– Michael Jackson: The Dancer of the Dream – Prima Parte –


Michael Jackson è stato un grande ballerino, unico, di eccezionale talento. Amor (Lubov Fadeeva), ballerina professionista di flamenco e coreografa, analizza il suo contributo all’arte della danza in questo emozionante articolo.

Michael Jackson e la danza – è un argomento così vasto come lo Spazio. È impossibile parlarne senza toccare le questioni universali dell’arte della danza, ma cercherò di spiegare le relazioni, per quanto possibile, al fine di raccogliere tutti gli elementi delle varie espressioni, in modo da poter comprendere l’intera immagine…
Per me, la danza – è una forma d’arte universale, sublime e pura, allo stesso livello della musica, la poesia e le arti visive. Tutto il resto – deriva da qualche cos’altro, come i rami di un albero frondoso coltivato da un seme. La danza è pura ispirazione proveniente dal centro dell’Universo, esprimibile attraverso varie forme creative ed espressioni artistiche. La danza – è musica visiva, emozione tangibile a livello immateriale, la danza – è energia spirituale creatrice di tutte le cose. Ecco che fin da piccolissima è stata l’espressione dei miei sentimenti, e proverò a descrivere ciò a parole.
Ricordo come ero felice – ma non sorpresa – quando ho saputo che il libro di Michael era intitolato “Dancing the Dream” – Vi siete mai chiesti come mai il titolo si riferisce alla danza e non al canto o la musica? Non credo che questa sia una semplice coincidenza. La danza ha occupato una parte molto speciale nell’arte di Michael – la più profonda, la più sincera e simbolica espressione della sua filosofia e la sua visione artistica.
Vorrei iniziare ad affrontare questo argomento con la citazione di un libro di Maurice Bejart “Un Instant dans la vie d’autrui”. Bejart apprezzato per la sua esperienza consacrata nel mondo della danza, è un coreografo francese, la più grande personalità del balletto moderno. Innovatore, filosofo e un genio riconosciuto nel campo della danza. È interessante sapere, che Bejart è cresciuto in una famiglia di filosofi, suo padre gestiva una società di ricerca filosofica, e pubblicava una rivista scientifica. Così, Bejar è cresciuto in un ambiente in cui il pensiero umano è stato apprezzato, e durante l’infanzia, fu circondato da opere e libri scientifici. Questo è il motivo per cui, quando divenne un ballerino, la sua arte e l’approccio artistico riflette il suo profondo pensiero.
L’unicità delle idee di Bejart, per me, risiedono principalmente nel fatto che ha proclamato l’arte della danza – del XX secolo. Fondò il “Ballet du XXe siècle”, una compagnia di danzatori di alto livello di successo internazionale. Nella compagnia con Bejart hanno collaborato le star più brillanti del mondo del balletto.
Uno dei capitoli del suo libro è intitolato “Turning Dance into the Meaning of Your life”. Ecco alcuni brani di questo capitolo:
“La danza è stata posta in secondo piano, fino a diventare decorativa, e divertente. Voglio dire, la danza in Occidente, naturalmente. Non è una semplice coincidenza il fatto che la danza sia in una tale posizione in Occidente, perché qui non è solo la danza che è stata trasformata in una farsa.
Ho preso la danza seriamente perché credo che esprima valori sociali e sacrali, ma in primo luogo la danza ha una forte valenza religiosa. Quando la danza è considerata, un rito sacro ed umano, essa svolge la sua funzione. Ma se si trasforma in una forma di divertimento cessa di esistere, lasciando solo fuochi d’artificio in un corteo di ragazze vestite in uniforme, o in un gioco pin-ball, ma non è l’essenza della danza. Riferendosi agli anni Ottanta – è come sfondare una porta aperta, ma negli anni Cinquanta, la porta era saldamente chiusa.
