– Black or White – (Parte 2) – By Barbara Kaufmann


Parte 4 di 8

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Il film inizia con una panoramica del cielo e le nuvole. Che cosa rappresentano le nuvole? Perché iniziare il film tra questi corpi eterei sospesi nell’atmosfera? Le nuvole sono un riferimento metaforico alla casa di Dio, agli Angeli, ai nobili ideali, alla musica universale, alla coscienza dell’anima, al cosmo, alla genesi della creatività, all’ispirazione e a tutte le cose spirituali. Forse dobbiamo prendere qualcosa dal cielo e portarlo giù sulla terra? Infonderci di spiritualità o spirito? Michael era molto consapevole del dono che Dio gli aveva infuso. A questo punto, se non vogliamo accettare l’invito a fare un viaggio con lui è d’obbligo almeno porsi la domanda, perché dal cielo ci porta giù sulla terra? Dobbiamo portare la conoscenza delle “cose” di Dio – sulla vita terrena? Anelare questo Spirito? Potrebbe essere questo il senso del viaggio? Se sei un antropologo.
O forse ci vuole dire che il problema è così grande che va oltre l’ambito famigliare, il confine geografico di una regione, di una nazione e riguarda tutto il mondo e la sua razza umana, occupata a considerare “diverso” le persone della sua stessa specie. Il concetto di “diverso” è l’atteggiamento di mettere le persone al di fuori di “noi”, e questo è pericoloso, perché non appena vediamo le persone come “altro” il nostro cervello inizia automaticamente a sminuire loro e giustificare il nostro approccio disumanizzante. In generale “l’altro”, è considerato colui che presenta un aspetto esteriore che lo distingue da noi. Il nemico creato è molto utile quando vogliamo una piccola guerra o più sul pianeta. La Terra è simile a un’isola e una grande sandbox, dove per gli abitanti non è sempre “bello giocare” insieme. Questo è il messaggio di Michael, così il video inizia con le nuvole. L’immagine della Terra vista dall’alto è una famosa fotografia pubblicata dalla NASA “Blue Marble” scattata dall’equipaggio della navicella Apollo 17, ad una distanza di circa 45.000 chilometri, già nel 1972 c’era l’idea di una specie di unico mondo. Michael ora ci porta a vedere le cose più da vicino.
Man mano che discendiamo verso il suolo appaiono le luci delle città e da un’altezza eccelsa siamo catapultati nella realtà delle cose materiali, il regno terrestre o punto focale. In modo veloce percorriamo una strada, passiamo vicino ad una costosa auto sportiva rossa, di un quartiere suburbano di bianchi. Poi arriviamo al vialetto che termina davanti al garage – caratteristica di una zona abitata dalla classe medio-alta o di un’area socio – economico benestante. Dentro la casa c’è un ragazzino bianco, ascolta e si muove al rimo della musica. Più avanti scopriremo che lui è un fan di Michael Jackson. I ragazzi bianchi appassionati di un’artista nero, con potere e leadership costituirebbero una minaccia per l’ordine sociale dominante. È più che possibile che Michael, un potente nero, ricco e vincente sia stato visto come una minaccia e qualcuno che stesse tentando di influenzare i giovani americani. Questi, dopotutto, rappresentavano il target di riferimento per Michael. Le persone a favore della divisione razziale, erano preoccupati in modo particolare quando Michael dice: “Non importa se sei nero o bianco”. Per queste persone con un ego molto fragile e un complesso di impotenza, era importantissimo.
Nel salotto al piano terra, c’è il padre del ragazzo il cui passatempo è cambiare canale alla TV e guardare lo sport, mentre la madre legge una rivista scandalistica. Questa non è una famiglia di intellettuali o con una particolare istruzione. Sono le classiche persone americane della classe operaia che, a giudicare dai loro passatempi, permettono a mezzi esterni di influenzare il loro modo di pensare? Una gran parte della popolazione è costituita da persone, che con la loro mediocrità, demandano alle istituzioni (di governo, dei media, religiose, interessi sociali) di pensare per loro. Inoltre si cullano nel compiacimento quando si chiede loro che cosa pensano.
