– La storia dell’album Xscape – By Joe Levy


cornice– Billboard 10 maggio 2014 –

Circa un anno fa, John Branca ha incontrato LA Reid durante una cena al Cecconi di West Hollywood. Reid è il presidente e CEO di Epic Records (“la casa costruita da Thriller,” come Reid la chiama) dal luglio 2011, e aveva ereditato una etichetta poco attiva che fino allora non aveva avuto grandi successi. Branca aveva ripreso il suo ruolo di consigliere e avvocato di Michael Jackson poco prima della sua morte nel 2009, e durante il periodo da co-esecutore del patrimonio di Jackson, grazie al film-concerto This Is It (che ha incassato 261 milioni di dollari in tutto il mondo) e redditizi spettacoli basati su Jackson con il Cirque du Soleil, ha estinto il debito di 500 milioni di dollari dell’Estates.

Uno degli argomenti trattati di quella sera, era un film biografico su idea di Reid, che coprisse la vita di Jackson da The Wiz fino al periodo di Thriller. Branca ha dato una risposta chiara: “No. Perché dovremmo permetterti di farlo? Non hai fatto niente per Michael nei due anni da quando sei alla Epic.” In questi due anni, Reid aveva anche ricoperto l’incarico di giudice a “X Factor” in onda su Fox (una decisione che ora definisce come “orribile”). Branca a questo proposito aggiunge con tono di rimprovero: “Tu non hai parlato di Michael quando sei stato in tv.”

Reid ha visto la possibilità di dimostrare ciò che vale, e ha osato di più. A chiesto di cercare negli archivi e sentire tutte le registrazioni, mettere insieme una squadra e fare un album di Michael. Era noto che Jackson lavorasse su circa settanta canzoni per un album.

Reid non aveva idea di che cosa ci fosse negli archivi, ma ora dice con un sorriso e la fiducia, che l’album creato può essere discusso nel contesto della musica straordinaria che Jackson ha fatto da Off the Wall del 1979 a Invincible del 2001.

L’album “Xscape”, che uscirà il 13 maggio, è composto da otto canzoni sulla voce di Jackson adeguate alla nuova musica di Timbaland e J-Roc, Rodney Jerkins, Stargate e John McClain, l’ex dirigente di A & M Records, che con Branca è il co-esecutore testamentario di Jackson.

Gli originali su cui hanno lavorato sono stati registrati tra 1983 e il 1999, il periodo compreso tra subito dopo Thriller a poco prima di Invincible. Le canzoni complete non sono remix. Reid ha deciso di seguire una via più rischiosa, e ha incaricato ciascuno dei suoi produttori di creare in sostanza delle nuove canzoni che hanno come base la voce di Jackson. Timbaland – il produttore esecutivo del progetto, che ha curato cinque brani con il suo collaboratore J-Roc – ne parla quasi come una storia di fantasmi; la voce incorporea di Jackson che lo spinge, dissuadendolo dai suoni che non erano abbastanza innovativi e dando la sua benedizione quando lo erano.

Questo è il secondo album postumo di materiale inedito, in accordo tra l’Estate di Jackson e la Sony Music, del valore riferito di 250 milioni di dollari. L’album “Michael” uscito nel 2010, è stato creato su del materiale che Jackson stava registrando negli anni precedenti la sua morte. Il progetto è stato completato da un team di sei produttori che avevano già lavorato con Jackson. I risultati in studio, tuttavia, sono venuti meno del perfezionismo di Jackson. Branca definisce il processo “un po’ caotico” e ha detto che mancava una visione d’insieme che guidasse il tutto.

L’album “Michael” ha venduto 540.000 copie dalla sua pubblicazione, numeri non esattamente travolgenti. Jackson, tuttavia, rimane cinque anni dopo la sua morte, ancora un grande business. Lo scorso anno “Michael Jackson: The Immortal World Tour”, un partenariato tra il patrimonio di Jackson e il Cirque du Soleil, è diventato il nono tour con il maggiore incasso di tutti i tempi, superando il Voodoo Lounge Tour dei Rolling Stones del 1994 e 1995 con un utile/fatturato di 325,1 milioni di dollari per 407 spettacoli che sono stati visti da quasi 3 milioni di spettatori. Immortal è di nuovo in tour in Nord America, e una seconda produzione Cirque du Soleil, “One”, è diventato, nel maggio del 2013, uno spettacolo permanente presso il Mandalay Bay di Las Vegas.

