– Black or White – (Parte 3) – By Barbara Kaufmann


Parte 6 di 8

blackorwhite55Gli anni Sessanta sono stati permeati da una atmosfera particolare, non facilmente descrivibile, era come una sorta di “spirito”, ma tangibile e costituì un fenomeno che andava oltre i grandi e rapidi progressi che spinge l’umanità in avanti e accresce una cultura. Mentre il progredire era simile a quello che stiamo sperimentando ora, diverso era il modo di essere, più audace e più enfatico in qualche modo. E più militante e grande il dissenso civile.
All’inizio del 1966, c’è stato un lasso di tempo chiamato “The Spirit of ‘66”. I giovani che stavano per diplomarsi in questo anno e iniziavano un nuovo percorso di vita, non avevano davanti a sé un futuro roseo. Questa era una generazione già molto provata per la morte del presidente John Fitzgerald Kennedy assassinato a Dallas nel 1963, dalla guerra in Vietnam in pieno svolgimento, 8.000 soldati erano stati inviati a gennaio per un totale di mezzo milione di truppe impegnate nel conflitto.
La crescente necessità di uomini per la guerra nel Vietnam, aveva richiesto nuovi reclutamenti che era avvenuto, in modo singolare e impopolare fra gli universitari meno bravi negli studi. Due anni più tardi, la stessa generazione si trovò a fronteggiare l’assassinio di Martin Luther King e pochi mesi dopo quello di Robert F. Kennedy. I Beatles era il gruppo musicale più famoso, con i Beach Boys e Rolling Stones. E il duo Simon e Garfunkel, nel 1966, pubblicò la canzone inno Sound of Silence, i cui testi, mi evocano un progetto per una scenografia realizzata nel video di Billie Jean. Nello stesso anno la Cina aveva promosso una campagna politica chiamata “Rivoluzione Culturale” e iniziò la repressione degli anti-intellettuali, Ronald Reagan era diventato governatore della California, il Muro di Berlino era ancora in piedi e quattro persone scavarono un tunnel per fuggire dalla Germania Est, ad Atlanta erano scoppiati i disordini razziali, a riprova di un’America ancora molto divisa e tormentata dal disagio razziale.
Il movimento ideologico “Black Power” (Potere Nero) nato nel 1966, era diventato il mantra e il grido di una battaglia politica degli afroamericani, stanchi e arrabbiati di essere privati dei loro diritti civili. Nello stesso periodo, era nato il Partito “Black Panther” (Pantere Nere) e per la prima volta le persone nere, povere e diseredate dell’America urbana avevano guadagnato una voce. Il Partito era stato fondato a Oakland, in California per iniziativa di Huey Newton e Bobby Seale, il cui messaggio politico “Power to the People” (Potere al popolo), aveva fatto eco in tutta una nazione, inaugurando una nuova epoca col fine di unire un popolo maltrattato e confuso in un periodo estremamente tumultuoso. Questo era diventato il più forte movimento di riforma culturale dopo la Rivoluzione del 1776.
Il Partito delle Pantere Nere è stata l’unica organizzazione nella storia della lotta dei neri contro la schiavitù, l’oppressione negli Stati Uniti e rappresenta l’ultima grande azione radicale di massa dei neri per l’uguaglianza razziale, la giustizia e la libertà. Gli ideali e i militanti del partito, erano stati criticati, considerati pericolosi e controversi, che il direttore dell’FBI J. Edgar Hoover la definì la “minaccia più pericolosa per la sicurezza interna degli Stati Uniti”.
Il movimento era contraddistinto da un “codice” e alcuni segni che indicavano la solidarietà al Potere Nero, i più noti erano il pugno chiuso e l’acconciatura “Afro”. La pettinatura in stile “Afro”, era particolarmente popolare alla fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta tra le persone nere ed era diventata una “moda” o tendenza, che fu adottata anche da donne e uomini caucasici. Tuttavia, per l’individuo nero, era molto di più di una semplice moda, era soprattutto una dichiarazione politica e una sorta di elemento distintivo che identificava l’individuo come qualcuno simpatizzante con il movimento verso l’integrazione e l’uguaglianza razziale. I Jackson Five sfoggiavano l’acconciatura “Afro” indicando la loro solidarietà con l’orgoglio nero. Il pugno chiuso è stato anche un segno del movimento ideologico del “Potere Nero” o potere al popolo. Esso era interpretato come orgoglio razziale e uguaglianza sociale, ma a volte è stato visto come una minaccia o un insulto. Durante le Olimpiadi del 1968, due atleti afroamericani alla cerimonia di premiazione, alzarono al cielo il pugno guantato di nero, rivendicando il motto del “Potere Nero”, ma a causa del loro gesto furono espulsi dai giochi, ostracizzato dai coetanei e criticato dalla stampa. Le conseguenze furono immediate e gravi. Solo 40 anni dopo questi atleti coraggiosi, compreso il loro simpatizzante collega bianco sarebbero stati riconosciuti e, infine, venerati con una scultura raffigurante la famosa cerimonia olimpica.