In nome di Dio è nato questo tabù – una sorta di vergogna e paura del corpo, il corpo fisico dell’”anima”, il cristianesimo ha respinto la danza, mentre la stessa religione ha ispirato la costruzione delle cattedrali! Esclusa dalla religione, da cui era nata, la danza occidentale, condannata come sensuale entrò a far parte di una forma di cerimonia galante. Senza alcun legame con la religione, la danza ha instillato un buon comportamento nel senso peggiore della parola….
Ma dove è finito il rituale? La necessità di partecipare alla sacralità di entrambe le dimensioni – verticale e orizzontale, sacro e sociale ?
La comparsa di Diaghilev con i “Balletti russi” all’inizio del secolo fu rivoluzionario per le nuove idee estetiche. Allo stesso tempo, la danza necessitava di una rivoluzione etica, ma l’innovazione estetica fu un grande passo avanti! Grandi musicisti come Stravinsky, finalmente hanno cominciato a comporre musica per la danza. Artisti del calibro di – Picasso, Derain, Braque – hanno lavorato su scenografie e costumi. E in modo sorprendente si impone lo scenografo come, Léon Bakst.
Il pubblico occidentale istintivamente ha sentito un gran bisogno della danza, che non fosse stata privata della sua essenza. L’aspirazione all’unità dei giovani, giustamente, è arrivata con nuovi rituali nel rock, pop music o “disco”. Ogni generazione deve creare i propri rituali. I rituali dei nostri genitori erano morti e perso di significato.
L’innovazione nella danza – ormai non è più un problema estetico. Sentiamo un forte bisogno di risolvere le questioni sociali, e la percezione del mondo. Non abbiamo più bisogno di dire nulla sulla danza – essa però ha molto da dire su questo argomento!
Io sento dal profondo del mio cuore, ogni giorno che passa, ho la certezza – che la danza è l’arte del XX secolo.

Verrà un giorno in cui tutti potranno danzare. “

– L’essenza dell’unicità –

Fin dalla mia infanzia – la danza è stata una sorta di religione per me, se non un credo nella sua forma più pura. Ogni arte in sostanza svolge il ruolo del culto, e il ruolo di mentore spirituale, e altri ruoli che uniscono alla religione, in misura diversa per ogni arte. Ma in questo caso la danza ha un ruolo speciale. Non voglio coltivare l’idea che la danza debba sempre trasmettere qualcosa di religioso, ma va tenuto presente che la danza è storicamente nata dalla religione. Il suo ruolo originario – era spirituale, e non semplicemente “decorativo”, come viene giustamente rilevato da Maurice Bejart.
Quando la gente ammira Michael Jackson, qualcosa di meraviglioso accade. Possono godere di un momento in cui la danza rivela loro qualcosa di eccitante e incomparabile. Chiunque guardi alla danza di Michael in modo serio, nota certamente, l’unicità in questo artista misterioso, che rende la sua arte inimitabile. Milioni di persone hanno appreso alcuni di questi movimenti e passi distintivi di Michael, ma nessuno è in grado di eseguirli fedelmente come lui. Pertanto, ogni singolo sforzo per imitarlo è destinato a fallire, anche da parte di ballerini professionisti. Agli occhi degli appassionati di Jackson ogni impersonator è solo un sostituto.
Così, la grande moltitudine di omologhi di Michael, che imitano i suoi passi di danza, sono il sacrilegio puro. Riconosciuto per ogni percettibile sfumatura, per non parlare della sua immane energia irradiata, la presenza fisica e l’espressività di Michael sul palco non può essere emulata. Sebbene, un brillante ballerino si appropri degli stessi elementi di danza, è impossibile replicare l’essenza di Michael. In questo senso, le persone che imitano lo stile di Jackson, come variante di base per le loro prestazioni individuali non ha nessun valore aggiunto. Al contrario, tutto risulterebbe più interessante, fresco e sapiente, di tentare di riprodurre i suoi movimenti con precisione, cosa fisicamente impossibile nella danza. L’unicità di Jackson non si può ripetere, copiare o imitare – così come qualsiasi altro grande ballerino.