Dopo la sua morte, gli album di Jackson hanno venduto 12,8 milioni di copie negli Stati Uniti, secondo Nielsen SoundScan – 8 milioni dei quali nei mesi immediatamente dopo il 25 Giugno 2009, facendo di lui l’artista best-seller di quell’anno. Da allora, le vendite di Jackson sono diminuite. Lo scorso anno i suoi album hanno venduto 584.000 copie, meno di Elvis Presley (1,1 milioni) e Johnny Cash (969.000), ma più di Whitney Houston (310.000) e Jimi Hendrix (539.000). Con “Xscape” si prevede un incremento delle vendite, anche se è difficile farne una previsione del totale.

Un disco di successo sarebbe ovviamente molto gradito, ma Reid e tutti gli individui coinvolti, con Xscape perseguono uno scopo più alto. Far rivivere la presenza di Jackson nel mondo del pop di oggi. Non c’è dubbio che la sua influenza sia viva. Se si guarda la Billboard Hot 100 ci sono canzoni di alcuni discepoli di Jackson, per esempio Pharrell Williams, al numero 1 con Happy; e Justin Timberlake, al numero 9 con Not a Bad Thing, co-prodotto dal team di “Xscape”, Timbaland e J-Roc.

Durante il processo di produzione, Timbaland si chiese, come suonerebbe oggi, un suono datato, da sembrare nuovo? Doveva fare in modo che potesse competere con tutto quello che sta accadendo nel mondo del pop di oggi.

Nel mese di aprile, Reid si è riunito con tutti i produttori che hanno lavorato su “Xscape”, tranne McClain, per parlare con Billboard riguardo l’album e realizzare un documentario negli Henson Studios di Hollywood, lo studio dove Michael Jackson ha registrato We Are the World.

Alcuni di questi uomini avevano conosciuto e lavorato con Jackson. Jerkins, 36 anni, produttore di successi per Brandy e Destiny Child, ha incontrato per la prima volta Jackson a 16 anni, e ha iniziato a lavorare con lui a 19. “(Jackson) Mi aveva richiesto per un anno, alla fine sono diventati tre, dal 1999 al 2001,” dice Jerkins. Reid stesso aveva prodotto uno dei brani originali di “Xscape”, Slave to the Rhythm, con il suo partner Kenneth “Babyface” Edmunds nel 1989 (e aveva quasi messo sotto contratto Jackson nel 2005, quando era presidente /Amministratore delegato della Island Def Jam).

Timbaland ha fatto il restyling di “Xscape”. “Ha chiesto a Rodney di lavorare con lui per un anno”, ironizza Reid. “Questo dimostra  cosa pensa di me come produttore – mi ha richiesto per due settimane”.

Jackson avrebbe voluto lavorare con il duo di produzione norvegese Stargate – Mikkel Eriksen e Tor Hermansen, entrambi 41 anni – noti per i loro successi con Rihanna e Perry. Il cantante era un fan delle loro due canzoni, per Ne -Yo, e si era incontrato con loro al ristorante cinese di Midtown Manhattan Mr. K per discutere di progetti futuri. “Solo noi due, e i manager, e c’era anche Blanket”, dice Eriksen. “Giù nel seminterrato”.

“Ha mangiato?” chiede Reid.

“Lui ha mangiato – ha portato le sue bacchette”, dice Hermansen.

Proprio come Timbaland, Reid sentì che la sua innovazione era in sintonia con la volontà di Jackson di creare sempre un suono unico. Come faceva Jackson, Timbaland mette in atto i suoni che sente nella testa, facendo beatbox e vocalizzi in studio. E, come Jackson, è instancabile nella sua ricerca di nuovi approcci. “Ho sempre avuto questa sensazione di essere in anticipo sui tempi, come se nessuno capisse il mio metodo musicale. Per me tutto ciò che è intorno a noi è musica. Ecco perché nelle canzoni uso il suono di grilli, uccelli, cucchiai e maniglie delle porte o un motore di auto, e facilmente lo trasformo in un ritmo.”