Michael era un ragazzino a quel tempo, ma era cresciuto con i fratelli maggiori, che erano stati anche coinvolti nella battaglia per ottenere l’uguaglianza razziale. I tempi in corso furono segnati da azioni di guerriglia urbana con l’FBI che aveva usato qualsiasi mezzo necessario per indebolire e annientare l’organizzazione delle Pantere Nere, il cui spirito di rivoluzione si rifaceva nella dottrina di Malcolm X, un ministro musulmano che predicava l’orgoglio nero e l’autosufficienza. L’FBI iniziò una lunga lotta in modo da intralciare e distruggere il partito e tutte le organizzazioni simili con omicidi chirurgici, le case dei leader furono perquisite e i membri uccisi dagli agenti.
Una notte, il giovane diciasettenne, Bobby Hutton fu crivellato di pallottole dalla polizia, quando uscì disarmato a mani alzate dalla sua casa ridotta in fiamme. Alcuni raccontano che la CIA e l’FBI avevano dato vita a una massiccia campagna di promozione con l’obiettivo anche di spacciare la droga nei ghetti neri, i cui effetti furono devastanti. In effetti era una vera guerriglia urbana nella sua forma più vergognosa e nessuno era immune. Il governo americano voleva stroncare e smembrare qualsiasi struttura di potere associata con gli afroamericani. Questa non è certamente una bella pagina di storia americana. Gran parte di essa è stata cancellata dal Registro di sistema e minimizzata, perché nessun funzionario o agente di polizia è stato condannato e le giurisdizioni degli Stati Uniti a quanto pare presero una vacanza per non rendere giustizia ai membri del Partito delle Pantere Nere.
I simpatizzanti collaborarono, i leader lasciarono il paese e per un certo tempo l’appartenenza aumentò. L’FBI fu accusata di aver istituito un vasto programma di spionaggio, per scovare i leader e distruggere la struttura di potere delle Pantere Nere. Alla fine la loro strategia di controllo nei confronti degli afroamericani ebbe successo e senza leadership, il partito iniziò a disgregarsi e morì. Il direttore dell’FBI J. Edgar Hoover era un uomo molto potente e pericoloso in America, e Johnson, Nixon e Reagan non erano presidenti amichevoli o di supporto dei giovani. L’establishment (l’istituzione) che rappresentava la generazione matura e sicura fu sconvolta dal dissenso dei giovani che erano stanchi dell’apatia, compiacenza e le opinioni puritane degli anziani. I giovani erano pronti per la rivoluzione.
Black or White di Michael Jackson è stato un messaggio subliminale per quella rivoluzione. Il fatto che Michael Jackson si sia riferito alla pantera nera in Black or White non è casuale. La sua fusione con l’animale non è solo una dichiarazione di solidarietà, ma l’unione con un animale di potere nel percorso dello sciamano, che scatena la potenza dell’animale, il suo ‘spirito’ e le sue caratteristiche. Lo sciamano impara a fondersi con il suo animale, e questo è esattamente ciò che fa Michael Jackson in questo video, danza la pantera, sciamanicamente si fonde con la pantera, diventa il felino e mostra le caratteristiche e il suo potere.
Michael, come uno sciamano assume le caratteristiche “primitive e animalesche” dell’animale e contemporaneamente si fonde con lo spirito del Partito delle Pantere. Geniale! Egli incarna ed esterna la frustrazione silenziosa imprigionata in molta gente nera a causa di come l’organizzazione delle Pantere Nere è finita di esistere e la deliberata e violenta manipolazione del movimento da parte del governo.
Il video di Black or White è stato rilasciato simultaneamente in tutto il mondo in 27 paesi con 500 milioni di telespettatori. Il pubblico adulto rimase scioccato dalla visione e gli ultimi quattro minuti della Panther Dance furono censurati e tagliati. Michael avrebbe poi fatto le sue scuse e rilasciato interviste dicendo che non aveva alcuna intenzione di incitare i giovani alla violenza. Egli avrebbe spiegato tutto, compresa l’intenzionale sfida all’istituzione al suo puritanesimo atteggiamento verso la sensualità. Ha poi aggiunto parole razziali scritte sui vetri dell’automobile e negozi per giustificare la violenza al pubblico in generale.
Michael si abbandona in una danza auto-erotica tra le pozzanghere, che è un archetipo rituale sessuale, poi la telecamera fa un suggestivo primo piano dell’inguine e della mano che volutamente si ferma lì, e con un gesto plateale chiude la zip dei pantaloni. Questo è un messaggio di enorme potenza, sulla sessualità della gente nera, la procreazione e il potere nero. È una dichiarazione contro la caratterizzazione di uomini neri, una protesta contro la castrazione e il linciaggio dei maschi neri, un riferimento al potere nero e la pantera. In un unico gesto, ha detto tutto, ha comunicato con i giovani del mondo e con chi potrebbe decifrare il codice nel messaggio.
L’istituzione convenzionale, puritana e razzista lo avrebbe subito diffamato e dichiarato come scioccante, violento e inadeguato fosse il video, e per questo meritevole di censura. A quel punto però era troppo tardi. Il messaggio era stato consegnato in tutto il mondo, in ogni angolo del globo. E le persone hanno iniziato a parlare di lui. “Michael Jackson”, “Black or White” era sulla bocca di tutti, il mondo intero ne parlava perché erano scioccati, sorpresi o soddisfatti. Più tardi avrebbe detto nella sua apologia, che non intendeva offendere nessuno, il suo scopo era solo di interpretare per il suo pubblico, la natura animalesca della pantera.
