e ha permesso loro di scattare attraverso il finestrino la fotografia più infame del Re esamine, stimata dopo 1 milione di dollari.

Per quanto inconcepibile possa sembrare, abbiamo messo insieme una matrice dell’operato nella vita di Michael Jackson, confrontando i suoi comportamenti, in relazione a quelli fatti da tutto il mondo contro di lui.

FINE

Fonte:

http://www.healthylivingmagazine.us/Articles/233/
http://www.healthylivingmagazine.us/Articles/238/

Traduzione di:Grazia28 per ONLYMICHAEL JACKSON

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