Timbaland è stato il primo, che Reid ha chiamato per l’album. “Ho detto che sarei venuto in studio, non volevo stare lì a parlare al telefono”, ricorda Reid. Loro si incontrarono ai Jungle Studios di Manhattan, fondato e di proprietà di Alicia Keys. “Come di consuetudine, la sala di controllo dello studio era piena di gente – musicisti, tecnici del suono, assistenti, amici, autori – c’erano un sacco di persone nella stanza”, spiega Reid. Ma Reid gli voleva parlare personalmente, e da solo. Una volta fuori, gli sussurrò in un orecchio di questo grande progetto speciale. Egli disse: “Senti questo – ‘Michael Jackson prodotto da Timbaland'”.

Per Reid stesso il progetto rappresentava la possibilità di dimostrare le sue particolari doti. Quando arrivò alla Epic Records non sapeva bene il perché. Si chiedeva – da quando ha fondato la LaFace Records con Edmunds 25 anni fa, si era piazzato ai vertici delle classifiche con molti artisti – se aveva davvero bisogno di un altro lavoro in un’altra casa discografica. E anche se i suoi primi 18 mesi sono stati difficili, Epic è in ripresa, grazie ai recenti successi di Future, Kongos e A Great Big World. Non sapeva davvero perché lo stesse facendo e ha realizzato tutto ciò, solo quando ha iniziato il progetto di MJ. Egli ha detto che aveva bisogno di affondare i denti in qualcosa che aveva il potenziale per essere grande.

Il processo è iniziato con l’Estate di Jackson cercando negli archivi di registrazione che si trovano insieme a tutti i beni di Jackson, gioielli, auto, note manoscritte, conservati in vari magazzini in California. “Gran parte di essa l’abbiamo informatizzata, così siamo pronti quando abbiamo bisogno di qualche cosa” dice Branca delle registrazioni.

Non c’è alcuna carenza di materiale. Nel fiore degli anni, Jackson era molto prolifero. Utilizzava molti studi, in più luoghi, in modo da poter passare da una canzone all’altra, a volte per 16 – 18 ore di fila. Cantava piuttosto che suonare, ma poteva cantare accordi o arrangiamenti per il sua squadra, e portava loro demo comprensivi di orchestrazioni vocali (con ritmi beatbox) registrati nel suo studio privato. “Ha in testa un intero disco e cerca di fare in modo che la gente glielo suoni”, dice Bill Bottrell nel libro Man in the Music di Joe Vogel. Il suo lavoro consiste nell’estrarre dai musicisti, dai produttori e dai tecnici il suono che lui sente quando si sveglia la mattina.”

Jackson aveva la consuetudine di riregistrare per ogni progetto canzoni, su cui avrebbe lavorato per anni, e talvolta le riprendeva in mano per gli album successivi. La canzone Wanna Be Startin ‘Somethin fu iniziata durante le sessioni di Off the Wall, ma venne pubblicata su Thriller. Lui continuava ad andare avanti, stimolando le persone a lui vicine. Quando collaborava con Jerkins su “Xscape”, registrata tra il 1999 e il 2001, mandò il produttore da uno sfasciacarrozze con un registratore DAT per catturare nuovi suoni percussivi. “Cominciai a colpire delle cose e pensai: ‘Wow, questo potrebbe funzionare in una canzone, potrebbe stare bene con l’effetto.’ Dopo un po’ i suoni iniziavano a prendere vita, ed erano momenti in cui lui si sentiva stimolato per creare. Cercava di capire come creare suoni. “Dov’è il suono del battito di una canzone più e più volte bello da sentire?” chiedeva Jackson a Jerkins. “Dobbiamo essere pionieri e creare quel suono.”

Da tutto questo materiale, Reid e lo storico talent scout di Sony, John Doelp, avevano un obiettivo chiaro. Volevano canzoni che Michael avesse cantato dall’inizio alla fine più volte, tracce multiple, perché quello era l’unico indicatore dell’amore di Michael per le sue canzoni. Reid questo lo sapeva bene: quando lui e Edmunds avevano registrato l’originale Slave to the Rhythm con Jackson, a Los Angeles, nel 1989, durante le sessioni di Dangerous, Jackson aveva registrato le parti vocali 24 volte.