Io non gli credo.

Parte 7 di 8

blackorwhite56Abbiamo parlato della Pantera attraverso l’esperienza della visione dello sciamano e nella storia. Entrambe le prospettive sono importanti per capire esattamente ciò che Michael ha fatto in questo lavoro seminale. Lo sciamano si fonde con l’animale Totem ed entra in sintonia con esso, inoltre abbiamo capito l’importanza del contesto storico per Black or White. Nei libri di storia, il movimento delle Pantere Nere è trattato come un gruppo terroristico interno e non è accettato nel “lessico culturale”. Se è vero che era un gruppo militante, ma nei fatti, ha intrapreso tante azioni positive a favore del popolo, cercando anche di bonificare vari ghetti dalla droga e la criminalità. Alcuni credono che nel tentativo di sabotare e sciogliere l’organizzazione, la CIA e altre organizzazioni abbiano introdotto droghe pesanti illegali nei loro quartieri.
Dopo oltre venti 20 dalla sua morte, naturalmente, non era saggio sostenere il movimento apertamente e a gran voce. Ma, molti afro-americani erano arrabbiati per la palese illegalità e il razzismo evidente che portò l’organizzazione delle Pantere Nere alla morte. E dal momento che gli afro-americani erano un popolo oppresso e dimenticato, il governo era indifferente alla maggior parte della loro sofferenza e la rabbia non poteva essere convogliata in nessuna direzione, divenne una frustrazione interiore continua come risentimento.
Quale modo migliore per rendere omaggio alle lotte degli afro-americani e onorare un movimento che si era battuto per la libertà e l’uguaglianza, mostrando simpatia per la sua storia, ricordarla e parlarne, ma attraverso un codice? Nel momento in cui è stato rilasciato Black or White, i neri americani erano ancora oggetto di una palese forma di razzismo. Il politicamente corretto non aveva ancora trovato un posto nella cultura americana.
Il video di Black or White può essere decodificato su molti livelli, perché ci sono strati e strati all’arte di quello che potrebbe essere il più significante lavoro dell’attivista Michael Jackson o almeno, la sua opera più politica o culturalmente critica. Cos’altro si può trovare nelle immagini archetipiche e sciamaniche di Black or White?
Quando finisce la prima parte del video musicale di Black or White, Landis dopo la sequenza di morphing dice “tagliare” e mentre tutti sono occupati sul set, la telecamera si sposta a destra per inquadrare in primo piano un grosso felino nero. Il felino è una Pantera. In uno studio pieno di gente, nessuno sembra notare la presenza di un feroce animale selvatico che si aggira indisturbato sul set, e continuano le loro attività ignari del pericolo. Qui, Michael, usa una metafora, la pantera in agguato e nessuno riconosce il pericolo! Come la pantera si muove verso l’uscita, si ferma a ringhiare con disappunto alla statua di George Washington, un personaggio storico molto importante in America.
George Washington possedeva molti schiavi negri nella sua fattoria ed è noto che ha avuto un figlio da una delle sue schiave. Come presidente ha giurato di rispettare le leggi del Paese, la Costituzione e anche lo Spirit of America, che non è scritto, né tanto meno definito il suo significato. La frase scritta nella Dichiarazione di Indipendenza recita:” Tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili”. In origine, la Costituzione americana non nominava esplicitamente gli afroamericani, ma si riferiva a tutte le “altre persone”, e un afroamericano equivaleva a tre quinti di un essere umano. L’istituzione della Schiavitù, è stata poi menzionata più avanti nel Tredicesimo Emendamento.
Tuttavia, in principio il Tredicesimo Emendamento è stato aggiunto solo per assicurare la prosecuzione della schiavitù e il procedimento di ratifica fu deprecato all’inizio della guerra civile. Verso la fine della guerra e solo dopo la proclamazione di emancipazione di Lincoln, in vigore da circa un anno, il Tredicesimo Emendamento è stato modificato per abolire, anziché mantenere la schiavitù.
George Washington considerava la schiavitù moralmente riprovevole, ma continuava ad avere schiavi come qualsiasi altro proprietario terriero del suo tempo. Tuttavia, fu colto dal senso di colpa e nel suo testamento inserì una clausola di liberare tutti i suoi schiavi dopo la sua morte e anche quelli della moglie se fosse morto prima di lei. Washington non rivendeva i singoli schiavi, a quel tempo una prassi comune, a nuovi proprietari, evitando così di frantumare molte delle loro famiglie.
Riconoscere il concetto di “famiglia” per uno schiavo era sicuramente un passo verso la loro umanizzazione. E in effetti, aveva punti di vista diversi da quelli dei suoi contemporanei. Nonostante questo, George Washington, anche se riteneva immorale l’istituzione della schiavitù, non fece comunque nulla per cambiarla, molto probabilmente, perché avrebbe posto fine alla sua carriera politica. Affrontò la questione della schiavitù ponendo la politica sopra l’etica e solo più tardi con il presidente Lincoln sarà il fulcro nella battaglia contro la schiavitù.
