– La Magia dello “Studio 54” – By Willa & Joie


Pubblicato: 12 giugno 2013

Willa: Questa settimana Joie ed io siamo molto felici di avere come ospite la nostra amica Eleanor Bowman. Eleanor si è unita con noi circa due settimane fa per dare uno sguardo affascinante su Michael Jackson, inerente il suo lavoro sull’ambiente, intavolando una discussione, perché crede, che oltre a ridefinire il nostro rapporto con la natura, sfidi anche le nostre concezioni sul dualismo mente-corpo. Nel frattempo, Eleanor ha studiato qualcosa che lei pensa sia un periodo molto importante nello sviluppo artistico di Michael, ma in gran parte trascurato: alla fine degli anni Settanta, lui e sua sorella La Toya Jackson hanno vissuto a New York, quando Michael ha lavorato alla produzione di The Wiz, e ha passato un sacco di tempo allo Studio 54. Eleonor, grazie di essere qui con noi!

Eleanor: Ciao Willa. Grazie a te e Joie per l’invito.

Joie: Siamo entusiaste che tu sia qui.

Willa: Beh, Eleanor, mi piace molto l’intervista condivisa di Michael Jackson allo Studio 54, con Jane Pauley, dove parla su ciò che ha fatto di speciale allo Studio 54, diverso da qualsiasi altro club.

Eleanor: L’intervista in sé è qualcosa di meraviglioso. La sua innocenza, la grazia, la gentilezza e la sincerità sono disarmanti. Probabilmente tra tutte, è una delle sue ultime interviste più spontanee, che abbia mai fatto.

INTERVISTA:

Steven Rubell: Michael, c’è Michael? Dove è? Vieni qui! Ciao Michael! Vieni qui! È appena arrivato. Come stai? Michael, questa è Jane Pauley. Vieni, siediti qui.

Jane Pauley: Ciao Michael Jackson.

Michael: Ciao.

Jane Pauley: Sono contenta di vederti.

Michael: Anche io.

Steven Rubell: Michael ha appena finito le riprese di “The Wiz” nel ruolo dello Spaventapasseri.

Jane Pauley: Per te è stata una lunga giornata. Sei qui per rilassarti?

Michael: Vuoi dire oggi? No, abbiamo finito il film.

Jane Pauley: Ti stai divertendo qui a New York?

Michael: Sì, a lo “Studio 54”.

Jane Pauley: Vieni qui spesso?

Michael: Oh sì!

Jane Pauley: Perché?

Michael: Sì, mi piace l’atmosfera dello “Studio 54”. Sono stato in molte discoteche, ma non mi piace. Davvero!

Jane Pauley: E qual è la differenza?

Michael: Sono stato nei club di tutto il mondo… Non lo so… È una sensazione, la gioia, i coriandoli che cadono giù dalla balconata. È tutto così emozionante!

Jane Pauley: La gente come è qui?

Michael: Sì. Stevie – molto bene. Mi piace molto come persona, perché è onesto. Non è un ipocrita, cosa che apprezzo nelle persone.

Jane Pauley: Dove per la prima volta hai sentito parlare dello “Studio 54”?

Michael: Oh…non lo so …

Jane Pauley: Quando senti il nome – “Studio 54”, quale è la tua reazione? Le pulsazioni accelerano e le gambe iniziano a ballare?

Michael: Sì, sono pronto a divertirmi. Venire qui, è come fuggire dal mondo reale. Sì, è pura evasione.

Steven Rubell: Sto cercando davvero di fare in modo che questa sia una discoteca – il rifugio dei sogni nel Paese delle Meraviglie. In altre parole, le persone possono dimenticare le loro frustrazioni accumulate durante il giorno, tutte le preoccupazioni. Possono venire qui per essere se stessi e ballare. Una notte, Michael e Liza erano qui – hanno ballato e non c’erano fotografi in giro, hanno semplicemente ballato. Per un tale spettacolo, la gente avrebbe altrimenti acquistato i biglietti a 100 dollari, solo per l’opportunità di vederli ballare insieme. E a nessuno importava. La gente viene qui solo per rilassarsi.