“E non era nemmeno per migliorare una nota che non andava bene”, dice Reid, che ha lavorato su questa traccia con Babyface. “No, ha cantato tutta la canzone dall’inizio alla fine 24 volte, senza una pausa, senza andare in bagno, senza ‘Dammi un minuto’. Cantava tutta la canzone e diceva: ‘Ok, datemi un’altra traccia, posso cantare meglio’, e cantava ancora. ‘Posso cantare quella giusta, dammi un’altra traccia’, e ha cantato di nuovo”. Ogni volta la cantava sempre meglio, ma arrivati alla traccia 13, 14, ci siamo persi, perché tutte suonavano nello stesso modo. A quel punto aveva raggiunto la perfezione, ma lui continuava ancora. “

Branca e Karen Langford dopo aver esaminato l’archivio – che sanno cosa c’è nei magazzini meglio di chiunque altro – hanno raccolto 24 canzoni conformi alle descrizioni di Doelp e Reid.

Hanno ridotto la scelta inizialmente a 20, poi a 14, otto delle quali saranno nell’album, anche se molte altre sono state preparate (un’edizione deluxe offrirà inoltre i brani originali). La scelta del materiale non è esattamente una sorpresa, ma piuttosto ciò che non è stato considerato. Le tracce che Jackson ha registrato con Freddie Mercury nel 1983, non sono incluse su “Xscape”, anche se Brian May che Roger Taylor dei Queen ci hanno lavorato nell’ultimo anno. E sebbene una versione di Slave to the Rhythm con Justin Bieber è trapelata lo scorso agosto (sostenuta da una serie di tweets di Bieber), non la sentirete su “Xscape”.

I fan di Jackson più appassionati riconosceranno quasi tutti questi brani. La maggior parte di essi erano in qualche modo completati, e trapelati nel corso degli anni, in tutto o in parte. Alcuni di questi brani possono essere ancora sentiti online. Ma questo non significa, che i produttori di “Xscape” li avessero già sentiti.

Timbaland e Mikkel Eriksen di Stargate hanno cominciato a sentire il materiale sorgente che, Reid ha presentato, ed entrambi hanno subito deciso di rinunciare ai brani strumentali e di lavorare solo con la voce di Jackson e alcuni rumori catturati dal microfono. “Si può sentire i suoi piedi in cabina quando canta, e lo schioccare delle dita”, dice Jerkins. “Era tutto autentico, reale. Non era ‘Togli gli schiocchi di dita, togli il piede che batte’. No – è reale, è lui nella cabina, e si sente quello che fa”.

“Come produttore, Michael Jackson ha reso il nostro lavoro facile”, dice Hermansen. “Tutte le cose che sono sulle tracce vocali, fanno venir voglia di alzarsi e ballare.”

Per Eriksen e Hermansen, il progetto li ha portati di nuovo ai loro primi giorni, quando facevano remix alla fine degli anni Novanta – Mary J. Blige, Mariah Carey, Brandy – per il mercato europeo, mettendo nuove tracce strumentali sulle voci a cappella. Ma quello che era un piacere per loro era più complicato per Timbaland.

“Ci sono stati momenti in cui pensavo di non farcela”, dice. “Era molto difficile il processo. Pensavo, ‘sto producendo Michael Jackson, ma non posso parlare con lui. Ma, come posso impersonarlo?'”. Quando lui e J-Roc erano in studio lavorando su Loving You – una canzone scritta e prodotta da Jackson nel suo studio privato a Encino, in California – la prima versione elaborata era terribile. “Pensavo, ‘Non credo che Michael vorrebbe questo. Dobbiamo tornare indietro, semplificarla e cercare un suono caldo ricco, quando sentì la voce di Jackson che gli diceva “Eccola, Tim.”

“Mi guardo intorno e non c’è nessuno nella stanza”, dice. “Non ho mai condiviso questa storia, neanche con il mio co-produttore, Jerome. Lui fa, ‘Tutto bene?’ e io, ‘Nah, sono a posto, solo…’ Sono seduto e penso, ‘Yo, ho appena sentito qualcosa. So che non sono pazzo. Io so quello che ho sentito’. Era come se il suo spirito risuonasse in me per darmi il suo Ok.”