Questo rappresenta anche un’analisi sulla genitorialità e come la classe media dell’America bianca trascorre il suo tempo libero e mette a frutto le capacità legate all’intelletto? È un messaggio satirico “della sottocultura d’America?” Michael sta forse rimproverando i genitori che non esercitano il loro ruolo nell’educazione dei figli? Nel film i genitori non stanno interagendo con il bambino. Il padre poi afferma la sua autorità sul figlio e lo rimprovera per il sua passione musicale, alza la voce e gli dice di “andare a letto”, quando esce sbatte la porta e il poster di Michael cade a terra in frantumi. Il senso ironico e la satira inerente questi passatempi è stupefacente: un papà seduto in poltrona a guardare lo sport e una mamma intenta a leggere i pettegolezzi delle riviste, sono passatempi accettabili, ma non la passione del figlio per la musica. L’immagine di Michael cade e la cornice va in frantumi. Il papà annoiato che fa zapping con il televisore e la mamma completamente assorta a leggere la rivista di gossip in pratica dicono al loro figlio: “Stai sprecando il tuo tempo con questa spazzatura!” È giustapposto ad una sottile ironia.
Il ragazzo, interpretato da Macaulay Culkin spinge due enormi altoparlanti in salotto, i suoi genitori sono così assorti dai loro stupidi passatempi che non si accorgono neppure di quello che sta facendo. È un’altra osservazione sulla mancanza di attenzione dei genitori – “parents, do you know where your children are?” (Genitori, sapete dove sono i vostri figli?) Poi si asciuga la bocca in stile ragazzaccio come Michael – e li fa uscire dalla loro ipnosi con un accordo di chitarra a tutto volume dicendo: “Mangia questo!” L’espressione è curiosa, è su ciò che viene mangiato in questa famiglia? Il termine slang “Mangia questo” a vari significati tra cui la vendetta.
Il genitore è catapultato fuori di casa dalla musica e per effetto di questa fa il giro di tutto il pianeta fino a quando atterra, in un campo in Africa, dove dei cacciatori neri (dalle facce dipinte in bianco e nero) inseguono la loro preda. Qui, Michael solleva la domanda su ciò che è “primitivo”, la stupida cultura della TV e dei tabloid o la popolazione indigena dei Boscimani dell’Africa? Più avanti Michael, identificandosi come uno di loro, balla una danza tribale in mezzo al gruppo. Il messaggio è chiaro. Chi è il vero guerriero? Canta di portare la sua ragazza a una festa o in una discoteca, e la domanda è: “Ragazzo, quella ragazza è con te?” Questo è un riferimento ad un uomo nero di uscire con una donna bianca (“galline bianche”) e Michael dice: “Sì, siamo uno e uguali.” Il termine “Boy” è una forma verbale offensiva rivolta agli uomini neri in compagnia di donne bianche, usata per manifestare il profondo odio e la discriminazione razziale, perché egli sta violando una linea considerata un tabù ancestrale. Michael con gli aborigeni “primitivi” ci reintroduce in una atmosfera ancestrale.
La mescolanza razziale tra bianchi e neri, in particolare uomini neri con donne bianche, non era solo un fastidio per una parte della popolazione, ma generò sentimenti di odio profondo. La vera ipocrisia dell’uomo bianco, è stata quella di aver, prima, permesso i rapporti misti approfittando della loro condizione (servile) di impotenza ad agire e pensare, e opporsi a una simile sfida. Questa era una pratica diffusa tra gli schiavisti, che promuovevano la gravidanza, anche attraverso lo stupro di schiave nere, se era necessario, al fine di “alleggerire” il colore della pelle. Le schiave, infatti, erano considerate esseri subumani, alla stregua dei beni mobili di una proprietà.
Gli individui dalla pelle molto scura erano meno accettati rispetto agli afroamericani più chiari o mulatti, di uomini e donne – e avevano un valore economico inferiore quando venivano venduti. L’individuo mulatto è opera (principalmente di una volontà intenzionale) affinché i bianchi si sentissero più a suo agio con i negri. A mio avviso, ritengo, che questo rappresenti l’apice dell’arroganza razziale. Ma c’è un tipo di discriminazione ancora più oscura e nascosta che deve essere raccontata, soprattutto per quanto riguarda Michael.