Che cos’è esattamente che rende così unico Michael? Come mai i suoi sensuali movimenti di danza, che mai trascendono nella volgarità, sono sempre stati considerati controversi e continuamente criticati, mentre raramente sono considerati scandalosi negli altri artisti? Perché, invece non considerare inestimabile il suo contributo all’arte della danza, in modo da comparare questo artista con i più grandi maestri della danza?
Prima di tutto bisogna dire che le qualità fisiche e motorie di ogni ballerino sono uniche: ci sono alcune somiglianze, ma sono talmente tante le caratteristiche speciali, che non sono suscettibili di analisi. Nello stesso modo non è possibile analizzare ogni singola “molecola danza” in ciascun corpo umano vivente. L’insieme di questi piccoli dettagli e le particolari caratteristiche riflettono uno stile di danza individuale, inimitabile. In alcuni, questa individualità (linguaggio personale) è meno visibile, mentre altri eccellono sul palco dal loro primo passo. È per questo motivo che nessun imitatore può copiare o sostituire tale ballerino vibrante come Michael Jackson, e la sua interpretazione, non può essere convincente per coloro che hanno familiarità con lo stile di Michael.
Questa unicità non solo risiede del linguaggio personale, ma in ogni essere umano come individuo unico e diverso. La scienza ha sviluppato la clonazione, ma anche un clone non può essere una copia perfettamente accurata all’originale, come i gemelli non sono persone identiche. Pertanto, un uomo con i suoi caratteri specifici non può essere un clone di qualcun altro. Ad un certo punto, emergerebbero esattamente le differenze, anche se l’imitatore è spiritualmente vicino all’interprete originale. Pertanto è un’utopia pensare di creare l’illusione di una completa somiglianza, copiando perfettamente le peculiarità individuali in una danza.
A questo punto, dopo aver parlato dell’unicità della natura umana, vorrei passare al tema principale, a me più vicino: l’unicità artistica.
Permettetemi di tornare all’inizio del mio intervento – quando dico che Michael, come ogni vero ballerino vivido, si distingue per il sua essenza spirituale e l’approccio spirituale alla danza. La sua danza esprime nel senso più vero la componente religiosa, accennata in precedenza – ma non nel senso di appartenenza ad una fede religione e dottrina, ma nel senso di un approccio spirituale ed emotivo.
In primo luogo, Michael Jackson non è solo un performer, è – il creatore della sua danza. Non è qualcosa che semplicemente ha imparato imitando il coreografo. Anche quando la danza è costruita su una coreografia, rimane il creatore: la danza proviene dal suo paesaggio interiore, non da altre persone, indipendentemente da chi ha collaborato alla sua preparazione.
Nei suoi progetti sono stati coinvolti molti coreografi e ballerini, ma il corpo di ballo e Michael – sono sempre due cose completamente diverse, nonostante i ballerini siano eccellenti e professionali. Egli emerge sempre per il suo stile di ballare, così come per la sua particolare capacità di esprimere i sentimenti.
Nella danza, Michael è costantemente nel flusso di libera composizione creativa. Va notato che anche i gesti compiuti ripetutamente in una sequenza di danza, non sono mai meccanici, come un disco incantato. No, in nessun caso, se vuole, in qualsiasi momento è in grado di continuare con la libera improvvisazione: sempre in sintonia con il suo stile personale, ogni volta, rivelerà nuove sfaccettature del suo immenso potere creativo. Questo è qualcosa che nessun sosia può ripetere. Solo colui che ha creato la danza può espandere i movimenti naturalmente, innovare e improvvisare liberamente, e rimanere se stesso. Nessuno altro può immergersi in questo territorio divino. Perché, questa è la sua personale dimensione, come ognuno di noi ha il proprio corpo e il proprio posto nel mondo.
