– Wembley: Michael Jackson quella notte era “in fiamme”- By Raven Woods


Raven Wood, scrittrice, giornalista e fan assoluta di Michael Jackson, recensisce il concerto di Wembley pubblicato nel cofanetto di “BAD25”. La sua analisi minuziosa si concentra soprattutto sui dettagli e l’evoluzione delle interpretazioni di Michael, offrendo così una chiave di lettura singolare e acuta.

Grazia28

Michael si esibisce a Wembley. Quegli Hip Rolls durante “Another Part Of Me”… Signore, abbi pietà di noi tutti!

– Pubblicato:14 ottobre 2012 –

Avevo appena pensato che il titolo di questo mio articolo fosse alquanto intelligente, quando mi sono resa conto che alcuni potevano considerarlo come un segno di cattivo gusto, ricordando il tragico incidente di Michael riportato sul set dello spot pubblicitario per la Pepsi nel 1984. Il fatto che Michael una volta è stato letteralmente in fiamme, l’uso di tali espressioni può sembrare in qualche modo inopportuno, ma vi prego di ascoltarmi fino in fondo. Dopo aver visto il concerto di Wembley molte volte, semplicemente non conosco un modo migliore e un termine più appropriato per descriverlo. Quella notte Michael, sì, era “in fiamme”. In effetti Michael non ha mai offerto prestazioni poco entusiasmanti, ma dopo aver visto i filmati dei concerti di MJ, per centinaia di ore, che coprono diversi anni, posso affermare senza alcun dubbio che quella notte a Wembley c’era qualcosa di straordinariamente magico.

Lui era, semplicemente, “in fiamme”. In un ogni caso, non lo avremmo mai più rivisto di nuovo, almeno non nello stesso modo. Mi spiego meglio.

Nel corso degli anni, il DVD Dangerous Live in Bucarest è stato il mio concerto preferito di Michael Jackson. Sì, può essere visto come una sovrapproduzione e ultra agevole/liscia, ma questo DVD, cattura perfettamente l’anima di un concerto di Michael Jackson al culmine della sua carriera, quando aveva pochi rivali. Nonostante abbia collezionato molti concerti di MJ nel corso degli anni, quello di Bucarest è stato quello cui ho fatto sempre riferimento, specialmente quando hanno commercializzato nuovi magici concerti di MJ, per coloro che, forse, potrebbero essere stati troppo giovani o per quelli che hanno solo bisogno di sapere dello “scalpore” intorno a esso. E’ facile capire perché Michael, l’ultimo perfezionista, ha dato la sua impronta personale d’approvazione al Dangerous Live in Bucarest come il concerto che lo rappresenta ufficialmente.

Adesso, però, abbiamo Wembley, un concerto che cattura Michael al culmine dell’era gloriosa di Bad, esibendosi con un maggiore zelo nel sapere che La Coppia Reale, il principe Carlo e Lady Diana, erano presenti al concerto (beh, diciamo solo che, con maggiore zelo di sapere che Lady Diana era lì, ma ve ne parlerò più avanti). Naturalmente, questo non è la prima volta che ho visto un concerto di Bad nella sua interezza. Ho avuto un bootleg Yokohama da diversi anni, insieme con alcuni altri. In generale, i concerti di Bad rappresentano una tappa interessante nell’evoluzione delle esibizioni dal vivo di MJ, in cui si nota, che comincia a includere alcuni segmenti ricercati e molto coreografici negli intervalli dei successivi spettacoli (ad esempio frammenti dei Jackson 5 medley e I Just Can’t Stop Loving You / She’s Out of My, che sarà una caratteristica importante per molti anni, con lievi variazioni, in HIStory, dove You Are Not Alone sostituisce She’s Out of My Life ). Si può anche osservare che erano già in fase di formazione e di evoluzione i suoi spettacoli dal vivo in una piena esperienza teatrale e non solo come un concerto.