Gli Stati patriarcali e razzisti e i padroni hanno collaborato all’esercizio e ai programmi per il controllo delle nascite nella pianificazione familiare degli afroamericani, e c’è più di un semplice sospetto, che incoraggiare la procreazione responsabile nella comunità afro-americana, fosse più un tentativo per impedire la crescita della popolazione nera, che per alleviare la povertà.
I bianchi studiavano la sessualità del negro con grande interesse. C’erano alcuni, che credevano nell’eugenetica, per eliminare dall’umanità gli indesiderati o le persone deboli. Ci sono stati programmi segreti per rendere l’uomo nero impotente, sterile o asessuale. E molti esperimenti sulle malattie sessualmente trasmissibili, sono stati condotti su maschi neri senza il loro consenso e consapevolezza.
Associato all’uomo nero esiste una enigmatica credenza popolare. Nella cultura la parola “Black”, è sempre una effige per indicare qualcuno: “cattivo” o “dark,” “sinistro” o indesiderato. Nel linguaggio comune usiamo espressioni: “arti nere,” “cuore nero,” “vedova nera,” “oscurità,” “Madonna Nera” e altre. Associamo alla parola black quasi sempre qualcosa di negativo: segreto, potere, Nubian, mistero, paura, ignoranza, male, sfortuna, caos, inganno e morte. E mentre l’afroamericano ha una connotazione più positiva il termine negritudine è sinonimo di disprezzo e scarsa dignità.
Esiste una mitologia culturale circa l’uomo nero, che persiste da quando è stato scoperto, che queste persone, per le loro caratteristiche fisiche, erano idonee alla schiavitù, perché la loro pelle scura resisteva meglio all’esposizione del sole rispetto ad altre etnie e quindi particolarmente indicate per lavorare nelle piantagioni sotto al sole. Sul mondo dello schiavo si sono sviluppate immagini, su credenze oscure, che marchiano l’africano o l’uomo nero: “iper-sessualizzato”, pericoloso e incapace di controllare la sua primitiva natura animalesca e con un innato travolgente desiderio per le donne bianche.
Un’altra credenza altrettanto radicata riguarda le donne bianche ritratte creature delicate – pure, fragili, caste e vulnerabili. E questa “sessualità puritana” e la natura gentile esigevano protezione dai loro uomini bianchi, contro la devianza sessuale del maschio nero. Da sempre, virilità, mascolinità e potenza sono inscindibili nella cultura della sessualità. Il fallo, come simbolo di potere e fertilità è in tutte le culture ed è l’archetipo incorporato. Nell’uomo bianco, l’impotenza è legata all’incapacità di proteggere la propria compagna e di tenere sotto controllo il rapporto, ma soprattutto di soddisfare i desideri sessuali. La donna bianca puritana, non dovrebbe mai essere tentata dal maschio nero iper-sessuale, perché farebbe appello alla natura animalesca contenuta. Anche il complesso Mandingo e il suo mito è sempre legato all’impotenza e quindi alla sessualità. Michael porta in discussione l’argomento nell’ultima parte di Black or White, dopo un breve accenno nel primo segmento.
La danza indigena, di solito, con la ripetizione di un ritmo convulso, quasi ipnotico, esprime passione e le persone raggiungono l’estasi fino a perdere il controllo dei sensi e del corpo. Sembra che ci sia quasi una sorta di timore connesso alle danze passionali e ai ritmi primitivi. Ancora una volta, il mito della sessualità legato alle passioni sessuali sfrenate, nasce nel movimento della danza, soprattutto in una forma di danza frenetica. Quando Elvis portò per la prima volta sulla scena il rock n ‘roll insieme alla danza, è stata oggetto di notevoli controversie da parte della “classe dominante” (vecchia generazione) che era vista come una diabolica perversione dei giovani e in qualche modo fu proibito, che Elvis fosse ripreso dalla vita in giù a causa delle movenze che faceva con i fianchi. Pensavano, che quei ritmi primitivi fossero una pericolosa influenza per gli adolescenti americani. La musica di Elvis radicata nel Rhythm and Blues, in origine era considerata una musica stridula e volgare. Egli è stato il primo musicista bianco ad incorporare nel suo lavoro gli elementi della black music e a ispirarsi ai musicisti neri. Le persone religiose credevano che il Rock n’roll fosse opera del Diavolo. Lo stesso e forse anche peggio è stato detto su Michael.