La voce a cappella di Jackson è diventata il principio guida di “Xscape”. Nelle nuove versioni è l’elemento centrale (“lui si sente più forte”, dice Reid). “Abbiamo effettivamente tolto alcune cose solo per far emergere Michael”, dice Hermansen. “Michael canta in modo fantastico, basta farlo semplicemente respirare e fargli fare le sue cose.”

Questo progetto per Reid, è qualcosa di personale per molti motivi. Nato nel 1956, due anni prima di Jackson, è cresciuto con la musica di Michael Jackson, prima di vedere i Jackson 5, per la prima volta presso la Ohio State Fair. “Ero un ragazzino, e Michael anche, e mi lasciò senza parole”, dice. “Quando il piccolo Michael Jackson iniziò a cantare, la sua voce si è librata attraverso il palco.”

Reid ricorda il suo primo incontro con Jackson, durante un evento BMI a Los Angeles. Aveva i capelli ricci e folti e si fece una foto con lui.

Poco tempo dopo, Jackson fece andare Reid e Edmunds a Neverland per discutere di una possibile collaborazione. Arrivarono in elicottero, firmarono un accordo di confidenzialità (“perché era così quando andavi da Michael”) e attesero Jackson in biblioteca.

Attese lì circa cinque minuti, ma gli sembrarono più come 20. Era nervoso, eccitato e fissava la porta dalla quale Michael sarebbe entrato, ma lui arrivò da una porta segreta, celata tra gli scaffali della libreria. I tre iniziarono a parlare di musica. Jackson gli disse quello che gli piaceva e citò The Knowledge, una canzone dell’album di sua sorella Janet “Rhythm Nation 1814”, prodotto da Jimmy Jam e Terry Lewis. Reid cominciò a preoccuparsi, perché Michael nominava solo canzoni scritte e prodotte da Jimmy Jam e Terry Lewis e quindi pensava che volesse Jimmy Jam e Terry. Ma poi Jackson ha iniziato ad elencare canzoni come ‘Tender lover’ di Edmunds.

La giornata si concluse con la proiezione di un film nel teatro privato di Jackson (“c’era un addetto lì, in alta uniforme, con un piccolo berretto, come se fossimo negli anni Quaranta”), dove guardarono un video del 1983 di Jackson e Prince sul palco con James Brown, seguito dal film, Under the Cherry Moon, di Prince.

Quando cominciarono a lavorare insieme, Jackson scelse un demo, con batteria, basso e voce. “Ecco, finitela.” Ma la traccia Slave to the Rhythm, non è stata davvero finita fino a “Xscape”.

Quando ha iniziato a gestire le case discografiche, Reid è rimasto in contatto con Jackson, e aveva parlato con lui di portarlo sotto contratto alla Island Def Jam. “Mi chiamava Signor Presidente, questa era la cosa più dolce del mondo”. Michael e Reid si sono incontrati al Dorchester Hotel di Londra. “Lui ha detto: ‘Non credo di volere un altro successo, non voglio fare solo un altro disco. Voglio qualcosa di grande per fare qualcosa di innovativo, se non può essere imponente, se non sei impegnato come lo sono io, allora non dovremmo farlo. Ma se tu ti impegni con me, io prometto di impegnarmi con te”. Non ho avuto la possibilità. Jackson invece firmò un contratto di breve durata con lo sceicco Abdulla bin Hamad Al Khalifa, il principe del Bahrein.

Michael e io ci separammo con la consapevolezza di voler lavorare insieme”, dice Reid. L’album “Xscape” è il compimento di tale intenzione. È mirato e coerente, come ogni album postumo, esprime la libertà creativa che Jackson cercava nella sua musica. Costruito intorno alla voce e all’eredità di Jackson, riesce semplicemente a suonare come la musica di Michael Jackson, piena di gioia e disperazione, spesso senza distinzione tra queste due. E trasporta lo spirito del defunto genio del pop dal passato verso il futuro, il luogo in cui Jackson ha sempre voluto che la sua musica vivesse.

FINE

Fonte:billboard

Traduzione di:Grazia28 per ONLYMICHAEL JACKSON

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