Questo spettacolo, tuttavia è per chi apprezza la spontaneità cruda come una parte integrante dell’esperienza di un concerto e in generale si può comunque ritenere, ciò che gli spettacoli di Michael hanno acquisito in un aspetto, hanno perso in altri nel corso degli anni. Al momento di HIStory, ad esempio, tutti gli spettacoli erano, senza eccezione, produzioni perfette, concerti teatrali con lievi varianti e sorprese. Certo, nuovi numeri e programmi sono stati aggiunti, come la magnifica Earth Song, ma le prestazioni e gli spettacoli in sé sembravano sempre più meccanicistici e memorizzati. Al tempo di HIStory, Michael era già poco sorridente, e talvolta non sembrava di sentire la gioia dell’esibizione. La sua rabbia interiore era diventata più cupa, e più reale. Sempre più numeri sono stati sincronizzati con il labiale piuttosto che cantare dal vivo, inoltre numerosi problemi di salute hanno cominciato a influenzare il suo corpo. E sebbene sia rimasto, come sempre, l’ultimo grande professionista e, il Re del Pop, che poteva organizzare uno spettacolo come nessun altro, un ingrediente importante sembrava mancare. Ma la visione di Wembley mi ha permesso di sottolineare che “qualcosa” invece lì c’era.

Era la gioia pura dell’esecuzione. Non sentiva l’obbligo di offrire al pubblico uno spettacolo, ma semplicemente sentiva la gioia di essere lì, a ballare e cantare per i suoi fan.

Wembley è ora a pari merito con Bucarest come il mio concerto favorito di Michael Jackson, e può anche superarlo. Mentre Bucarest può offrire un MJ curato a uno splendore perfezionato, Wembley offre qualcosa di diverso, di più puro, potenza allo stato puro di una prestazione di Michael Jackson. Che cosa offre di più? In questo modo il pubblico (soprattutto i neofiti ​​che non erano a bordo nel 1988) può considerarla la fase più interessante della carriera degli spettacoli dal vivo di Michael – il momento in cui abbiamo appena cominciato a osservare l’evoluzione: grandi spettacoli teatrali dal vivo, ma in un modo molto più crudo e in una forma ridotta. Non era ancora il periodo in cui Michael Jackson entrava in scena stando immobile qualche minuto, mentre la folla era in delirio, o che avrebbe finito i suoi spettacoli, creando l’illusione di essere lanciato come un razzo nello spazio.

Era un altro Michael, che poteva permettersi di farsi catturare dal flusso spontaneo di un gospel estemporaneo, concentrato in pochi minuti alla volta. Basta guardare e/o ascoltare il “doggone my girl is gone” segmento che ci conduce a Rock With You, e se non percepisci i brividi che scorrono sulla pelle, allora devi essere morto! Questo segmento assume un aspetto ancor più profondo, radicato nella forma musicale del blues più cupo quando si rende conto che “doggone” è semplicemente un eufemismo per “dio maledetto”. In questo breve ma intenso scambio, Michael non solo dimostra le tecniche del gospel, ma sta inoltre facendo riferimento a una tradizione che risale a centinaia di anni, dove attraverso le molte generazioni di afro-americani hanno subito ingiustizia e dolore.

Il blues e gospel possono anche apparire come forme musicali opposte, ma è l’esatto contrario (dopo tutto, uno è inerente l’ascesa spirituale e l’altro la angoscia del cuore laico spesso combinato con immagini di desiderio) non sono così disparati come sembrano. Entrambi erano una risposta diretta all’esperienza della schiavitù, i due s’intrecciarono come mezzo di sopravvivenza, resistenza, e, talvolta, di comunicazione. In entrambi i casi, la musica è per il popolo oppresso il modo che non poteva esprimere con le parole. E se, come spesso si cita, il gospel è la “musica di Dio” e il blues è la “musica del diavolo”, non è una rappresentazione perfetta della nostra stessa dicotomia umana? Noi lottiamo per un ideale, ci sforziamo di unire la nostra anima con il nostro Creatore, ma al tempo stesso dobbiamo anche sudare, piangere, ridere, procreare e tutto il resto che è parte unica dell’essere umano. “Blues Gospel”, un termine, che riconosce quest’antico legame tra la musica blues e gospel, come una forma tradizionale di musica afro-americana sulla base di tradizionali costumi africani, è quindi una miscela naturale, non è così strano come può sembrare a prima vista. In effetti, la musica gospel in realtà deriva dal blues.