Sul set di Black or White, quando la pantera sta per uscire dallo studio, sullo sfondo c’è un uomo che cammina con una scala in mano e poi passa davanti a un’altra scala. Questi oggetti, che nel video appaiono diverse volte, hanno catturato la mia attenzione. Michael vuole forse ricordarci il concetto di “salire” o “scalare”? La scala, in effetti, ha anche importanti significati allegorici e mistici. Questo frequente riferimento alla scala nel video di Michael, mi ha fatto pensare, in particolare, alla pittura “La scala di Giacobbe” di William Blake appeso a casa mia. La scala disegnata da Black ha la forma di una spirale, un antico simbolo sciamanico presente in tutte le culture indigene, che significa l’ascensione dell’essere lungo l’asse, oltre ad imitare la doppia spirale del DNA umano. La scala di Giacobbe è stata anche paragonata al Chakra e al percorso di ascensione, come un aumento del risveglio della Kundalini e dell’essere umano attraverso i centri chiamati chakra.

https://i0.wp.com/www.innermichael.com/wp-content/uploads/2011/05/jacobs-ladder.jpg

“La scala di Giacobbe” di William Blake
Uno dei primi teologi cristiani, Origene di Alessandria spiega che nella vita di un cristiano ci sono due scale: la scala dell’ascensione alle virtù, che un devoto sale attraverso le sue azioni sulla Terra e la salita di un’altra scala dopo la morte, cioè l’ascensione dell’anima. Noi non possiamo sapere a quale simbolismo della scala stava pensando Michael, ma la loro presenza non deve essere considerata una semplice coincidenza. Michael di certo conosceva il significato mistico della scala per il suo interesse verso gli studi di misticismo e della metafisica, ma quando apprese tale conoscenze non possiamo saperlo. L’abolizione della schiavitù, comunque, sembra ritenuta un passo molto importante verso la virtù e la legge morale per l’evoluzione del genere umano nel suo insieme, come specie.
Un altro riferimento alla scala si vede, quando la pantera discende i gradini di una rampa che conduce in un vicolo, dove il felino si trasforma in Michael. Rivelare (se stessi) il proprio Animale totemico simbolico è un punto discendente per gli esseri umani? È regredire o forse è una crescita per impedire di scendere verso il basso?
Michael cammina nel buio, quando un cono di luce lo illumina, la telecamera stringe sul volto e lui ci guarda dritto negli occhi. Subito dopo, Jackson si muove mostrando alcuni caratteristici gesti tra cui la diteggiatura del cappello e in sottofondo sentiamo il suo ruggito. Il riflettore si accende inaspettatamente, quando lui è proprio lì sotto. Michael è un uomo-animale che si trova improvvisamente immerso sotto i riflettori. Questo è un riferimento alla missione della sua vita? In questa breve sequenza ci rivolge il suo intenso sguardo per due volte e ci costringe a guardarlo nel profondo dei suoi occhi. Gli occhi di una persona sono lo specchio dell’anima. È un riferimento Shakti? Il ruggito rappresenta l’energia che fluisce liberamente dal quinto chakra o gola dove scorre il suono, nella bocca si articolano i suoni e si trasformano in parole che ci consentono di comunicare con gli altri.
Michael, in Black or White usa il ruggito come una metafora per dare voce alla disuguaglianza razziale e gli stereotipi associati ai neri. Il ruggito mi ricorda tanto un classico di Helen Reddy: I am Woman Hear Me Roar del 1973, diventato poi un inno che celebra l’emancipazione femminile. In tutto il cortometraggio di Black or White sembra voglia dire: “Io sono Michael, e questo è il mio ruggito”. Nella scena successiva un gatto randagio salta giù da un bidone dell’immondizia facendo un gran frastuono accompagnato da un dolce miagolio – a differenza di Michael che è un gatto selvatico. Come dire: “Io sono un povero bambino che proviene da un vicolo urbano, ma adesso ascoltate il mio ruggito! ” O forse vuole dire: “Credetemi, io non sono un gattino!” La cosa interessante è il fatto, che Michael non spaventa affatto il gatto randagio e lui non è certamente un piccolo gattino. In un primo momento, il gatto che salta giù dal bidone dell’immondizia, attira la sua attenzione, ma poi lo ignora e si allontana.
Michael avanza su una strada urbana, improvvisamente battuta da forti venti che trasportano dell’immondizia verso di lui. La scena potrebbe essere sia una metafora sia una allegoria, di certo una profezia come è gran parte suo lavoro, egli rimane immobile, mentre i venti del destino o l’opinione pubblica o il fato, soffiano la spazzatura nella sua vita e su di lui. E ancora una volta lui guarda dritto nella telecamera e ci guarda negli occhi. Invece di indietreggiare o accovacciarsi o trasformarsi alla sua forma animale, comincia a danzare. Lui ci vuole dire che ciò che incarna lo fa, perché accetta il suo destino e sceglie di ballare la danza?
Michael inizia la “Panther Dance” con la tap dance, un genere di danza particolare. Il contesto storico della tap dance è molto importante per gli afroamericani. Il negro considerato non del tutto umano o solo in parte (3/5) di un vero essere umano, dai bianchi era soprattutto apprezzato per svolgere i lavori più pesanti, i ruoli della servitù ed era oggetto di divertimento, come nell’innata ridicola tap dance, una danza estremamente umiliante per le persone negre.
