– Estratto da Earth Song: Inside Michael Jackson’s Magnum Opus – By Joseph Vogel


(La Creazione di HIStory)

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Pubblicato:13 dicembre 2012
Nel gennaio del 1994, quando la registrazione di HIStory è iniziata presso la Hit Factory di New York, Jackson era veramente entusiasta di tornare finalmente a lavorare su Earth Song. Era sicuro che la canzone avrebbe trovato un posto nel nuovo album. L’unico problema era come renderla ancora migliore e cercare un aiuto nella formazione della versione finale.
Come si è rivelato, Jackson era abbastanza soddisfatto del demo, che aveva sviluppato con Bottrell durante le sessioni di Dangerous. La lunghezza del brano, l’arrangiamento e la produzione è rimasta in gran parte la stessa. Tuttavia, sono stati aggiunti alcuni elementi fondamentali, soprattutto al culmine della canzone.
Jackson si è rivolto al famoso “hitmaker”, David Foster per aiutarlo a completare la canzone. Premiato con sedici Grammy, Foster ha lavorato con leggende come Chicago, Barbara Streisand, Whitney Houston e Celine Dion (aveva anche fatto una piccola collaborazione con Jackson nel 1978 durante le sessioni di Off The Wall). La sua specialità sono le canzoni melodiche lente e dolci, tuttavia nonostante il suo lavoro in questo stile musicale si è accreditato anche una reputazione esibizionistica con produzioni fastose. Nel 1985, il magazine “Rolling Stone” l’ha definito come il “maestro … ampolloso kitsch.” In stile di produzione, è quasi l’esatto opposto di Bill Bottrell. Jackson, però, sapeva di che cosa aveva bisogno e quali erano le competenze di Foster che avrebbero portato un beneficio al suo lavoro. Per Jackson, il ruolo di un produttore non era quello di modificare la canzone, ma piuttosto aiutarlo a finalizzare i dettagli e in modo particolare quello che lui voleva. Nel caso di Earth Song, non c’era bisogno di una revisione, solo delle piccole rifiniture.
Foster, a sua volta ha portato nel team, il talentuoso Bill Ross, che con l’orchestra ha conferito alla canzone un suono più pieno, più potente, soprattutto nella parte degli ottoni impetuosi. “L’orchestra ha rafforzato l’effetto drammatico”, ha detto l’ingegnere, Rob Hoffman. “Ha fatto di questa bellissima canzone una vera e propria epopea”.
Un’altra importante aggiunta è stato il blues di chitarra di Michael Thompson, un chitarrista di sessione molto apprezzato. Prima di Thompson, David Foster aveva offerto il ruolo a Eric Clapton, ma o Clapton o Jackson (o a entrambi) non è piaciuta l’idea. È possibile che Jackson fosse rimasto sconcertato dalla passata reputazione razzista di Clapton. Thompson, tuttavia (che aveva lavorato con David Foster e Clapton), si è rilevato perfetto per il lavoro. Il suo fraseggio blues risuona tra il canto sofferente di Jackson in modo splendido.
Nel 1994 alla Hit Factory, una nuova versione di Earth Song è stata completata. La maggior parte dei collaboratori di Jackson pensavano in quel momento, che la canzone era finita. Sebbene Jackson fosse contento dei molti miglioramenti apportati, tuttavia, non era ancora completamente soddisfatto.
Nella primavera del 1995, quando la registrazione è stata nuovamente trasferita nello studio Record One a Los Angeles, Jackson e il suo team si è concentrato sulle sfumature finali. Matt Forger ha stimato che sono stati usati un totale di circa 40 nastri multi-traccia. “La registrazione è passata attraversato vari formati. È iniziata su un nastro analogico di 24- tracce, per poi essere commutata in digitale. La complessità e la quantità di lavoro investito è semplicemente sbalorditivo.”

– Foto scattata allo Studio “Larrabee” nel 1995 – Album HIStory –
In seconda fila in piedi a sinistra: Craig Johnson (programmatore computer, assistente direttore tecnico), Andrew Scheps (batteria, programmatore di sintetizzatore, tastiere ed effetti speciali), Rob Hoffman (chitarra, sintetizzatore, tecnico del suono), Brad Sundberg (tecnico del suono), Matt Forger (tecnico del suono, direttore tecnico).
Nelle sessioni di HIStory Michael Jackson ha registrato con diversi ingegneri, tra cui Rob Hoffman, Brad Sundberg, Forger Matt, Bruce Swedien e Eddie Delena.
Jackson si è affidato al “mago del suono”, Bruce Swedien, per registrare di nuovo le sue parti vocali da solista. Per catturare l’immediatezza e l’intensità che Jackson voleva, Bruce Swedien ha registrato con un microfono Neumann M-49 (invece del suo usuale SM7) e ha messo Michael “il più vicino fisicamente possibile al microfono, eliminando così quasi tutti i primi riverberi del suono. Non ho usato nessuno schermo. Ho cercato di disporlo il più vicino davanti a questo incredibile vecchio microfono.” Il risultato è stato sensibile, ma palpabile.” Il vero scopo di registrare musica – è preservare l’energia fisica della musica e il messaggio musicale in sé”, spiega Swedien.
Jackson ha registrato le linee finali del coro nell’ultima sessione, dal momento che nel fine settimana stava per “uccidere la sua voce” nel processo. Michael ha detto agli assistenti tecnici, Eddie Delena e Rob Hoffman: “Mi dispiace, ma non credo che questo fine settimana nessuno di noi andrà a dormire. C’è molto da fare, perché lunedì mattina la registrazione andrà a Bernie (mastering Grandmenu).”
Nel corso dei successivi giorni, Jackson e un nutrito piccolo gruppo d’ingegneri, hanno dormito in studio, mangiato e respirato solo con la musica.” È rimasto per tutto il tempo in studio”, ricorda Hoffman, “ha cantato e miscelato musica. Durante questo periodo ho avuto modo di godere alcuni istanti tranquilli con lui. Una sera stavamo parlando di John Lennon, mentre si preparava a cantare l’ultima parte vocale del suo canto – gli acuti liberatori finali di Earth Song. Gli ho raccontato la storia di John Lennon quando cantò Twist and Shout pur avendo la voce rauca, e sebbene la maggior parte della gente credeva che gridasse per creare l’effetto, in realtà era la sua voce che stava cedendo. L’aneddoto gli è piaciuto molto, e poi è andato a cantare lasciando l’anima nella sua interpretazione.”
Com’era sua abitudine, Jackson ha cantato in quella notte con tutte le luci spente. Bruce Swedien e il suo team di assistenti non vedevano niente dalla sala di controllo. Tuttavia il ‘boato’ proveniente dall’oscurità era sorprendente: era come se Jackson incanalasse con dolore, veemente e profetica voce l’energia attraverso i polmoni della terra, che esprime tutta la sofferenza del mondo.
I presenti al momento della registrazione, hanno ammesso che i loro capelli si drizzarono …
Fine
Fonte: http://www.joevogel.net/
Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON
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