La qualità del suono di questo video non è buona, ma mostra alcune delle qualità sorprendenti del gospel di Michael, presentato durante i concerti di Wembley. Qui applica il modello del “grido e risposta” passaggio caratteristico della tradizione del blues e gospel (e di fatto diventa elemento importante degli spettacoli dal vivo di Michael: il modello tradizionale di “grido – risposta” alla fine diventa la base di tutte queste espressioni gutturali “hee-hees” e “OWS”).

Michael giustamente si è guadagnato la reputazione come il Re del Pop, ma a volte è facile dimenticare che lui era anche un cantante gospel micidiale. Inoltre, ci sono stati molti spettacoli che mettono in risalto proprio le sue doti di cantante gospel. Un esempio che viene subito in mente, naturalmente, è la sua famosa interpretazione ai Grammy Awards del 1988 con Man In The Mirror (e, davvero MITM sarà la sua esibizione esclusiva del gospel). Ma un altro ottimo esempio è I’ll Be There, in particolare il modo in cui si è esibito dal vivo, con quella voce meravigliosa alla fine.

Ho raccontato questa storia prima ( si riferisce ad un altro suo articolo – ndt), ma vale la pena ripeterla. Quando ho visto This Is It al cinema per la prima volta, si sentiva effettivamente l’energia collettiva del pubblico quando Michael eseguiva questa parte vocale finale di I’ll Be There. E’ difficile da descrivere l’emozione che si prova, ma quei momenti, li avverto spesso durante le letture di poesie, quando, ad esempio, un poeta ha appena letto una linea particolarmente commovente che colpisce l’anima collettiva, la sensibilità collettiva, tra il pubblico. Nel momento in cui tutti trattengono il respiro dallo stupore, nessuno emette un suono, ma solo un percettibile “um”. Si poteva sentire la sua palpabile connessione con il pubblico in quel momento, ed è la stessa reazione al “grido e risposta” che affonda le sue radici ed è parte integrante del blues e del gospel. Siamo stati all’unisono in quel momento, diventando il nostro momento. Sì, abbiamo voluto gridare! Noi saremo lì con te, Michael. Ad ogni passo del cammino.

Nel guardare Wembley, questo effetto è duplicato come Michael da I’llBeThere si immerge in un improvvisato “grido e risposta” questo piccolo segmento liberatorio di annuncio (che io chiamo “il mio bambino micidiale è andato” a causa della mancanza di qualcosa di più specifico per chiamarlo, lol).

Poi si passa a un altro divertente ossequio come questo piccolo potente segmento del gospel, segue in un completo spettacolo e completamente dal vivo di Rock With You, un brano che, purtroppo, scomparirà dalla setlist di Michael dopo il Bad tour. (Dirty Diana, è un’altra delle canzoni depennate dopo il Bad tourma ironia della sorte, forse, queste canzoni emergono per me come due delle prestazioni veramente stand-out di questo concerto).