Questa danza, il cui scopo era di ridicolizzare gli schiavi, era nata con l’ascesa dei “blackface comedy” e successivamente divenne la danza principale negli spettacoli Vaudeville. Attori bianchi si truccavano i volti per assumere le sembianze stilizzate di uno schiavo nero e imitavano una sorta di danza, che alla fine si era evoluta in tap dance. La tap è una combinazione di molte forme di danza etnica e ritmo, ed è stata appositamente creata per imitare gli schiavi neri, prendersi gioco di loro e umiliarli. La danza della tap dance era diventata poi una forma d’arte nelle mani della cultura nera e aveva caratterizzato artisti come Sammy Davis Jr., ma le sue origini sono razziste e sinistre.
Michael mentre “balla per noi”, ad un certo punto affonda i piedi in una pozzanghera e spruzza dell’acqua – forse getta acqua sul divertimento? Sta facendo il guastafeste? L’acqua ha un grande significato metaforico, allegorico, archetipico e alchimico, ognuno dei quali fa riferimento al profondo o alla profondità della psiche umana. L’acqua è stata anche un elemento importante in una delle più memorabili scene di Gene Kelly nel film “Cantando sotto la pioggia”. Michael fa fluire un altro ruggito di pantera per sottolineare il dissenso di dover danzare o seguire le regole della tap dance.
All’improvviso e inaspettatamente, Michael fa un radicale movimento e comincia la sua danza autoerotica che coinvolge inconfondibilmente le zone erogene. Nella scena è grintoso, scioccante, radicale, e questo ha sorpreso molte persone, ma in verità è un tipico atteggiamento di Michael Jackson, infatti prima di catturare la nostra attenzione, ci offre una situazione intrigante e misteriosa. Noi non possiamo credere ai nostri occhi (e a quanto pare neanche il regista John Landis) quando, Michael, senza mezzi termini, dice che lui è un uomo, con passioni sessuali ed è molto, molto arrabbiato. A questo punto non ci può essere alcun dubbio circa il vigore del suo corpo e il significato di ciò che fa qui dopo i giochi d’acqua, sulle nostre teorie che trascendono la razza, gli standard e le aspettative.
Smorza la tensione portando in scena un tributo e un chiaro riferimento a Gene Kelly “Cantando sotto la pioggia”, dove il personaggio è una star della musica e porta con sé un ombrello. Lui ci sorprende portandoci completamente fuori contesto. Il lampione nella strada e il set è simile al film del 1958, che somiglia in molti modi alla vita di Michael. Michael, fan di Gene Kelly ha incorporato nel suo lavoro scene di altri suoi importanti film. Danza vicino al lampione e calcia quello che sembra essere una bottiglia di birra, è questo forse un piccolo messaggio del suo disprezzo per l’alcol? La sua sensibilità di utilizzare messaggi importanti per trasmetterli ai giovani con il suo lavoro è cosa ben nota. Inoltre, Michael non faceva uso di alcool, non gli piaceva bere e andare nei club.
Il segmento successivo di Black or White per la sua violenza esplicita e riferimenti sessuali è stato oggetto di forti critiche. L’ambientazione è, ovviamente, una zona povera di una città urbana con un’auto abbandonata. Le auto abbandonate sono una caratterizzazione del ghetto, spesso disseminato di vecchie macchine, come il cimitero degli elefanti o un cimitero pieno di ossa. Il film originale era senza epiteti razziali, aggiunti dopo, per giustificare la violenza o dare contesto alla rabbia e alle azioni aggressive nella danza di Michael. Dal momento che non avrebbe potuto spiegarlo in altro modo, tali epiteti aggiunti all’arte spiegano l’incarnazione della rabbia di Michael, ma il vero motivo era quello di rappresentare quel tipo di rabbia? In questo particolare scenario?
In generale la natura di Michael è stata vista innocua e non ha suscitato polemiche, Prince, un altro genio musicale e suo acerrimo antagonista, al contrario era il classico ragazzaccio. E al fine di consegnare il suo messaggio sul razzismo, gli stereotipi e sul fatto che siamo tutti una sola razza umana, in primo luogo bisognava attirare la “loro” attenzione. Lui è riuscito a catturare l’attenzione del mondo, quando ha capito che fare qualcosa di controverso induceva la gente a parlare e vociferare. Ha capito la potenza del materiale oltraggioso, del dramma e lo ha usato a suo vantaggio per fare affermazioni audaci. E questo è stato efficace fino a quando la cosa gli sfuggì di mano un paio di anni più tardi.
Il mondo non aveva mai visto Michael violento o arrabbiato, lui che era stato il più amato dei Jackson Five e Motown, e questo fu sbalorditivo per la gente. Le critiche si focalizzarono soprattutto sulla violenza senza un apparente motivo, così, in seguito aggiunse nel video gli epiteti razziali ai vetri per giustificare la rabbia e gli atti di vandalismo. Molte persone non hanno capito la parte più importante o il messaggio, e ha dovuto rendere tutto più chiaro aggiungendo le scritte sui finestrini dell’auto e vetrine.
Nella zona di Los Angeles, agli inizi del 1991, era scoppiata una sommossa a sfondo razziale a causa del pestaggio di Rodney King da parte di diversi agenti della polizia. L’episodio innescò violenti disordini con forti proteste nei confronti del dipartimento di polizia locale, accusato di esercitare metodi brutali soprattutto con le persone nere. Michael stava sostenendo la legittimità, ma gran parte non la interpretò così. La parte più importante non è stata compresa da molta gente e altri ancora non hanno recepito il messaggio e hanno reagito con rabbia per ciò che hanno visto, un uomo nero con veramente troppo potere e troppa influenza.