In Black or White ci sono molte scene dove in primo piano o sullo sfondo c’è una scala. Michael utilizza molti simboli criptici e la scala, se inclusa in modo intenzionale, potrebbe essere un riferimento subliminale alla gerarchia sociale. In Black or White, il senso figurato di “salire la scala” è intenzionale? Dopo la danza indigena africana, Michael passa davanti a una scala. Il riferimento è sottile, ma come mai, tra questa e la successiva scena c’è una scala? Una distrazione? Conoscendo il perfezionismo sul lavoro di Michael, non può essere stata lasciata accidentalmente sul set e filmata per sbaglio. A questo punto Michael è insieme a delle danzatrici asiatiche, del sud-est asiatico, un’altra etnia chiave – quella gialla. E danza con queste donne nei loro costumi tradizionali per poi ritrovarsi con un’altra etnia – i nativi americani con il loro stile di abbigliamento tradizionale. E anche loro diventano guerrieri della loro etnia proprio davanti ai nostri occhi.
Più avanti Michael legge un giornale, un riferimento al “Saturday Sun” nato come un giornale serio, ma che nel tempo si è trasformato in tabloid. Poi, di nuovo danza con una partner di un’altra etnia, un’indiana orientale, al centro di una strada molto trafficata, e sullo sfondo si vede una raffineria di petrolio. Una casualità o una riflessione sull’uso del petrolio e l’inquinamento? Lui dice che è necessario stampare il suo messaggio sul Sun, di non essere secondo a nessuno: il riferimento, ovviamente, è al razzismo e butta via il giornale.
Poi, Michael balla con un gruppo di danzatori russi davanti ad una costruzione in stile architettonico russo, che ricorda la famosa Cattedrale di San Basilio, un’immagine ben conosciuta da tutti, più comunemente associata, in quel momento, al simbolo “comunista” e al “nemico”. Ci vuole dire di fare pace con il nemico, anch’esso cittadino globale. (Michael visitò la Piazza Rossa dove fu quasi sopraffatto dai fan russi e marciò con l’esercito russo.)
Michael ha danzato con i principali gruppi umani: nero, giallo, rosso e bianco. Ha danzato con le varie etnie, culture e classi, e ha perfino ballato con il suo nemico. Ballando con queste diverse minoranze etniche e razziali, molti dei quali sono vilipesi dalla cultura e sono dovuti diventare “guerrieri” per ottenere l’uguaglianza, indica che Michael è solidale con il loro status, la posizione sociale e le preoccupazioni. Come osa lui, un uomo nero diventato bianco (la pelle di Michael è ora molto chiara a causa dei trattamenti per controllare la vitiligine) ballare con quelli considerati inferiori o nemici?
La telecamera ritorna ad inquadrare il pianeta Terra e ora vediamo le varie scene all’interno di un altro contesto – si tratta di un carillon? Questo significa che la musica è un contesto per una sorta di comunione etnica, sociale e razziale? Poi, come l’inquadratura si allarga ancora di più, vediamo due bambini, uno caucasico e l’altro afro-americano, seduti alla sommità del globo, che codifica il messaggio della loro posizione nell’umanità, i bambini rappresentano il simbolo della vita che si rinnova sul pianeta. Di certo non sono preoccupati della loro differenza di colore. Il pregiudizio non è innato in noi umani, ma si sviluppa successivamente. Michael sta tentando di dire che dovremmo insegnare e condividere con i bambini o le future generazioni, che condividiamo un pianeta come unica razza umana e che dobbiamo essere uniti perché siamo più simili di differenti?