Guarda quei primi istanti dopo che Michael dice: senti “Credo di voler il rock!” Osserva quel sorriso. Si tratta di pura gioia traboccante. Ed è questa pura, gioia esuberante che è portata dalla prestazione. Più volte non può resistere alla tentazione di lasciarsi andare in sorrisi spontanei, che si tratti di essere catturato nel momento, o incrociando lo sguardo di qualcuno al limite del palco. Questo genere di interazione potrebbe disturbare uno spettacolo più piccolo, ma qui è così magistrale e perfettamente sincronizzato, senza mai percepirlo come una forzatura. Questo, purtroppo, è il tipo di gioia spontanea che avremmo cominciato a vedere sempre meno, almeno fino a This Is It, quando l’intimità delle prove ha avvicinato di nuovo il pubblico a quel Michael, che amava ridere ed essere solo appena un po’ sciocco, ma è sempre stato un artista perfezionista.

Ma appena si passa al numero successivo, Smooth Criminal si nota una transizione – che rappresenta il punto dello spettacolo, quando si lascia alle spalle (almeno per un po’) le radici del r & b per sostenere il più attuale, materiale pop. Anche il suo cambio di costume segna una sorta di variazione di identità, poiché esce quasi irriconoscibile in un ampio cappello fedora, la cui tesa è rivolta in basso per conferirgli un aspetto più minaccioso e anonimo (eppure soave seducente). Ciò, come lo chiamo spesso, è il passaggio di Michael Jackson, a Mack Daddy. E nessuno ha mai fatto meglio di, beh, Michael Jackson (prendi nota, Chris Brown!).

Smooth Criminal (nota mi riferisco alla prestazione rispetto alla traccia) in ultima analisi si è evoluta in una mossa studiata nel corso degli anni. Le sue radici risalgono a una prestazione dal vivo di Heartbreak Hotel del Victory tour, e anche il coro “do wop”, che per la prima volta è eseguito all’inizio di Streetwalker. Qui vediamo Smooth Criminal è molto apprezzato nella sua forma più familiare, con l’introduzione “do wop”, l’insegna dell’hotel al neon, e la danza di Michael in silhouette. Ma indovinate un po’ quale è l’elemento famoso assente? Sì, come no! Il famoso movimento anti-gravità, ormai indissolubile legame con Smooth Criminal, non è ancora stato introdotto come parte del programma. Così, Wembley ci dà un assaggio del numero in corso di studio, e una grande opportunità per tracciare l’evoluzione di uno dei balli più famosi nelle rappresentazioni di Michael.

Ma ciò che è davvero incredibile notare è che l’idea della prestazione è così perfetta che l’elemento in realtà famoso non è davvero mancato (onestamente non posso dire che mi è mancato in This Is It). Questo serve come un promemoria importante che tutti i movimenti più iconici e le coreografie di Michael erano come la ciliegina sulla torta. Erano ricercati dettagli, sfarzo. Ma se togli via tutti gli orpelli, quello che si ha è semplicemente uno degli artisti più sorprendenti del nostro tempo che cantano alcune delle canzoni più incredibili contemporanee. La bellezza di Michael è che lui non aveva bisogno dell’elemento che sfida la gravità per affascinarci. Ricordo una conversazione che ho avuto con qualcuno per la presentazione della mostra This Is It. Come al solito, la conversazione si riduceva alla inevitabile domanda: “Pensi davvero che avrebbe potuto fare 50 spettacoli?” E “E se non fosse riuscito a farli?”

La cosa da ricordare di Michael è che non c’è niente che non sarebbe stato “in grado di offrire”.La mia risposta è che Michael avrebbe potuto presentarsi sul palco come un uomo anziano di 70 anni, o seduto su una sedia per tutto il tempo, ma non c’è dubbio avrebbe creato una presentazione più elettrizzante e affascinante che qualsiasi star della metà dei suoi anni in movimento su tutto il palco. La ragione è che nessuno ha “tutto” o semplicemente non possono. Michael è stato “tutto” dall’età di cinque anni. Lui non aveva bisogno di alcun orpello.

Ma non c’è dubbio che quando ha aggiunto tutti i trucchi speciali, illusioni, e passi di danza sfidando la gravità, le sue prestazioni sono diventate qualcosa di stratosferico. Ci ha portato a un’altra dimensione. Era quella sua caratteristica magica, e pochissimi artisti hanno raggiunto la stessa cosa con tanta grazia.