Jane Pauley: Michael, per te e Liza la danza è un lavoro, perché ballare per divertimento?

Michael: Sì, è vero.

Jane Pauley: Perché, allora ballare per divertimento?

Michael: Perché qui sei semplicemente libero. Quando sei sul palco di solito c’è da seguire una coreografia, che si ripete ogni sera. Invece qui balli per divertirti, tu sei libero, tu balli con chi vuoi, basta lasciarsi andare.

Jane Pauley: Questo non è folle? Non è troppo selvaggio, folle?

Michael: No, per niente. Non è solo divertente danzare, ma è anche divertente guardare le altre persone, si possono vedere tutti i tipi di creature. Per esempio, ieri sera era qui Darth Vader. È stato incredibile!

Jane Pauley: Così per te, è l’occasione di guardare le persone, che di solito ti guardano?

Michael: Sì, è vero, è come uno spettacolo. È molto cool.

Jane Pauley: Parlami più in dettaglio dell’evasione dalla realtà, che c’è qui?

Michael: Come giustamente ha detto Steve, è il desiderio di fuggire dal mondo reale. Per esempio, è come con il film “Star Wars”- paghi solo 2 dollari è sei su altro pianeta. Non sei più nel mondo reale. Non sei più nel mondo reale.

Jane Pauley: Sì – ma, Michael Jackson, da che cosa sta fuggendo?

Michael: Non sto fuggendo da qualcosa, mi piace solo scoprire nuovi posti.

Steve Rubell: Non sta fuggendo da niente…

Jane Pauley: È solo un posto diverso.

Steven Rubell: … ma lui è una persona molto riconoscibile e la gente, si sa, vuole guardarlo, e qui … qui nessuno ti disturba?

Michael: No.

Steven Rubell: Questo è il motivo per cui viene qui. Per questo dico che le serate ordinarie, quelle non raccontate dai giornali, sono le più cool. Di solito il sabato o il venerdì sera, quando non ci sono anteprime di film, nessun grande evento, queste sono le migliori serate, perché la gente viene solo per divertirsi.

Willa: Sembra così serio, no? Come sta cercando davvero di spiegare a Jane Pauley, come lui vede le cose e prova, ma lei non riesce a capire appieno.

Eleanor: Giusto. Una delle cose più divertenti di questa intervista è, che Pauley, sembra meravigliata di MJ dal piacere innocente che trae dallo Studio 54, noto per il sesso e la droga – argomento comunque, non trattato nell’intervista. Michael ha preferito concentrarsi su altre cose – la magia, il divertimento e il senso di libertà.

Secondo me, Pauley non ha realmente capito come le esperienze fatte in tour nella sua infanzia hanno lasciato un’impronta indelebile su Michael – di condividere una stanza con i suoi fratelli più grandi sessualmente attivi, e i numeri delle spogliarelliste in apertura agli spettacoli – che praticamente lo avevano abituato a non scandalizzarsi a qualche cosa (tranne naturalmente dalla crudeltà e l’odio). Credo non riuscisse a capire, che con la sua innocenza potesse frequentare lo Studio 54, prendendo ciò che voleva e di cui aveva bisogno, senza farsi influenzare (da tutto il resto) dalle provocazioni al facile costume.

Joie: Puoi descrivere l’atmosfera dello Studio 54, Eleanor, per coloro che non sanno cosa fosse esattamente.

Eleanor: Lo faccio con piacere, Joie. Lo Studio 54 era una leggendaria discoteca di Manhattan – fondata da Steve Rubell e Ian Schrager. Era così famosa che ha fatto la tendenza della vita notturna a New York negli anni Settanta fino ai primi anni Ottanta. La gente veniva da ogni parte del mondo e una gran folla si accalcava all’ingresso del locale, nella speranza di entrare. Rubell e Schrager avevano evidentemente trovato la giusta formula per offrire un luogo, dove le celebrità e vip – erano in grado di mescolarsi con una qualsiasi folla, danzare e vivere le loro fantasie, che ha significato, per alcuni, fare esperienze disinibite circa il sesso e la droga. E, probabilmente questo era l’ultimo posto dove ci si aspettava di trovare il timido, riservato Michael Jackson. Eppure, eccolo lì, come Diana Ross, Liza Minnelli, Elizabeth Taylor, Andy Warhol, Cher, Brooke Shields, Richard Pryor, Woody Allen, Mick Jagger, Bianca Jagger, Steven Tyler, Caroline Kennedy, Maria Shriver, Arnold Schwarzenegger e Tatum O’Neil. Ecco alcune fotografie:

Michael Jackson e LaToya Jackson agosto 1977. (photo: Robin Platzer)

Michael Jackson and dancers from “The Wiz”  Studio 54, 25 octobre, 1977. (photo:Robin Platzer)

Michael Jackson and Aerosmith’s Steven Tyler check out Studio 54 for a Beatlemania Party in 1977.

Halston, Bianca Jagger, Jack Haley J.R., Liza Minnelli, Michael Jackson. Studio 54, 1977

Woody Allen & Michael Jackson

 Endy Warhol & Michael Jackson

Si dice anche, che abbia fatto il DJ con Truman Capote …

Willa: Wow, Michael Jackson e Truman Capote insieme? Non ti piacerebbe sapere, che cosa hanno fatto insieme? E che cosa hanno deciso? E che cosa hanno detto al microfono? E quello che si sono detti l’un l’altro?

Eleanor: Riesco solo ad immaginare – che sia una strana coppia. Ma dal numero di volte che Michael appare nelle foto allo Studio 54 e dall’entusiasmo che mostra nell’intervista con Pauley, penso che lui debba aver trascorso un buon tempo. È uno dei pochi periodi della sua vita, in cui lo possiamo vedere rilassato e partecipare alla vita sociale con piacere. Dopo aver raggiunto la fama, questo tipo di esperienze non erano più condivisibili per lui.

Joie: È interessante pensare a lui in questo modo, non è vero? Ed è quasi strano per un fan, vederlo così rilassato in un locale pubblico, perché sono state esperienze abbastanza rare nella sua vita.

Eleonor: Sì, lo so. Ma questo mi rende felice sapendo che c’è stato, almeno un certo periodo, in cui ha potuto assaporare i piaceri di una vita relativamente normale – normale almeno per MJ.

Willa: Puoi spiegarci, perché credi che questo periodo sia così importante per lui? E che ruolo ha lo Studio 54?

Eleanor: Beh, erano gli anni tra il 1977 e il 1979, Michael stava entrando nell’età adulta ed era passato da cantante leader dei Jackson 5 e Jacksons, a megastar Michael Jackson solista. In questo periodo il suo aspetto fisico e il suo stile personale erano in completa trasformazione, che secondo me, riflette il suo stato psicologico del momento, e si può vedere nelle foto e video di quando è stato ripreso allo Studio 54.

Si può vedere un emozionato Michael Jackson, diciannovenne, con gli occhi pieni di entusiasmo, pettinatura afro, nell’intervista con Jane Pauley, e trasformarsi in un sofisticato giovane uomo in giacca sportiva, cravatta ascot e “Jheri curl”, che festeggia il suo 21th compleanno.

Penso che avesse un’idea molto chiara del senso di sé e delle proprie capacità. Mentre preparavo questo post, ho trovato una interessante informazione: nel 1979, quando Michael aveva 21 anni, ha scritto una nota personale, indicando esattamente l’intenzione di trasformare se stesso – da star bambino a una megastar – adulto che sarebbe diventato. Dice che voleva essere magico:

“Il mio nuovo nome sarà MJ,” ha scritto. “Non più Michael Jackson. Voglio una nuova personalità, un look completamente nuovo. Sarò una persona completamente diversa. La gente non dovrà mai più pensare a me come un bambino che ha cantato ‘ ABC’ e ‘I Want You Back’. Voglio essere un nuovo incredibile attore / cantante / ballerino che scioccherà il mondo. Non voglio rilasciare interviste. Sarò magico. Sarò un perfezionista, un ricercatore, uno studioso. Sarò il migliore di qualsiasi grande attore e porterò lo spettacolo a un livello superiore a ciò che ha reso i grandi uomini del passato”.