In questo segmento, quando Michael danza sopra il tetto dell’auto, è particolarmente suggestivo, aiutato dalla complicità della telecamera che inquadra in primo piano le sue mani, le dita e i movimenti di esse sul corpo. In un’epoca che già considerava gli uomini neri come decriminalizzati e ipersessualizzati, questa parte del video è un palese provocatorio insulto e una declamazione satirica con un pizzico di un’audace protesta.
Se le signore di mezza età rimasero scioccate, gli uomini erano arrabbiati per le buffonate di Michael e molti di essi erano ancora presunti razzisti. Come osa questo Negro (epiteto) diventato bianco, influenzare una intera generazione, non solo di giovani neri, ma bianchi! E per finire in bellezza – la sua sfida continua e chiude la zip dei pantaloni proprio difronte all’obiettivo della macchina fotografica! In una società ancora pseudo puritana, un uomo nero il cui aspetto sembra essere bianco, osa mostrare il suo sex appeal ai giovani bianchi, e in più il coraggio di mostrare, in primo piano, il mito Mandingo del maschio nero ipersessualizzato. Poi scaglia il bidone dell’immondizia e si abbandona in una danza di strada, muovendo il corpo in un modo così espressivo, animalesco e disinibito, che si riferisce a perdere il controllo rispetto al senso di costrizione che permea il mito. Sicuramente, questo deve aver lasciato alcune persone estremamente a disagio e altri contorcersi, come hanno completamente recepito il messaggio sublimale contenuto, benché non fossero ben consapevoli di che cosa significasse.
Dopodiché, esprime chiaramente, che potrebbe essere un animale, che non è asessuato e non si conterrà, lui lo dimostra continuando a danzare tra giochi d’acqua, si trappa la maglietta e distrugge lo stemma: “Royal Arms”, che appare come l’insegna al neon di un hotel. La scritta “Royal Arms” si riferisce a qualcos’altro? Forse ha qualcosa a che fare con Inghilterra? Che cosa potrebbe essere? Cosa vuole indicare con il simbolo “Royal Arms”? L’epiteto “Wacko Jacko” è stato coniato in Inghilterra e il simbolo “Royal Arms” cade a terra ed è completamente distrutto in Black or White.
Ci sono testimonianze storiche, che artisti sconosciuti o di strada hanno raffigurato l’emblema “Royal Arms” nelle chiese. In questo contesto “Royal Arms” era riferito allo stemma reale britannico e incorporava un leone e un unicorno su uno scudo. È interessante notare che nell’arte, questi stemmi Royal Arms, di artisti sconosciuti, non sono riconosciuti. Purtroppo riguardo l’immagine al neon dell’hotel, difficilmente potremo sapere a quale significato stava pensando Michael.
Tuttavia, ci sono alcune analogie alla canzone Sound of Silence di Simon e Garfunkel. Nella lirica, c’è un riferimento a camminare da solo per le strade acciottolate nell’alone della luce dei lampioni. Parla anche di gente che si inchina e prega al Dio neon che avevano creato – ma l’insegna proiettò il suo avvertimento sulle parole dei profeti che sono scritte sui muri delle metropolitane e delle case popolari. La canzone dice che la gente parla senza comunicare, che sentono senza ascoltare e amplifica il silenzio. Qui nessuno osa disturbare il suono del silenzio o essere in grado o non sceglie di parlare. Sound of Silence è una canzone con cui il giovane Michael è cresciuto. Ha forse voluto inserirla nel video?
Alla fine della sua furia distruttiva, Michael si guarda intorno, fa una smorfia per i danni che ha fatto e si trasforma di nuovo in una pantera. Quindi si allontana lungo la strada del quartiere ancora nel buio della notte.
Tale drammaticità è smorzata con un breve cameo di Bart Simpson, il padre dei cartoni animati con la stessa mentalità di questa spazzatura, una perdita di tempo e un telecomando in modo che possiamo vedere che è tutto solo un’illusione e che, se ci sconvolge, possiamo semplicemente spengere tutto … Click.

Parte 8 di 8

m27bCi sono volute più delle previste tre parti per raccontare la storia completa del cortometraggio Black or White di Michael Jackson. Ma, senza il contesto storico, in effetti è impossibile comprendere l’importanza del lavoro di Michael in questo video. E conoscere il significato del mutaforma, della pantera come animale totem e il persorso sciamanico è anch’esso fondamentale. Michael Jackson era uno sciamano di una realtà rara di questo sono certa. Ma lui lo sapeva? La domanda è interessante. Riferimenti e temi sciamanici possono essere trovati in tutto il lavoro nei film.
Nel cortometraggio di Ghosts, lo sciamanesimo e alcune tecniche sciamaniche sembra che siano conosciute solo da praticanti sciamani. E la sua conoscenza di Siddhi, della tradizione indù è anche evidente. Michael, fino a che punto ha approfondito la sua conoscenza? Beh, lui presumibilmente aveva circa 10.000 libri nella biblioteca privata a Neverland e gli amici hanno detto che quando hanno trascorso del tempo con lui, Michael aveva diversi libri allineati in fila, segnati, e li stava leggendo tutti allo stesso tempo.