Come ho già detto in precedenza, uno degli aspetti più interessanti di Wembley per me – è osservare molte delle sue prestazioni in questa fase di transizione. Una cosa molto evidente è che a quel tempo era influenzato dall’arte dei mimi. Si può vedere tale influenza in molte delle sue coreografie qui, soprattutto alla fine di Human Nature e l’inizio di Dirty Diana. ( Michael ha iniziato a utilizzare accessori di scena bianchi, come il nastro bianco, spesso indossato sulla punta delle dita, e, naturalmente, le calze bianche, per sottolineare il suo fascino, come i mimi, che spesso indossano abiti bianchi, al fine di catturare l’attenzione del pubblico sulla gestualità delle mani e piedi). Ci sono influenze anche di grandi artisti di pantomima dei vecchi tempi come Charlie Chaplin e Buster Keaton, entrambi erano maestri di pathos e della pantomima, che Michael ha ammirato molto. A Wembley, così come in tutto il Bad tour, possiamo vedere che presenta sempre più di questi elementi nei suoi spettacoli con caratteristiche teatrali.

Per quanto riguarda Dirty Diana, secondo il mio punto di vista, è certamente, la parte centrale di questo concerto. Sono assolutamente d’accordo con quello che i fan di MJ sostengono, quando è posta la domanda, quale sia la prestazione a Wembley favorita, o migliore, Dirty Diana quasi universalmente si trova al primo posto dell’elenco. Poi finalmente è stato pubblicato il filmato e ho potuto vedere di persona perché era sorto tutto questo scalpore.

Permettetemi questa considerazione. Se l’intero filmato avesse contenuto la sola visione di questa interpretazione, il disco varrebbe ugualmente ogni centesimo speso su di esso. Infatti, se questa era la notte in cui Michael era in fiamme, bene, proprio questa è stata la presentazione, che ha innescato la scintilla di quel fuoco!

L’interesse a Dirty Diana come segmento di spettacolo è dovuto a molti fattori. In primo luogo, è una delle canzoni più cupe, più heavy, e più sensuali di Michael, che di per sé è sufficiente a renderla una delle preferite dei fan. Ha tutti gli elementi del grande dramma, con la sua storia di una donna astuta senza cuore e un uomo la cui anima è consumata da essa. Ma forse è solo una rarità, come parte della campagna pubblicitaria che è stata generata attorno a Wembley.

Il Bad tour è stato l’unico, in cui Dirty Diana era un numero usuale del programma. Al momento di Dangerous, il numero è stato ritirato. Michael aveva pianificato di eseguirla in This Is It, ma come tutti sappiamo, questo spettacolo non ha avuto luogo, e anche i filmati delle prove non potrebbero mai essere stati girati (Michael doveva provare la canzone il giorno della sua morte ). Poiché il Bad tour non è stato così ampiamente documentato come i tour Dangerous e HIStory (di cui molti, molti spettacoli sono disponibili su Youtube e come download), il che significa meno opportunità per chi non era lì per esperienza, ciò che rappresenta una interpretazione dal vivo di Dirty Diana.

Inoltre, parte della campagna pubblicitaria proviene dalla conversazione, ben pubblicizzata, che si è tenuta quella sera, pochi minuti prima dello spettacolo tra Michael e la principessa Diana. Michael racconta la famosa storia nel seguente modo in “Private Home Movies”.

Michael ha detto che ha rimosso la canzone dalla scaletta dello spettacolo per rispetto a lei, e che era già “troppo tardi” per inserirla, nonostante la delusione di Diana. Quindi … è stata una decisione dell’ultimo minuto – di rimetterla? L’unica possibilità è che questo spettacolo possa provenire da una delle sue apparizioni a Wembley nel corso della settimana, ma il disco è stato commercializzato e venduto come “La Performance Royal” e da quello che posso dire, non c’è alcuna prova che questa presentazione sia modificata. Questo sembra essere il vero affare. Ma se è così, c’è ancora una domanda: lo spettacolo era solo per “lei” e questo potrebbe spiegare la speciale energia che Michael ha profuso in quella notte?