Michael cammina verso di noi, come appaiono delle immagini tra una cortina di fiamme, lui è al centro e avanza attraverso di esse muovendosi energicamente. Dice che è stanco di queste cose, dell’infame pregiudizio e della discriminazione e non ha “paura di nessun lenzuolo”, un preciso riferimento all’organizzazione del Ku Klux Klan, che catturava i negri, “oltraggiava” e linciare l’individuo, indossando tuniche con il cappuccio a cono, per nascondere le proprie facce. Gli uomini neri che avevano anche solo osato guardare una donna bianca sono stati linciati. Invitati a distogliere lo sguardo e se un uomo nero aveva toccato una donna bianca – era una condanna a morte certa. Così, qui, Michael Jackson è un uomo nero, che è diventato bianco e in modo provocatorio incontra delle donne bianche e persino due donne caucasiche.
Tra le fiamme, si intravede una sorta di esplosione, un riferimento alla Russia e gli Stati Uniti, due paesi nemici con armi nucleari, una fugace immagine che simboleggia il Ku Klux Klan (una croce che brucia, una figura incappucciata e delle torce), un carro armato e dei soldati che ci ricordano la guerra, mentre Michael incarna la persona coraggiosa che sferra le illusioni con i pugni serrati. E questo è ciò che tutte queste divisioni sono: costrutti dell’ego umano e illusioni che dividono le persone.
Michael ci porta nel ghetto di un quartiere urbano, dove la guerriglia di strada si contrappone alla guerra di più grandi dimensioni. I bambini del quartiere povero parlano delle dispute territoriali e come le lotte tra le nazioni provocano solo divisione nei rapporti umani, ma il dolore è sempre uguale, cambia solo la dimensione dei conflitti nel territorio. E dicono che non vogliono passare le loro vite ad “essere un colore”, nel senso di razza di confine o definire chi sono.
Poi Michael dice di non annuire con la testa in accordo e fingere di essere per l’uguaglianza razziale e sociale, quando invece “ti ho visto gettare sabbia nei miei occhi”, che è un riferimento a sminuire o ignorare quello che sta dicendo esprimendo accordo, ma di condurre l’esistenza con comportamenti esattamente all’opposto.
Improvvisamente Michael è su un balcone dietro una ringhiera e quando l’inquadratura si allarga, si scorge la fiamma di un monumento simbolo di uguaglianza e libertà per tutti. La telecamera di muove ancora indietro, in senso metaforico amplia la nostra conoscenza, vedendo i simboli nazionali conosciuti sulla Terra, la Torre Eiffel in Francia, il Big Ben in Inghilterra, la Cattedrale di San Basilio a Mosca, La Piana di Giza in Egitto, il Taj Mahal in India, il Partenone in Grecia, skyline di New York e il Golden Gate Bridge in America, e le caratteristiche del paesaggio con le acque degli oceani e dei fiumi, e alla fine Michael è in cima alla fiaccola della Statua della Libertà.
La parte di questa sequenza finisce con il morphing, un effetto tecnologico dove le persone passano da una etnia umana ad un’altra, esplorando tutti i colori del mondo. Michael balla la danza della vita, con tutto il pianeta, con tutti i volti, i luoghi e le etnie: nero, bianco, giallo, e il suo messaggio è … “Siamo tutti fratelli, tutti membri della stessa famiglia umana. Noi siamo uno.” Ma, quale è il messaggio del morphing? L’evoluzione dell’umanità. Michael era un uomo in continua trasformazione, un volto mutevole di se stesso che ha cercato di cambiare il volto dell’umanità.

Parte 5 di 8

Michael Jackson è stato un abile maestro del mutaforma. Ho parlato di questo in precedenza, ma ora voglio spiegare il significato e che cosa è (o in che cosa consiste) il mutaforma praticato da uno sciamano.
