– Una lezione di vita: “45 minuti con Michael Jackson” –


By Jody Michael

https://i2.wp.com/images.huffingtonpost.com/2014-10-28-IMG_3368.JPG

Quando avevo 16 anni, ebbi una conversazione di 45 minuti con Michael Jackson. Come potete immaginare, l’esperienza fu entusiasmante. Ma allora non avevo idea, che questa breve conversazione sarebbe stata una lezione di vita.

Era la primavera del 1974 – quando seppi che il mio gruppo preferito, i Jackson 5, era arrivato a Chicago. Ordinai subito i biglietti per posta. Quando arrivarono, non potevo credere alla mia fortuna, mi era stato assegnato un posto in prima fila! Dal quel momento, riuscivo solo a pensare a come incontrare Michael.

Quando finalmente arrivò il giorno del concerto, mio padre, io e la mia migliore amica, Linda, ci portò in centro sul luogo del concerto. Trovammo i nostri posti, e per coincidenza erano proprio accanto alla madre di Michael, Katherine. Lei fu molto gentile con noi, e dopo una conversazione su quanto mi piacevano i suoi figli, firmò per tutto il gruppo il programma del concerto. Dopo lo spettacolo, tenendo in mano il programma, dissi a Linda che non ci rimaneva che incontrare Michael.

Il nostro ingegnoso piano era semplice: rimanere fino dopo lo spettacolo e aspettarlo in strada. Purtroppo, circa un centinaio di altre persone avevano avuto lo stesso nostro piano geniale – ma decidemmo di non arrenderci. Nelle prossime due ore, il gruppo di persone a poco a poco diminuì, e rimanemmo solo noi due. Sapevamo – di credere semplicemente con tutto il cuore – che Michael era ancora dentro al teatro. Alla fine arrivò il direttore del teatro e ci chiese che cosa stavamo facendo lì. Risposi immediatamente: “Siamo in attesa di incontrare Michael.” Disse che Michael era andato via da alcune ore, e risposi con fiducia: “So che il suo compito è quello di dire che non è qui! Ma noi non andremo da nessuna parte. “

Infine, stanco di adolescenti ostinate, aprì la porta e ci permise di ispezionare i locali. Ma nessuno della famiglia Jackson era lì. Questo fu molto scoraggiante.

Alla domanda su come saremmo tornate a casa, ci rendemmo conto che l’ultimo treno della notte per tornare in città era già partito. Con tutto il nostro entusiasmo, avevamo completamente perso la cognizione del tempo. Il direttore gentilmente accettò di darci un passaggio. Lungo la strada del ritorno non prestammo attenzione al conducente – discutemmo per tutto il tempo del fallimento del nostro piano e della punizione che ci aspettava a casa.

Poco prima di scendere, il direttore ebbe compassione di noi e ci disse dove alloggiavano i Jackson. Questo risvegliò in me improvvisamente l’entusiasmo e di nuovo la speranza, la stessa di quando arrivarono i biglietti. E anche l’imminente punizione non rovinò il mio umore.

Determinata a incontrare Michael, il giorno dopo, disubbidii alle raccomandazioni di mio padre e dopo la scuola mi precipitai all’hotel. Rimasi seduta pazientemente per cinque ore nella hall. Quando divenne chiaro che il concerto di quel giorno era già iniziato, e Michael non si era fatto vedere da nessuna parte, andai dall’uomo della reception. Ma lui disse: “Non posso dire nulla se i Jackson 5 sono qui”. Dopo pochi minuti del mio ostinato interrogatorio, pensai che una band famosa ospite in questo hotel, probabilmente non sarebbe mai uscita dall’ingresso principale.

Sconsolata all’idea di aver perso l’occasione ancora una volta, mi sedetti e scrissi una sincera lettera a Michael, nella quale spiegavo, come avevo cercato, per quanto tempo avevo aspettato di incontrare lui e tutti i problemi che avevo incontrato nel tentativo di contattarlo. Quando cercai di dare la lettera al portiere, si rifiutò categoricamente di prenderla. Decisa a non mollare, presi l’ascensore e mi fermai ad ogni piano. Arrivata all’ultimo piano, c’era un enorme guardia del corpo che disse: “Credo che tu abbia sbagliato piano.” E vai! Sapevo esattamente quello di cui avevo bisogno. Dopo molta insistenza, finalmente accettò di prendere la lettera. Poi tornai a casa, dove venni severamente sgridata. Ancora una volta.

Ma tutto questo ne era valsa la pena, perché quella stessa notte alle due del mattino squillò il telefono. Ero appena sveglia, quando sentii mio padre rispondere al telefono e dire: “Michael? Michael chi?” Saltai giù dal letto e gridai di non riagganciare. Mi guardò come se fossi una pazza e disse: “Dì a questo Michael Jackson, chiunque egli sia, di non chiamare di nuovo a quest’ora!”

Presi il telefono e passai 45 minuti a parlare con Michael Jackson. Parlava dolcemente e gentilmente – era come un amico. Avevamo quasi la stessa età, e durante la maggior parte della nostra conversazione, mi chiese con curiosità della vita di un normale adolescente. Mi chiese della scuola, e di quello che facevo ogni giorno. Discutemmo anche dei – nostri genitori severi. Fu una intima conversazione tra due ragazzini.

Quando la conversazione stava per volgere al termine, ricordo di aver pensato: “Nessuno crederà a questo. Ho bisogno di una prova. ” Poi decisi: “No”. In cuor mio, sapevo che se avessi chiesto una foto personalizzata come prova, avrei rovinato il momento. La conversazione era stata così sincera e innocente. E non chiesi nulla.

Parlare con Michael Jackson fu il mio primo grande traguardo della vita – qualcosa di così grandioso e così improbabile, che la maggior parte delle persone non avrebbe trovato il tempo. E poi ho scoperto che quella chiamata di 45 minuti è diventata per me qualcosa di veramente importante della mia vita. Mi ha insegnato ad essere una persona determinata e perseverante nel raggiungere i miei obiettivi.

Troppo spesso, accettiamo un “no” come un segno di non essere abbastanza intelligenti, forti o capaci. Creiamo e diamo noi stessi delle spiegazioni che ci vincolano. Ma il percorso del nostro futuro può essere cambiato – a volte in modo significativo – se invece di accettare un “no” assoluto e dare altre spiegazioni – per sostenere quello che vogliamo fare.

Fine

http://www.huffingtonpost.com/jody-michael/what-45-minutes-with-mich_b_6060762.html

Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON

– Vietata la riproduzione anche parziale in un altro sito Web, metti un link diretto a questo post. Grazie.

DMCA.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...