Non ero sicura che la prestazione di Dirty Diana sarebbe stata messa in atto a causa della campagna pubblicitaria, ma poi, nel momento in cui Michael è uscito dalla tenda e si fermò sotto i riflettori, sapevo dentro di me, che questa esibizione sarebbe stata qualcosa di speciale. Mentre il resto dello spettacolo fino a quel momento era stato divertente e, a volte affascinante, era chiaro già dalle prime note di Dirty Diana che tale dichiarazione sarebbe stato un momento trascendentale.

Il critico cinematografico Leonard Maltin una volta ha riferito che quando guarda un film, lui sa che lo amerà, perché c’è sempre un momento cruciale, una scena, dopo la quale non si più tornare indietro. Per me, questo era l’equivalente di un tempo in cui Michael era dietro il microfono a Wembley per cantare Dirty Diana. Questo è stato il momento in cui ho veramente capito che stavo guardando più di un semplice concerto di Michael Jackson. Stavo assistendo a qualcosa di unico e inspiegabilmente magico – lo spettacolo che 24 anni dopo sarebbe stato mostrato in tutto il mondo.

La prestazione di Dirty Diana, è interessante anche per un altro motivo. Si presenta un’ottima opportunità di vedere realmente il rapporto tra Michael e Jennifer Batten, poiché condividono il palco da soli, solo loro due, per la maggior parte della canzone. Questo momento è a circa 01:04:13 nella canzone (2:47 nel video sopra) quando Michael fa una rotazione su se stesso e cade in ginocchio, e il ritmo della la musica è lento e cogitabondo. Jennifer è ferma e per un attimo eclissata nell’oscurità, poi come Michael rivolge il suo sguardo al cielo, da dietro supporto del microfono, in posizione di preghiera, Jennifer cammina dietro di lui. Si presuppone che tal momento sia molto intenso, ma quando passa alle sue spalle, lei allunga la mano e beffardamente gli accarezza i capelli. E’ stato uno di quei rari piccoli momenti, completamente spontanei e semplici, facendo di Wembley un concerto delizioso.

Ma con tanta attenzione a Dirty Diana, non dimentichiamo il resto dello spettacolo! Dirty Diana è seguita immediatamente da Thriller, e … questo è probabilmente è una delle migliori fonti di sorpresa e piacere dello spettacolo! Nonostante Thriller, sia certamente una delle parti più interessanti del programma di Michael, certo non avrei mai pensato a uno dei suoi numeri “sensuali”. Alla fine, Thriller – balla su una coreografia con zombie e demoni, giusto? Sbagliato! Almeno qui, in questo spettacolo, poiché è una delle interpretazioni di Thriller più sensualiche abbia mai visto di Michael! Non mi credi? Basta guardare a 1:32 quando si toglie la maschera e il lupo avanza con orgoglio mostrando il meglio di sé !

Quell’espressione, il broncio, il movimento del plesso solare perfettamente sincronizzato (“si sente lo sbatacchiamento…. di una porta” BAM!), mentre l’atto (stile musica dance, caratterizzato da particolari movimenti, la cui essenza è, che il passaggio completo è suddiviso in vari piccoli passi – piede destro in avanti, posteriore sinistro, il corpo a metà) sul palco è come una “Bestia proverbiale che stia per attaccare”. Bene dovrete collegarvi qui tra alcuni giorni per leggere il mio topic di Halloween sulla decostruzione di Thriller, ma permettetemi di dire appena che quella è stata la cosa più divertente fino a Thriller dal This Is It in cui ha offerto la deliziosa sorpresa con Threatened alla fine.