In molte tradizioni dei nativi americani, il medico, uomo, donna o un anziano tribale che ricopre il ruolo di guaritore – sacerdote – veggente è in grado di impiegare molti tipi di medicina per curare i componenti della tribù. Per esempio, lo smudge (un bastoncino fatto con le “quattro erbe sacre” Cedro, Sweetgrass, salvia bianca e altre è impiegato nella fumigazione durante un rituale tradizionale di purificazione spirituale) serve alla “purificazione spirituale della rigenerazione dello spazio” o purificare, benedire le persone e l’ambiente dove è praticata la cerimonia. Il legno di Cedro è tagliato, seccato e una volta posto in un recipiente viene acceso e poi spento non appena inizia a fare fumo, in questo modo l’erba brucerà lentamente. Il fumo, quindi è utilizzato per purificare le persone, rigenerare l’ambiente e con l’aiuto di una piuma (come di una ala di falco) è diffuso davanti al corpo delle persone e l’ambiente.
Nella Chiesa cattolica, il turibolo (contenitore per bruciare l’incenso) è l’incensiere metallico munito di catene che i sacerdoti fanno oscillare più volte, a seconda del tipo di cerimonia, per benedire e consacrare l’ambiente. I popoli nativi per questa purificazione rituale usano come contenitore sacro, la conchiglia Abalone. La rigenerazione dell’ambiente è la cura per l’anima.
Gli ingredienti – salvia bianca, legno di cedro, Sweetgrass o incenso sono inoltre considerate sostanze medicinali. Le popolazioni native utilizzano molti elementi della sfera naturale per le cure mediche: piante, essenze arboree, animali e parti di essi. In molti riti tradizionali indigeni, gli sciamani indossano una maschera o un copricapo raffigurante una sorta di animale. Quando lo sciamano o il medico o i partecipanti invocano la potenza di un particolare animale, questo è poi considerato il loro animale di potere o totem. Gli uomini, fin dai tempi antichi, hanno ammirato, invocato e incorporato le caratteristiche degli animali in rituali, riti sacri e culture. Molte persone in tutto il mondo hanno utilizzato le caratteristiche o l’immagine di animali per le cerimonie e nella vita. Un animale simbolo ben noto e culturalmente significativo è il Cobra egiziano, che può essere visto sulla corona dei reali.
Uno dei primi animali della Medicina degli Animali è il coyote. Il Coyote è considerato un predatore “burlone” e infido del regno animale, così, quando incontriamo il Coyote Medicina, le cose non saranno come sembrano. Il Coyote rappresenta il Maestro, e la sua Medicina è l’insegnamento che aiuta a conoscere meglio se stessi. I nativi interpretano gli elementi del paesaggio e gli incontri fortuiti con gli animali, come presagi o prefigurazioni di cose presenti o future. Incontrare sul proprio cammino un Animale Medicina – qualunque animale che in qualche modo possa colpire – è considerato un segno sacro che deve essere interpretato sulla base delle caratteristiche dell’animale stesso. Secondo la loro cultura, se un animale si manifesta per tre volte di seguito, quello è l’Animale di Potere personale o Totem e si può avere più di un animale di potere.
La pantera nera è una specie di un particolare gruppo di Felidi. Nel Nord America il termine pantera è sinonimo di puma, in America Latina è più spesso usato per il giaguaro, altrove nel mondo è riferito al leopardo. La pantera è il mio animale di potere da più di venti anni. È anche il totem della mia intera famiglia o magico animale.
Lo sciamano evoca il potere animale di un individuo, e questo lo assimila quando glielo soffia nel petto e nella testa. E penetra fino alle ossa. La prima cosa che un apprendista sciamano impara a fare con il proprio totem è entrare in sintonia con l’animale. Egli si trasforma nell’animale o nel suo animale di potere familiare o spirito guida chiamato “totem”. L’estasi permette allo sciamano di entrare in completa armonia con l’energia dell’essenza di quella creatura.
Durante questo rituale avviene una vera metamorfosi e lo sciamano guidato dal ritmo del tamburo entra in simbiosi con l’animale. Alcuni sciamani davvero incorporano le caratteristiche del loro totem – lo sguardo del volto assume le sembianze dello spirito animale ed i loro corpi imitano anche le stesse movenze. Nella Panther Dance di Michael è lui stesso che imita l’animale. Si tratta di un rituale sciamanico e mutaforma.
