– Cirque du Soleil’s Michael Jackson Immortal Takes Audience on a Dazzling Ride-By Joseph Vogel


– Pubblicato:18 novembre 2011 –

La produzione teatrale Michael Jackson: The Immortal World Tour Cirque du Soleil’s ha fatto il suo debutto negli Stati Uniti sabato sera presso l’Arena Joe Luis di Detroit, Michigan. Le due ore di spettacolo con suoni e immagini sono state una delizia sensoriale, per il modo in cui ha celebrato il lavoro creativo e gli ideali sociali del defunto Re del Pop.

In una frizzante aria ottobrina, una folla desiderosa – persone giovani e anziane di razza bianca e nera e, di ogni età – ha atteso l’inizio dello spettacolo condividendo i ricordi dell’artista.

Un uomo di mezza età ha raccontato di aver partecipato al Victory Tour nel 1984, una giovane ragazza invece ha ricordato, singhiozzando, che ha suonato continuamente Will You Be There il giorno in cui ha appreso della scomparsa dell’artista. Un’altra donna, ma anziana si ricordava di aver visto i Jackson Five esibirsi a Detroit nel 1969. “Non posso credere che se n’è andato, ” ha detto con tristezza.

Questo spettacolo è presentato a solo due anni dalla tragica scomparsa di Jackson e – nel bel mezzo del processo al suo medico personale, Dr. Conrad Murray – sembra offrire un’esperienza catartica al pubblico già con l’introduzione di una versione facilmente riconoscibile a un’altra generazione di ascoltatori di musica.

Lo spettacolo in sé è un ibrido delle arti con eccellenti prestazioni, dove convive il concerto rock, la rappresentazione teatrale, la spettacolarità acrobatica, il dramma della commedia, e l’allegria del festival. La sua forma di presentazione è più capricciosa di un tour mondiale di Jackson, senza front man, lo spettacolo propone un gruppo di cinque ballerini di slapstick chiamati “fan” e un versatile mimo.

Sono presenti altri artisti di talento con i loro numeri in vari momenti dello spettacolo, tra cui un affascinante contorsionista, un musicista che suona con ardore il suo violoncello, e una giovane promessa dotata di un talento straordinario.

Greg Phillinganes collaboratore storico di Jackson guida una band per amplificare l’atmosfera da concerto dal vivo e introduce molti oggetti di scena caratteristici di Michael Jackson (il guanto, il cappello, i mocassini) che evocano in modo incauto la stella pop.

In effetti, è difficile superare l’assenza di Jackson sul palco. La sua immagine proiettata sullo schermo gigante nel montaggio di apertura del video, crea un’emozione palpabile – come se il pubblico fosse in attesa del suo ingresso in qualsiasi momento. E quando lo spettacolo rallenta il ritmo incalzante con le canzoni – I’ll Be There, e Gone Too Soon – il pubblico grida “We love you, Michael”!

Il regista Jamie King e lo scenografo Mark Fisher, per cercare di lenire il vuoto dell’artista sul palco hanno saggiamente allestito il Giving Tree di Michael Jackson come elemento di ancoraggio scenico e creare un simbolo universale la cui storia è una metafora della memoria di Jackson. Purtroppo, a causa di problemi tecnici l’albero non è stato messo in scena allo spettacolo di Detroit, e il filo narrativo ha risentito della mancanza del suo punto chiave oltre ha modificare alcuni dei numeri.

Lo spettacolo era ancora in fase di assestamento e questo non è stato il suo unico punto debole. Il ritmo a volte era un po’ turbolento e frammentato. Certo Michael Jackson aveva una straordinaria capacità come creatore/performer di portare i suoi spettatori in un viaggio senza mai perderli per un secondo: sapeva quando spingere al massimo e rallentare, quando essere stravagante e delicato. Egli era un maestro del pathos e nel creare la tensione drammatica.