Quello che segue è un altro piacere estremamente raro. Quando Michael scompare per un lungo periodo per cambiarsi il costume, il gruppo dei musicisti assume la direzione intrattenendo il pubblico con un’estesa jam session. Nei concerti futuri non si vedrà mai più così estesa, l’interazione estemporanea tra musicisti di sostegno di Michael, poiché l’artista assumerà una maggiore centralità nello spettacolo. Anche durante i lunghi periodi di cambio costume, ai visitatori dei concerti futuri saranno invece presentati i video clip, come la sequenza della “Panther Dance” di Black or White, per colmare il vuoto tra i numeri. Ora, mentre mi piace guardare sul grande schermo i video clip di Michael come chiunque altro, devo dire che questa jam session mi ha davvero entusiasmato! E’ bene ricordare che la magia di un concerto di Michael Jackson non era apportata solo da lui, ma era complice di uno sforzo di collaborazione che si è basata sui talenti unici di molti, tra cui i migliori ballerini, cantanti e musicisti. Questo segmento dà loro un “momento di splendore” (per prendere in prestito una delle frasi di Michael).

Segue poi, dall’elevato numero di ottani Working Day And Night (confesso di non nutrire una passione per Elvis, ma per questo numero si è ispirato al suo stile di abbigliamento), tuttavia, anche se WDAN è molto divertente, ho intenzione di tralasciarla per passare a Beat It.

Proprio come con Thriller, c’è un atteggiamento, un’intensa forma di erotismo, se si vuole – questo è ciò che Michael porta a queste prestazioni, offrendo un aspetto più fresco. Anche se ho sempre sostenuto di amare particolarmente Michael in età matura, quando vedo una dichiarazione come questa, è un ricordo che nessuno poteva superare Michael quando ha avuto il vantaggio della gioventù dalla sua parte. Mentre la sua prestazione di questo numero è rimasto invariato, è, di fatto, la spavalderia giovanile che lo rende così intenso qui. Queste canzoni erano ancora nuove a Michael, e lui credeva ancora in esse. Quando ha cantato le parole, si sentiva che credeva ancora intensamente nel messaggio in loro. Ancora si divertiva con noi.

Come ho detto, questo non significa che Beat It e gli altri numeri sono diventati meno significativi, come avverrà più tardi, quando il giorno volge alla sera. Ma a volte sembrano che siano diventati più meccanici. Questo fa parte del fascino di Wembley, perché dà ai veri appassionati come me (che poi è circa andare in direzione opposta, partendo dagli spettacoli di maggiore successo e tornare più tardi per scoprire le prestazioni precedenti) la possibilità di vedere l’energia giovanile incarnata in Michael Jackson. “Oh!”Non l’ha mai fatta così minacciosa.

Purtroppo, forse, serve anche a ricordare l’intensa pressione cui era sottoposto Michael, mentre si preparava per gli 02 spettacoli, sapendo che le persone si aspettano che lui fosse in grado di fare a 50 anni quello che ha fatto qui alla bella età di 29 anni. Ma ho sempre creduto che l’energia pura e la freschezza di questi spettacoli lo avrebbe ringiovanito. Tuttavia, anche se non fosse successo, dobbiamo concedere all’uomo un certo periodo di inattività. Aveva 50 anni, sarebbe tornato sul palco per la prima volta dopo quasi un decennio. Ma se This Is It è lo scorcio finale di quello che poteva essere, Wembley si pone come uno spettacolo di ciò che era. E un apprezzamento ancora maggiore l’enormità di ciò che è stato perduto.

