– Magazine “L’UOMO VOGUE” Ottobre 2007 –


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MICHAEL JACKSON

By BRUCE WEBER

“THRILLER” compie 25 anni.
È l’album più venduto di tutti i tempi
con 104 milioni di copie

L-uomo-Vogue-Magazine-michael-jackson-16489654-1629-2151“I love you”, sussurrò il re alla futura regina, suggellando il lieto evento. Gli abitanti del villaggio, fino a quel momento con il fiato sospeso, scoppiarono in un applauso scrosciante, dando inizio alle feste nel reame di Vogueland. Il Re aveva finalmente trovato una donna coraggiosa, magica e soprattutto dotata di grande energia; la principessina che, dopo tanto peregrinare vide coronare il proprio sogno e, persino il grande Mago di corte sancì a sua volta l’investitura con poche parole: “A star is born”. Dopo, tutti vissero felici e contenti, no?? Fosse stato Rodari a questa investitura, avrebbe scritto un’altra fiaba, invece siccome ci sono io, fedele menestrello della Sovrana Sozzani, voglio farvi partecipi degli eventi occorsi, con un araldo dettagliato di ciò che magicamente è avvenuto sotto i miei occhi: l’ultimo photoshoot di Michael Jackson (King), con Bruce Weber (il Mago) e fashion editor Uomo Vogue Italia Rushka Bergman (la principessina). Il tutto in occasione del venticinquesimo anniversario dall’uscita di “Thriller”, l’album che nella storia della musica ha venduto più di tutti. Ok, ora torniamo ai giorni nostri e al diario di bordo.

Los Angeles 14 settembre 2007 Lax Aiport

Telefonino in mano, prima di salire sull’aereo. “My hair are beautiful, when you see my hair you are going to love me forever!” Poi vengo inghiottito dalla fusoliera. Clacson, rumori assordanti, grida concitate e milioni di persone. Eccomi a New York. Il doorman apre la porta ed ecco Rushka Bergaman, lunga chioma corvina, classiche Blahnik ai piedi, duemila oggetti fra le mani. Mi saluta togliendosi gli occhialoni vintage anni “69” con la sua frase-signature: “How are you darling?” con un forte accento Europa dell’est. Da buon amanuense, voglio sapere ogni dettaglio che ha preceduto il mio arrivo al Four Season Hotel, a pochi minuti dell’incontro con Michael Jackson. E così comincia il nostro viaggio, fra appuntamenti, sigarette, migliaia di taxi, milioni di telefonate e litri di espressi.

New York 22 agosto 2007 Rushka fan di MJ

Rushka parla con la sua agente, Marek, e gli propone un photoshoot con MJ per celebrare i 25 anni di “Thriller”. Franca Sozzani dà l’ok, è un’artista e il giornale rispecchia quello che è, sofisticata ma con uno sguardo per le novità, una visionaria. Le prepara una lettera per l’agente di MJ, tale Raymone K. Bain, che al telefono le dice che le farà sapere.

2 settembre GOD DOES EXISTS

Broadway, di fronte al cinema Angelika suona il telefono. È Raymone che conferma il photoshoot. Oh my god! I sogni si avverano. Michael Jackson è disponibile il 14,15, 16 di settembre.

5 settembre WORK OF AN EDITOR

Meisel o Weber? Fortunatamente, Weber, impegnato per i prossimi sei mesi, ha liberi proprio quei tre giorni. “Ero nervosa, Weber è un dio per me, ma poi ho pensato che proprio con lui che ha 40 anni di esperienza, potevo sentirmi tranquilla. Adesso toccava a me.” Il lavoro dell’editor consiste più nell’organizzazione del photo-shoot che nello styling. Bisogna mettere tutti in sincronia, fotografo, make-up e talent. “Per me è facile perché se sono riuscita a leggere il Capitale di Karl Marx allora sono pronta a tutto. A Michael piace vestirsi classico, camicie bianche, giacche nere, insomma un look molto Uomo Vogue. Adora Roberto Cavalli, sono grandi amici e hanno lavorato insieme ma a me piace sperimentare più combinazioni mix, il mio lavoro è proporre il mio punto di vista”.

6 -13 settembre THE PHONE IS HOT!

Everybody is confirmed. “In una settimana e 29 showrooms sono arrivata ad avere 300 look di 62 designers, 178 paia di scarpe. Il pezzo preferito di Michael è un cappotto militare di Burberry. Tutti i designer da Parigi, Londra, New York e Milano, ci hanno dato di tutto, ho visto camicie di sequins del peso di 5 chili, come è possibile che un photoshoot sia more biuuutiful than this?” The King of Pop had the best clothes in the planet!

14 settembre THE FOUR SEASON HOTEL

Il giorno prima dello shoot, Rushka è nervosissima ma concentrata. Siamo in taxi, seguiti da due camion contenenti ben ventitue racks di abiti! C’è di tutto, tranne le pellicce, a Michael non piacciono. Ci sono voluti 35 minuti per portar nella suite di Michael tutti gli abiti.

Siamo stati anche perquisiti dalla sicurezza di Jacob & Co. the jeweler, i cui diamanti ammontano a ben 2 milioni di dollari! Michael è seduto in fondo alla sala, mentre il mio cuore batte a mille mi dice: “Rushka mi ha portato abiti meravigliosi, dammi una mano tu a vestirmi.” Michael è sexy, porta una taglia da modello, gli unici pezzi che calzavano alla perfezione erano quelli di Dior, per gli altri dei fitting minimi. In quel momento è cominciato il mio lavoro per accostare quello che piaceva a lui e quello che piaceva a me. Accontentare i designers, MJ, Bruce, e il giornale senza però compromettere il mio stile, il mio modo di vedere.
Una volta a casa, Rushka comincia a fare lo styling, si siede alla scrivania e focalizza ciò che l’aspetta il giorno dopo.