Naturalmente farò ulteriori ricerche sul lavoro di Michael Jackson, in modo da poter arricchire la nostra conoscenza su questo geniale e prolifico artista. Riconoscere che Michael, è stato il primo artista, che ha basato tutto il suo lavoro su standard superiori, il suo genio e l’attore/cantante, si può capire la sua entità di uomo e il suo lavoro in un nuovo e sorprendente profondo livello, che è intrigante come stupefacente. Michael era un messaggero planetario.
Spesso, egli ha detto di essere un “messaggero” e noi tutti anche. Questo è un riferimento al compito di vita, e il suo era importante. Storicamente, Michael sapeva anche dove adattarsi perfettamente nella cultura e società, ma nella maggior parte dei casi non lo ha fatto. Nel corso dei miei studi su Michael, ho imparato che lui non ha mai fatto nulla senza pensare molto bene a ciò. Inoltre, gli piaceva scherzare, dire barzellette ed aveva una certa familiarità con l’umorismo e l’ironia. Sembra che si deliziasse a nascondere le cose in bella vista, ed era un maestro del doppio senso, non solo con le parole, ma delle immagini. Di certo dovremo studiare Michael Jackson, ancora per molto tempo prima di scoprire e decodificare il suo lavoro.
Il video di Black or White, è stato rilasciato in un anno molto importante per il movimento dei diritti civili. Cresciuto in una delle prime famiglie nere americane, che hanno dato la loro vita nella lotta per i diritti civili, Michael sapeva ciò che la cultura poteva e non poteva assimilare e quello che poteva o non poteva sopportare. Ecco perché alcuni messaggi li ha scritti in codice. Una volta adulto ha capito il potere della sua celebrità e l’influenza nella cultura, Michael è diventato più consapevole nel lasciare un contributo alla sua razza, specie e mondo – tutto ciò ne ha fatto una seria questione personale.
Michael ha anche studiato la disciplina della magia e la metafisica, quindi, è lecito pensare che abbia appreso lo sciamanismo o abbia almeno avuto un contatto con esso. Già in precoce età, Michael aveva una buona conoscenza di questa materia, si può vedere nella sua sceneggiatura e regia del video Can You Feel It, da giovane con i suoi fratelli, i Jackson Five. Il film è ricco di simboli e di un profondo significato metafisico. Questa affinità, che Michael ha per la metamorfosi, da dove arriva? Di solito una tale passione si ha quando è scritta nelle ossa. Era innata in lui? Geni si nasce? Il suo destino era scritto nel DNA?
Secondo una teoria, c’è la credenza che Michael sia la reincarnazione di Mozart, con molte analogie nelle loro vite. Un’altra teoria ipotizza una precedente incarnazione di antiche sembianze, forse, nella Valle dei Re. Potrebbe essere stato Tutankhamen o Akhenaton rivisitato? Loro sono stati Re e anticonformisti. Questo potrebbe spiegare l’affinità di Michael con l’Egitto e il video Remember the Time. La religione cristiana di norma non accetta il concetto della Reincarnazione, nonostante il fatto che tre quarti della popolazione mondiale creda in esso e faceva parte del Cristianesimo originale. Sì, i primi cristiani credevano nella Reincarnazione perché era chiaramente trasmessa nella Bibbia. Poi è stata dichiarata anatema, eresia e nel 553 d.C. per decisione di papa Vigilio a Costantinopoli e per volere dell’imperatore Giustiniano, sparì dalla religione cristiana. Quando ho visto una nota manoscritta di Michael, che ora non sono in grado di trovare, mi sono molto meravigliata, perché sembra indirizzata a una donna di nome Ankhesenamun, che era moglie di King Tut. Alla fine, trovo intrigante pensare alla possibilità di altre vite prima di questa, anche se non c’è nessuna certezza.
In questa incarnazione, però, Michael è un combattente per la libertà. Il suo operato è pari a quello Martin Luther King e altrettanto prolifico, se non di più, perché più duraturo. Ma, nella cultura, la sua influenza non è riconosciuta, tuttavia l’ha esercitata. Lui lo sapeva e ha sfruttato il suo carisma e la sua posizione sociale per portare avanti il suo contributo. Il progetto divino, a quanto pare, era qualcosa di molto reale per Michael e vide la sua missione di vita come indissolubilmente legata ad essa. A quel tempo, chi avrebbe potuto dirlo? Forse, si potrebbe immaginare che il suo destino era già scritto, come per ognuno di noi. Questo potrebbe essere vero. Ho anche il sospetto che lui sapesse che un giorno, qualcuno avrebbe riconosciuto il suo ruolo e spiegato la sua missione. Gli indizi che ha lasciato sono evidenti come il suo stesso lavoro.
Non è stato giusto per Michael, né per il mondo, ostacolare un prolifico umanitario, la cui intenzione era di supportare la condizione umana, dalle sue ingiustizie, i mali sociali. Lui si era posto come un messaggero globale, ancora prima che qualcuno capisse e ciò che significava e molto prima di essere una grande celebrità.