Rimangono da commentare solo altre due prestazioni: Billie Jean, al momento, era praticamente trasformata in un numero che Michael avrebbe compiuto costantemente per il resto della sua carriera, forse, con l’unica differenza che non era ancora entrato nella fase della rasatura o elemento di pathos, che porterà in un secondo momento. Intrinsecamente, Billie Jean è stato il numero, che poco è cambiato dall’originale leggendario spettacolo di Michael al Motown 25, con la sola eccezione che avrebbe in seguito aggiunto un segmento d’improvvisazione molto esteso, dove balla solo al ritmo del tamburo (e che è già pienamente in atto al momento del Bad tour ). Osservate questo segmento di Billie Jean con attenzione, perché, anche se può sembrare simile, Michael non ha mai cantato nello stesso modo due volte! Che cosa mi ha colpito particolarmente di questo spettacolo a Wembley è la scorrevolezza del suo moonwalk laterale, un passo che tecnicamente è più difficile da eseguire rispetto al più famoso moonwalk all’indietro. Non ho mai visto Michael offrire una scarsa prestazione di Billie Jean, ma sicuramente ho visto alcuni spettacoli che erano più “on” rispetto al altre.

Questa visione non è delle migliori, ma si colloca sicuramente tra le prime cinque. Come sempre, lui elettrizza la folla. E come sempre, c’è un punto in cui quasi tutti si chiedono se, fosse veramente un essere umano, perché quando Michael danza – è veramente nel suo elemento e lui sembra diventare qualcosa non proprio di questo mondo.

L’alta energia continua in Bad(anche questa canzone sarà ritirata dalle performance dal vivo dopo il Bad tour). Ma mentre l’intera canzone è magnifica, questo vale davvero la pena vedere per il piacere di osservare l’interazione tra Michael e i musicisti come la canzone finisce. Michael non è mai stato più affascinante (e sì, io sono una ragazza fan sfacciata, in modo da poter dire anche questo!) Lui si rende sorprendente in due fasi con Sheryl Crow, o persino con un buon gioco omoerotico con il tastierista Greg Phillinganes (e cito per voi quello che mio marito mi ha detto dopo aver visto questa piccola complicità: “Non è assolutamente gay!” Davvero, solo un ragazzo, fiducioso nella sua super-sessualità, altrimenti non avrebbe mai tollerato un simile gioco).

Il divertimento continua con un gruppo di bambini che si uniscono a Michael sul palco, tra cui un ragazzo, dove Michael simula di essere irato perché l’ha di poco superato (ma è tutto nel buon divertimento!).

Infine, Man In The Mirror. Potente come non mai. Ripeto ciò che ho affermato nell’intera recensione:Michael sembrava avere un’aura particolarmente intensa quella notte. Quando la canzone inizia a svanire, e Michael estende le braccia, guardando in alto (un gesto diventato per lui una sorta di preghiera o richiesta) il momento è così persistente che si inizia a percepire un po’ surreale, anche un po’ pauroso. Ho guardato questo momento anche stasera, e sembrava come se tutta l’energia creata, al momento, si poteva sentire tangibilmente attraverso lo schermo del monitor anche dopo 24 anni, che fisicamente mi separava da lui in quel momento. Eppure, sento che è così reale, come se fossi in piedi proprio di fronte a lui.

Il potere di Michael, la sua capacità di essere un canale per la trasmissione dell’energia divina che scorreva attraverso di lui e ha dato sfogo nelle sue prestazioni, in realtà è stato davvero qualcosa di incredibile. E, solo per un attimo verso la fine di Wembley, se ti concedi un momento, ti puoi sentire con lui.

Forse quella sua posizione con le braccia aperte è davvero tutto. A questo punto, non si limita a ricevere l’energia che essa l’ha alimentato. L’ha restituita un migliaio di volte.

Così Wembley ha sostituito il Live a Bucarest come il mio concerto preferito di Michael Jackson? E’ quello cui devo ancora pensare. Ma certo, questo disco sarà apprezzato da tutti gli appassionati. Ora abbiamo catturato per sempre, il nostro unico Michael nel bel mezzo della sua epoca più memorabile.

FINE

– Fonte AllForLoveBlog

Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON

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