15 SETTEMBRE 6 AM

“… tutta la notte. Mi continuavo a svegliare, avevo la testa che mi frullava e le idee non mi lasciavano dormire. Alle 8 ho preso un taxi e sono andata sul set.”

10 AM ON THE SET

Mentre Kabuki, vero genio del trucco, fa il make-up e Bruce si prepara Rushka divide tutto, giacche, pantaloni, accessori, scarpe. I primi abiti per MJ sono di Dior. Tutto nero: camicia, giacca, pantaloni e scarpe di Prada e l’unica collana che indossa è una stringa di diamanti finissima, quasi invisibile. “La nostra collaborazione nello scegliere i vestiti è stata semplicissima, io gli ho proposto delle cose e a lui sono piaciute. Tutte. This the best I can get.”

 3 PM HE IS HERE!

C’erano dei teli di carta bianca come sfondo e Bruce ha iniziato a giocarci, qualcun altro ci ha disegnato sopra, altri facevano dei buchi. Un’energia positiva ha riempito il set, tutti sono entusiasti e quando hai tante persone che cercano di far riuscire una cosa allora il flusso di energia è così incredibile che alla fine non importa quanto hai aspettato per farlo succedere, il momento magico arriva. Abbiamo messo su Thriller e tutti hanno cominciato a ballare e poi è arrivato LUI, facendo calare un silenzio improvviso. Poi si è seduto davanti alla macchina fotografica e ci ha guardato e ci ha fatto alzare il volume e ha cominciato a ballare muovendo le gambe come nel video di John Landis. Tutto era miracle magic!
Da lì in poi non si è più fermato, un performer, professionista, un genio del mestiere che ci ha presi per mano e ci ha portati nel suo mondo. E mentre lui ballava Bruce scattava foto dopo foto! Anche lui non scherza. Altro genio.

10 PM I LOVE YOU BABY

“Dopo aver fatto cinque look e centinaia di foto, abbiamo finito lo shoot.
MJ si è e mi ha detto “I love you baby.” Mi ha stretto la mano e si è complimentato con tutto lo staff e tutti hanno applaudito.”

16 settembre THE DAY AFTER

Il photoshoot è finito. Rushka  è una persona nuova, diversa. “Sento di aver imparato qualcosa, sento che è successo qualcosa nella mia vita che non potrò più dimenticare. So di aver fatto qualcosa di incredibile, di essere finalmente riuscita a raggiungere quello che veramente mi interessa fare.” Now Beat it Rushka, just like MJ.

Roberto Croci

L-uomo-Vogue-Magazine-michael-jackson-16489379-1612-2148DEDICA DI BRUCE WEBER

Ottobre 2007. Bruce Weber, per L’Uomo Vogue, fotografa Michael Jackson nel suo ultimo servizio fotografico. “Incontrai Michael Jackson per la prima volta alla fine degli anni Settanta. Andy Warhol mi aveva chiesto di scattare delle fotografie a un gruppo di ragazzini chiamati The Jackson Five per Interview

Stavano con la loro istitutrice, durante il tour, in un hotel di mid-town a New York. L’istitutrice era un’elegante signora – quasi un personaggio di Donne, il film di George Cukor. Quando ho iniziato a fotografarli, Michael e i suoi fratelli stavano facendo una battaglia con i cuscini e la signora cercava invano di convincerli a comportarsi come dei gentleman. Michael, invece, non si atteggiava; era interessato solo ai giornali e a cercare le recensioni su di lui.
Questo succedeva quasi 30 anni fa e dopo allora ho avuto la possibilità di conoscere Janet, sua sorella, piena di fascino, e di condividere qualche amico in comune, come il manager di Muhammad Alì, Bernie Yuman, il regista cinematografico Brett Ratner e una lady che non ha bisogno di alcuna descrizione, Elizabeth Taylor.

Per anni abbiamo parlato di fotografie, ma non era mai successo finora, perché i nostri impegni ci hanno sempre tenuti lontano. Fortunatamente, questa volta, ci siamo trovati a New York nello stesso momento. Fotografare Michael oggi è per me come mandargli un biglietto di ringraziamento per tutta la gioia che ho provato ascoltandolo cantare e ammirandolo ballare.

Ognuno di questi momenti ha segnato la mia vita un po’ folle: innamorarmi, guidare la macchina dei miei sogni, prendere un nuovo cane, fotografare la mia famiglia o uscire con un amico per bere qualche birra.
Se dovessi contare quante volte la musica di Michael abbia dato vita alle mie fotografie, sarebbero migliaia. Perché con il ritmo e l’anima della sua musica potrei ritrovarmi a scattare tante di quelle fotografie da farci un film, e tutte le mie macchine fotografiche potrebbero spaccarsi. Quindi, Michael, accetta la mia gratitudine, tu che hai un posto grande nel cuore di tanta gente. Come si dice per strada, “Michael’s in the house and let’s just do it!”- “Lascia solo che ti faccia qualche foto e vediamo se atterriamo un’altra volta sulla luna”.

Bruce Weber
New York City
2007

FINE

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