Michael Jackson si distingue radicalmente da tutti gli artisti della sua generazione, e quelle successive. Le persone dicono spesso, che molti artisti pop si ispirano a Jackson, perché ha creato un modello di riferimento. Tuttavia, in gran parte non sembrano aver bene assorbito la sua filosofia. Michael si distingueva per la sua fede assoluta in ciò che stava facendo. Era perfettamente sincero, virtuoso e stimolante artista, mentre i moderni cantanti pop, principalmente somigliano a bambole divertenti ben congegnate, non entusiasmanti artisti.
Non sono in grado di spiegare il motivo di questo fenomeno, però non credo che sia da ricercare nella completa assenza di talento, piuttosto, nel fatto che il processo del pop ha fabbricato un ideale glamour, una volta per tutte. Soprattutto, le nuove “star” somigliano all’immagine stereotipata della Barbie: tutte – belle e di talento, ma non hanno nessuna energia … non succede nulla di interessante. Non c’è nulla che possa impressionarci o sorprenderci, tutte le innovazioni sembrano appartenere al passato. Questa è l’impressione generale.
È davvero triste vedere artisti privi di un vero e proprio processo creativo dal vivo e fanno consapevolmente di loro stessi un prodotto. Un prodotto e non un creatore, neanche un po’. Questo è uno strano modello imposto dall’industria dello spettacolo per la sua fabbrica di star. Ma si sa un genio è tale solo se raro.
Il secondo fattore, forse ancor più importante, è che Michael Jackson – non è fondamentalmente una figura pop. Sì, ha lavorato nell’ambito della cultura popolare di massa, ma la sua modalità di pensiero si discosta dal Pop. Questa è stata la vera tragedia, in cui Jackson, ovviamente, non è da biasimare. Il sistema della cultura pop, da una parte, gli ha permesso di battere ogni immaginabile record di vendite e raggiungere milioni di persone con semplici idee brillanti. Purtroppo, il suo talento è stato costretto a rimanere entro questi limiti, senza rivelare pienamente alcuni interessanti aspetti delle sua arte, non così visibili, e inosservati come non dovrebbe essere dal pubblico.
L’aura del cantante pop ha creato difficoltà per alcune persone di percepirlo seriamente. Un vero peccato. Ma ribadisco, non è colpa sua. L’errore è della percezione limitata della prevalente cultura nella società. Nella figura di Michael c’erano troppe contraddizioni, da essere comprese adeguatamente. Perché ha incorporato caratteristiche diametralmente opposte di tipo convenzionale, radicate nel mito popolare degli stereotipi, che alla fine lo ha portato alle sue crudeli prove e tragica fine.

  – Michael Jackson, Sciamano del palcoscenico –

Quando Michael Jackson ha danzato Billie Jean per la prima volta sul palco, il suo corpo era in estasi. Al pubblico era evidente. Tutti i migliori ballerini e musicisti si perdono, in se stessi, quando creano l’estasi. La più alta forma d’arte è impossibile senza la capacità di lavorare con il subconscio e senza chiave di accesso agli stati alterati di coscienza e l’intuizione. Senza di esse, non c’è arte, ma destrezza da due soldi.
Ma torniamo alla danza come fenomeno storico religioso per ricordare, che il primo protagonista della danza è il saggio sciamanico. È stato il primo professionista in molte altre arti. La danza in origine nasce come forma per connettere l’essere umano alle divinità e spiriti ancestrali. E infatti, la danza – era una tecnica di meditazione, in cui la danza stessa diventava tale. Tramite tamburi o percussioni l’individuo cadeva in uno stato di trance ed altri elementi erano inglobati al fine di compiere il viaggio interiore. Per rendere tutto più suggestivo, la musica era basata principalmente su un ritmo pulsante.
Con lo sviluppo della civiltà, questi fondamenti si sono evoluti in forme nuove, senza perdere il loro valore originario.