Il defunto Ted Andrews, autore e marito di Lynn Andrews, autrice e Nativa americana, ha scritto una guida sui poteri spirituali e le magiche creature. Il libro intitolato Animal Speak, è considerato il fondamento e il dizionario degli animali totemici. In esso, Ted racconta la storia Panther Medicina:
” La caratteristica dominante della Pantera è il corretto uso del proprio potere. [Pensate al movimento delle Black Panthers e disuguaglianza razziale.] Questa creatura trova il suo più grande elemento di potere nelle ore notturne e la stagione di massima espansione del potere è l’inverno, mentre la fase lunare più potente è il novilunio, quando la luna è nascosta. Questa è una rappresentazione dell’invisibile, potere segreto, il guerriero stregone ed è sicuramente lunare, avendo a che fare con la luna. È misteriosa e magica.
La pantera è più piccola, ma più feroce dei grandi felini come la tigre e il leone, e possiede 500 muscoli volontari che può azionare a piacimento. Essi sono animali solitari e si trovano più a loro agio da soli o entro il proprio ben delimitato territorio. Sono creature dotate di una grazia meravigliosa e in grado di muoversi con agilità. Le persone con un totem pantera, hanno la capacità di svolgere molti compiti desiderati, in particole nel lavoro si ribelleranno con efficacia a scadenze improrogabili e a pressioni.
Questo bellissimo felino è strettamente legato ai veggenti con “visioni interiori” (immaginative), che probabilmente hanno un solido fondamento nella realtà. Alcune persone-pantera entrano nel campo metafisico impegnandosi in esercizi e nella meditazione per “accendere” la luce interiore. Questi individui di solito nascono con la luce già accesa.
La pantera ha un udito molto fine e può muovere le orecchie, proprio come i loro occhi, per localizzare la provenienza dei suoni. La capacità di udire e vedere va oltre questa dimensione e sono visionarie. Possiede peli estremamente sensibili sul corpo, soprattutto sul muso e chi ha questo totem scoprirà la propria sensibilità al tatto e i diversi stimoli attraverso la pelle. Inoltre è molto sensuale, passionale e agisce più in profondità, è mistica e misteriosa.
La pantera simboleggia la rinascita animale simile all’uccello della fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri – spesso rappresenta il simbolo dell’oscurità, della morte e rinascita. La pantera è il simbolo del femminile mistico in tutti i suoi aspetti – bambino, vergine, seduttrice, la madre, guerriera, veggente e la vecchia saggia.
Quando la pantera entra nella vostra vita come un totem, risveglia le passioni interiori. Si può anche riflettere un risveglio della Kundalini. Questo può manifestarsi nelle espressioni sfrenate dei poteri più bassi e gli istinti.
Nella mitologia, la pantera è stata un simbolo di “Argo dei Mille Occhi”, i cui occhi, dopo la sua morte, sono stati posati sulle piume del pavone. È stata anche collegata a Cristo. Nei primi commenti dei Vangeli ebraici, è indicato come il cognome della famiglia di Giuseppe. Si racconta che un guaritore di nome “Jesus ben Panther” abbia curato le ferite di un vecchio uomo – per questo spesso si parla di rinascita dopo un periodo di sofferenza – un’altra storia di resurrezione. È inoltre legata a Bacco o Dioniso il cui carro era trainato da pantere.
Nei miti e nelle storie di Dionisio la pantera è un simbolo di scatenare i desideri e quindi il risveglio delle forze Kundalini. Gli altri sono il risveglio alla ricerca dell’eroe, al divino femminile, alle forze creative e pulsioni inconsce. Dioniso ha dovuto superare molti anni di peregrinazioni, il saccheggio, la follia, distruzione e sofferenza prima che potesse prendere il suo posto in paradiso. La sua storia è che “noi siamo dei e dee nel processo decisionale”.