Sapeva che cosa voleva, ma aveva bisogno di ampliare la sua visione. E poi è arrivato lo Studio 54 – al momento giusto. Allo Studio 54 ha avuto l’opportunità di studiare e individuare qualcosa che poteva usare. Penso che lo Studio 54 gli abbia dato l’autorità – e gli strumenti – per esternare le sue fantasie riguardo il suo aspetto e la sua arte – e ha influenzato i suoi video musicali, la creazione di Neverland, e i suoi spettacoli. Non voleva essere solo il migliore – di tutti – voleva essere spettacolare. Voleva essere magico – e aveva visto la magia e i fantastici mondi creati davanti ai suoi occhi, allo Studio 54.

Willa: L’idea di creare la “magia” e “mondi fantastici”, come li chiami tu, Eleanor, suona molto Michael Jackson, giusto? Posso vedere direttamente come hanno catturato la sua immaginazione, e davvero non sembra essere la scena del locale notturno quello che gli interessava. Come dice nell’intervista: “Sono stato in molti club e non mi piacciono”, ma dice: “Mi piace l’atmosfera dello Studio 54“. E quando Jane Pauley gli chiede che cosa è dello Studio 54 che gli fa provare sensazioni diverse, dice: “Non lo so – l’emozione, l’entusiasmo gli oggetti di scena utilizzati, il balcone è semplicemente emozionante, davvero.” Quindi sembra che sia questa sensazione di magia e fantasia che cercava.

In che modo è stato creato questo senso di “magia” allo Studio 54?

Eleanor: Beh, in primo luogo, Rubell e Schrager, per allestire i vari set mobili, si sono ispirati alle scenografie di Broadway e hanno speso fino a 20.000 dollari a notte per trasformare lo spazio cavernoso dello Studio 54 in diversi mondi fantastici. A una festa di Capodanno, quattro tonnellate di brillantini sono stati cosparsi sul pavimento formando uno strato di 10 cm. Schrager ha descritto l’esperienza come stare “in piedi sulla polvere di stelle”. Le sontuose decorazioni invitavano gli ospiti a vestirsi in costume e così diventavano parte dello spettacolo.

Michael ha visto le persone – anche famose – ansiose e desiderose di fuggire dalla routine di tutti i giorni – come ogni notte si immergevano nel magico mondo creato da Rubell e Schrager. Ha visto che le persone – in costume e trucco – creavano illusioni incredibili, maschi travestiti diventare donne di fantasia di stravagante bellezza. Se si combina questo alla sua esperienza nel film, The Wiz, con tutti i set elaborati (Il World Trade Center è stato il set per Emerald City. Non è affascinante!), lo Studio 54 ha aperto nuovi orizzonti ai suoi occhi, non solo per creare fantasie con nuove tecniche, ma su ciò che la gente desiderava.

È di questa teatralità, magia, che Michael parla nell’intervista con Jane Pauley – e il modo di come descrive la sua esperienza allo Studio 54, ha davvero catturato la mia attenzione. Mi ha ricordato una cosa che ha detto Michael, 30 anni più tardi, alla fine di This Is It, quando spiega ai giovani cantanti e ballerini, che lo spettacolo è una grande avventura: “Noi vogliamo semplicemente offrire loro esperienze, evasione dalla realtà, portarli in luoghi dove non sono mai stati prima, mostrare talento come non hanno mai visto prima”. Rubell e Schrager sono stati capaci di fare proprio questo, e hanno contribuito all’incredibile successo dello Studio 54.

Joie: Eleanor, credo che sia affascinante! Onestamente, non mi ero mai posta, quando Michael per la prima volta fosse stato colpito da questa sensazione di magia e di teatralità, che era sempre così presente nel suo lavoro da solista, ma, forse ai ragione, tutto probabilmente è cominciato nel frequentare lo Studio 54. Incredibile! E quante volte, durante la sua carriera, lo abbiamo sentito parlare del bisogno delle persone di evadere dalla realtà, più di ogni altra cosa. Lo ha ripetuto più e più volte, voleva solo portare un po’ di felicità e dare alle persone la desiderata sensazione di allontanarsi dalla realtà.