Sebbene lo spettacolo Immortal non abbia ancora raggiunto quello standard elevato, riesce ugualmente a catturare alcuni elementi della sua essenza. La forte emozione generata dal passaggio di Childhood, offre al pubblico uno sguardo dietro ai cancelli di Neverland dove le sculture di bambini di bronzo prendono vita, per poi transitare magnificamente nella frenetica energia tribale di Wanna Be Startin ‘Somethin’.

Il medley di Heartbreak Hotel / Smooth Criminal / In the Closet / Dangerous sono di buon effetto, film noir e filmati musicali sono mescolati, in una perfetta coreografia, con la prestazione solista di violoncello e una ballerina di Pole. Uno dei punti culminanti dello spettacolo è sicuramente il medley di Ghosts/Is It Scary/Threatened/Thriller, inizia con una creatura che striscia fuori da un libro di racconti di grandi dimensioni.

Nella scaletta del programma non è stata inclusa The Way You Make Me Feel, un classico di Jackson che ha sempre portato in scena in ogni concerto a partire dal Bad World Tour. A compensare questo, tuttavia ci sono alcune gradevoli, meno note sorprese, come In the Closet, Speechless e Little Susie. Quasi tutti i brani, tra cui Billie Jean, sono rappresentati in gruppi di due o tre altre canzoni.

In più occasioni ci sono momenti particolarmente toccanti per il pubblico. A circa metà del programma, c’è una bella sequenza in cui è descritto come Jackson si sentisse “solo il mezzo attraverso il quale scorre la musica.” Questa citazione è interpretata in modo magistrale dal mimo, che muove il suo corpo dettato dalle note musicali che fluttuano nell’aria. L’emozione continua con la splendida interpretazione di Human Nature.

Nello spettacolo Jackson è presentato in primo luogo come un idealista uomo/bambino, ma dell’artista sono messe a fuoco occasionalmente anche altre sfaccettature riconoscibili ad esempio nella messa in scena di They Don’t Care About Us. Per questa canzone si sono ispirati alla sequenza prevista in This Is It, un esercito di robot marcia all’unisono con armature che riproducono a intermittenza simboli del dollaro e punti interrogativi mentre fanno da cornice i filmati sulla violenza e la distruzione causata dalla guerra e la disperazione della gente.

Il finale torna su un tema più familiare, e si appella alla cura della pace, l’unità e l’amore con un ‘mash up’ (tecnica musicale che consiste nel miscelare due o più canzoni – ndt) di inni socialmente consapevoli come Can You Feel It, Black or White e Man in the Mirror. Sul palco sono sventolate le bandiere a usanza di un festival che fonde culture diverse, stili di danza e generi musicali.

Nonostante la complessa messa in scena e il notevole talento degli artisti, la star indiscussa è comunque Michael Jackson. Il progettista musicale Kevin Antunes ha avuto accesso ai master delle registrazioni originali multitraccia dell’artista. Ha mostrato una parte della produzione per mettere la voce singolare di Jackson in piena luce come ad esempio per I’ll Be There, I Just Can’t Stop Loving You e l’effetto è stupefacente, così come le immagini sugli schermi giganti hanno portato energia viscerale allo spettacolo.

Alla fine dello spettacolo i ragazzi fuori dell’arena, commentano appassionatamente i numeri preferiti dell’evento. Uno di loro, con gli occhi pieni di stupore, descrive i costumi a LED che si sono illuminati durante la rappresentazione della canzone Billie Jean. Più distante, davanti al parcheggio, un uomo suona Thriller con il suo sassofono, e la melodia lamentosamente ascende nella notte. Ha detto che non poteva permettersi il biglietto per lo spettacolo, ma voleva in qualche modo essere vicino per “celebrare il re.”

Fine

– Fonte: Joe Vogel: Cirque du Soleil’s Michael Jackson Immortal Takes Audience On A Dazzling Ride

Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON

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