Michael era un romantico con una empatia fuori del comune, e il suo punto vulnerabile era di non essere in grado di prevedere la peggiore delle situazioni e la risposta del pubblico a qualunque cosa avesse scelto di fare. Le cose che erano un fatto conosciuto o logico a lui, non lo erano per le persone in generale, perché nessuno poteva eguagliare la sua esperienza, non c’era nessuno come lui e nessun modo di vita simile alla sua. Se fosse stato così coraggioso, in particolare come lui era sul palco, un eloquente oratore o qualcuno con la capacità di comunicare e riflettere fedelmente la sua identità, non sarebbe stato così fragile. A causa della sua grande fama, è stato un facile bersaglio e sfuggente, così in alto, in cima a questa “torre d’avorio”, che era diventata la prigione della sua vita. Parlava con voce delicata, ed era: androgino, misterioso, mitico, geniale e visionario e non poteva essere classificato o definito in nessuna categoria.
Anatema alla proverbiale “rock star”, non ha fatto uso di droghe, assunto alcolici o portato a letto donne in modo indiscriminato. Michael, letteralmente non poteva difendersi, mancandogli le capacità necessarie ed era inesperto circa i modi del mondo, perché aveva vissuto al riparo dalla gente meschina e minacciosa. E le persone vicino a lui, assunte per questo compito erano più preoccupate a giustificare e mantenere le proprie posizioni, che difendere l’onore di Michael. Difficilmente si può cancellare, una qualsiasi etichetta che ha discreditato la reputazione. Una volta individuato il “tallone d’Achille” è facile diventare vulnerabili.
Chiamare qualcuno, soprattutto se stesso “incompreso,” benché possa essere la verità, è percepito come un pretesto dai cinici, che comprende la maggior parte della popolazione. Dopo tutto, chi ha mai sentito parlare di una rock star che vuole guarire e salvare la gente? O una rock star che nel tempo libero, durante il tour, visita ospedali per bambini malati o morenti? “Oh! C’è Michael Jackson, che sta cercando ancora di salvare il mondo!” è stato il grido cinico ogni volta che ha promosso una nuova missione.
Michael Jackson è stato un musicista e un attore molto convincente, che le persone hanno dimenticato che era solo un ruolo e non l’essenza di un uomo. All’inizio della sua carriera artistica, Michael ha lavorato in televisione interpretando numerosi personaggi in tantissime scenette e ha recitato in un film nel personaggio di uno spaventapasseri. Più tardi, quando ha messo in scena durante una sua performance, il personaggio di un guaritore/salvatore, la gente lo ha accusato di porsi come un messia. Il messaggio “questo è quello che dovremmo essere: abbracciare i bambini e abbracciare la nostra razza come dei guaritori e benefattori” non è stato capito. Il mondo semplicemente non era pronto.
Il mondo che non l’ha compreso ha riso di lui, il mondo che si è sentito minacciato da lui ha tentato di distruggerlo.
Era una minaccia per la società e l’ordine sociale di quel tempo? Immagino che i Jackson Five siano stati monitorati da vicino da alcuni, soprattutto dopo la loro canzone Man of War rilasciata nel 1977. La canzone dice: “invece della guerra, perché non studiare la pace?” Questa linea di testo si riferisce alla canzone Freedom Medley del gruppo Peter, Paul and Mary, che ha la linea “non ho intenzione di studiare ancora la guerra” e “vinceremo”. Peter Paul and Mary avevano tre album al vertice della classifica la settimana che il presidente John Kennedy fu assassinato, a novembre del 1962.
Se l’FBI stava spiando l’organizzazione delle Pantere Nere e John Lennon – combattenti per la pace e la libertà, nonostante il trattamento della storia, forse l’hanno fatto anche con Michael. Era troppo potente per non essere controllato e aveva molta influenza sui giovani e la cultura per non essere osservato. Il fatto che Michael, come cantante è stato amato per tanto tempo nella musica fino a quando Black or White è stato rilasciato, fa riflettere. Loro gli perdonarono di aver indossato gli abiti di duro e le parole del coro di Bad. Bad, a quanto pare, non era visto un album con riferimenti politici, o almeno non in modo così sinistro per la politica. Ma, Black or White in sintonia con la cultura, è chiaro nella sua violenza, e la dichiarazione politica. Fino al suo rilascio nel 1991, Michael è stato accettato come una forza nello scenario musicale, ma non necessariamente una minaccia.
Black or White ha cambiato tutto. Era potente, evocativo e un po’ arrogante. Lui chiaramente ha detto: “Io sono forte, sono una voce e una presenza, ora preoccupatevi di me!” Black or White è stato rilasciato nell’autunno del 1991 e le prime accuse di cattiva condotta con i bambini sono iniziate nella tarda primavera del 1993, poco più che un anno dopo.
L’etichetta e le accuse hanno agito come il Velcro, nonostante la sua piena assoluzione – di quattordici capi di accusa. Come può succedere questo nel mondo? E perché? Bene, io penso che la ragione, la motivazione e la spiegazione sia tutta documentata per il mondo intero, a mio parere, è tutto lì, in Black or White.
FINE
Fonte: http://www.innermichael.com/2011/05/black-or-white-the-final-word/
Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON
– Vietata la riproduzione anche parziale in un altro sito Web, metti un link diretto a questo post. Grazie.

DMCA.com

Annunci

2 thoughts on “– Black or White – (Parte 3) – By Barbara Kaufmann

  1. Pingback: - Black or White – (Parte 2) – By Barbara Kaufmann | ONLYMICHAELJACKSON

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...