La pantera attirerà una guida o consulente al percorso eroico, qualcuno che è insegnante e nutrice. Quando veniamo iniziati alla via eroica, cominciamo ad acquisire una maggiore capacità a vedere e vivere le realtà alternative esistenti intorno a noi. Queste realtà alternative contengono potenti energie sessuali, che sono legate alla vita e rinascita e al femminile scuro (non in senso negativo, ma molto potente) che significa nascere due volte. Spesso ciò significa che dobbiamo affrontare quanto di malvagio e offensivo esiste nella nostra vita – un processo simile a quello che era noto come “l’incontro con il Guardiano della Soglia”. Che può significare anche di sopportare la perdita di ciò che pensavamo di amare di più.
La pantera è anche un simbolo di vigilanza continua e del potere rivendicato di fronte alle tenebre in cui la nostra vita si è nascosta. Nel mito di Dioniso, l’eroe porta con sé il magico tirso, una verga intrecciata con tralci di vite e sormontata da una pigna, che conferisce all’individuo la capacità di creare l’illusione e la speranza. All’interno dell’individuo avviene un risveglio su questo percorso: la pantera totem ha la capacità di far vedere e pensare alla gente a ciò che voi desiderate. Questa abilità si ottiene con l’autodisciplina. Come la pantera nera, potrete facilmente fondervi con l’ambiente circostante fino al livello da voi desiderato.
Per gli indiani americani, a nord come al sud, il giaguaro, specialmente in forma di pantera, era soprattutto un simbolo di potere incommensurabile e di padronanza in tutte le dimensioni, il suo ruggito era il rimbombare del tuono e la pantera nera era il dio delle tenebre, che poteva provocare le eclissi ingoiando il sole. Per gli indiani Arawak, in tutte le cose si trovava l’essenza del giaguaro e diventare un uomo-giaguaro per loro rappresentava il supremo rituale di trasformazione (mutaforma). Gli Aztechi e Maya insegnavano il potere di divenire mezzo uomo e mezzo giaguaro. Chi riesciva a diventare un giaguaro poteva spezzare tutti gli enigmi culturali e il suo alter ego era libero di seguire desideri, paure e aspirazioni. La pantera è una grande forza archetipica.” – Da Animal Speak: Ted Andrews –
La pantera è un potente alleato. È associato al concetto yin (nero) o divina figura femminile, riferito alla procreazione, la gravidanza, la vita, la morte e rinascita. La pantera rappresenta anche una grande forza selvaggia misteriosa, lunare, magica ed eroica. Quando un uomo accoglie e comprende il suo lato femminile (yin/anima) diventa meno polarizzato e più complesso e quindi, più potente. Un uomo che rifiuta il suo lato femminile a favore del suo lato maschile (yang/animus) perde la possibilità di condurre la propria vita con equilibrio. Questi due aspetti sono presenti in entrambi i sessi. Non è saggio per entrambi i sessi, respingere il loro opposto, ma è preferibile appropriarsene.
Nella femmina i poteri scuri sono molto potenti e le donne “nel ciclo lunare” o mestruazioni, per questo motivo non possono entrare e far parte della cerimonia di purificazione nella capanna sudatoria indiana, perché in quel periodo la donna ha già attivato un processo naturale di purificazione molto potente. La donna che porta il seme della procreazione, è potente in tutti i cicli che hanno a che fare con la vita, morte e rinascita, la guarigione, la terra, le ferite, la crescita, la madre terra e l’universo.
La sessualità è strettamente legata alla spiritualità, creatività e sono forze potenti che devono essere monitorate e regolate. La pratica del Tantra è un modo per controllare il desiderio sessuale, una delle forze più potenti dell’essere umano e dell’universo. L’impulso dell’unione fisica imita l’unità dell’unione con il divino o ciò che alcuni chiamano crescita spirituale. Gli individui mistici desideravano questa unione fisica con l’estasi divina, e loro la considerano un’esperienza spirituale orgasmica. Nella sua forma umana o animalesca, questa forza è espressa nella sessualità, una forza da non sottovalutare. Nella sua forma animalesca e umana rappresenta la genesi o nuovo inizio e nella sua forma spirituale, è strettamente legata alla genesi, come un altro nome per indicare la creatività. La pantera è una creatura misteriosa, mistica, magica creatura della notte.
Parte 3
Fonte:http://www.innermichael.com
Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON
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