Eleonor: È vero, Joie. E forse ha qualcosa a che fare con le esperienze fatte a quell’età. Sai, la Manhattan degli anni Settanta era molto diversa rispetto a quella di oggi. Come la maggior parte delle città interne di allora – erano fatiscenti e afflitte dalla criminalità – e questo era un luogo dove non solo le persone ricche e famose erano alla ricerca di evasione e l’hanno trovata nella musica. Di notte, i parchi erano pieni di giovani – soprattutto neri – che ballavano al ritmo pulsante della musica proveniente da stereo portatili orchestrati da DJ di quartiere.

Poco importa da che cosa Michael Jackson è stato influenzato, ricchi e poveri, bianchi e neri, la ricerca di magia per evadere dalla realtà l’ha trovata nella musica e danza – spesso nella propria. Quando si è spostato per le strade dei quartieri neri di Manhattan e Queens (dove era lo studio di produzione di The Wiz) o ha sperimentato il divertimento del mondo bianco privilegiato dello Studio 54, ha visto l’influenza della musica e della danza – in particolare il potere che offriva non solo come una via di fuga, ma un’esperienza estatica. Tuttavia, ha inoltre visto la disperazione in questo bisogno di fuga dalla vita quotidiana, una disperazione che spesso degenerava in sesso e la droga (e talvolta la violenza) – sia nei parchi o nella discoteca. E mentre ha visto come la dissolutezza ha rapidamente distrutto lo Studio 54 – i due proprietari avevano nascosto soldi e cocaina tra le pareti, quando alla fine furono trascinati in prigione per evasione fiscale – e la magia finì.

Come Willa ha osservato in M Poetica, ritengo che abbia visto la musica e la danza come un importante alternativa e più sicuro mezzo per l’evasione dalla vita di tutti i giorni – un’alternativa al mondo indiscriminato del sesso, droga e la violenza di strada. Come cantante, prima dei Jackson 5 e poi dei Jacksons, sapeva che la sua musica poteva rendere felici le persone, portando gioia alla loro vita. Mi piace moltissimo, vedere clip di lui adolescente che interagisce con il pubblico. Ma penso che lui crescendo sia diventato sempre più consapevole dei terribili problemi cui il mondo era afflitto, inoltre voleva essere il mediatore per il cambiamento – e le sue esperienze allo Studio 54 e 70 in New York, non solo hanno rafforzato questo suo desiderio, ma gli hanno fornito la percezione psicologica e le competenze necessarie per raggiungere i suoi obiettivi.

Willa: Questo è un modo molto interessante di analizzare le cose, Eleanor, perché per molte persone, lo Studio 54 non rappresenta tanto l’immaginazione e la teatralità, ma l’epitome degli eccessi degli anni Settanta, in particolare l’uso indiscriminato di sesso e droga. Lo Studio 54 era qualcosa di simile a un ‘enorme tendone da circo del desiderio umano’, in molte forme diverse – dal sesso e droghe, l’escapismo e magia. Ed è interessante immaginare un giovane Michael Jackson, che si aggira lì, ad osservare ciò che le persone desiderano di più, in che modo questo atteggiamento si esprime, e quali sono le implicazioni e le conseguenze per soddisfare questi desideri.

Eleanor: “Un enorme tendone da circo del desiderio umano.” Che grande immagine! E mi piace immaginare lui lì, che si diverte, senza farsi coinvolgere dal vortice degli eccessi. Come egli assorbe tutto, interiorizzando, al fine poi di integrare e rimodellare tutto nelle sue creazioni, uniche per la sua incredibile e impressionante visione artistica. Era veramente un mago. È stato magico.

Willa: Oh, sicuramente era un mago! Penso che siamo tutti d’accordo su questo.

Quindi grazie Eleanor ancora una volta per essere stata qui con noi. È stato davvero piacevole.

FINE

Fonte:http://dancingwiththeelephant.wordpress.com/2013/06/12/the-magic-of-studio-54/

Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON

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