Lo stesso si può notare nelle forme di danza classica indiana praticata nei templi, dove le movenze delicate dell’interprete, sono accuratamente studiate e costruite con precisione, ma la natura ritmica di base della danza e la connotazione meditativa rimane la stessa. È importante notare che nella mitologia indiana gli dei stessi erano anche ballerini, pertanto il ruolo della danza era molto spirituale.
Nell’Europa Cristiana, la situazione era diversa. Se è vero, che da una parte, molte usanze pagane fanno riferimento alla cultura del cristianesimo, le festività cristiane e cerimonie sono storicamente radicate nelle religioni pagane e in tempi antichi: simboli, e i rituali – sono stati facilmente interpretati e presentati in modo nuovo. Così, è stato trovato un compromesso tra il nuovo e il vecchio mondo. Tuttavia, la danza fu allontanata dall’ambito religioso, in quanto la chiesa, riteneva fosse un ricordo di manifestazioni pagane, come ha scritto Bejar nel suo libro. A quel tempo, consapevoli del fatto che la danza era radicata nella cultura africana o indiana, era fuori ogni questione dall’essere accettata dalla chiesa. La danza ha comunque subito una certa influenza spirituale, ma relegata al sistema laico.
Come accennato all’inizio, a mio avviso, la danza e la musica – sono la scintilla dell’energia divina che controlla l’universo. Ad esempio, il ritmo – innato in ognuno di noi: è il battito del nostro cuore. Se il cuore non batte ritmicamente, è il segno di una grave malattia. I ritmi musicali aiutano gli uomini a sentire l’armonia dell’universo e sentirsi meglio. Ritmi diversi creano vari stati d’animo, ma ogni ritmo riflette la nostra natura.
Le manifestazioni per eccellenza del ritmo biologico nella vita di un essere umano sono il sesso e la gravidanza. Mentre credo non ci sia bisogno di soffermarsi sul primo, il secondo merita una spiegazione in quanto il nostro stadio prenatale ci insegna qualcosa sull’effetto sincopato, uno dei ritmi musicali più potenti e suggestivi. La sincopatura si verifica quando il ritmo di due cuori non sono sincronizzati: il ritmo più lento del cuore della madre e il ritmo più veloce del cuore del bambino. Pertanto, l’effetto del ritmo sincopato è così benefico su di noi – questo battito di due cuori è lenitivo, perché siamo abituati a sentirlo dal momento che siamo stati generati nel grembo materno.
Credo sia facile vedere che gli effetti delle tecniche sciamaniche e le danze del tempio sono stati incorporati nei nostri spettacoli popolari moderni. Questi hanno gli stessi principi fondamentali: ritmo groove, un pubblico in delirio, e la principale figura centrale, in una danza trascendentale.
Michael Jackson ha introdotto in questo un altro componente importante: il messaggio spirituale. Raggiunge il punto di trascendenza, portando la dimensione del suo lavoro tanto in profondità, come nella canzone Man in the Mirror, dove il messaggio principale – è quello di ispirare le persone a trovare la propria forza interiore per un cambiamento positivo. Non importa se questo non è un rito religioso o di culto, ma è la più potente fluidità emotiva per cambiare le coscienze e la realtà circostante. Questa fede assoluta nel potere dell’arte di cambiare la coscienza e la completa dedizione all’esercizio di questa arte, davvero può fare miracoli per migliaia di persone. E questo è fondamentalmente che distingue Michael dagli altri artisti.
Possiamo dire che, Michael nel suo lavoro cerca di conciliare il cristianesimo e l’arte della danza, entrato nel sua creazione dalla cultura dei neri americani. La canzone Will You Be There – ad esempio, è una preghiera accompagnata da un coro gospel, che, in linea di principio, è sempre legato al movimento, ma Michael nella messa in scena del suo spettacolo va oltre: ha aggiunto un corpo di ballo, una ginnasta e un angelo con le ali, che scende sulla scena dall’alto. Ci vuole dire che la Chiesa è un mistero, tradotto nella lingua dello spettacolo pop. I profondi sentimenti che qui propone di mostrare l’artista, in contrasto con Man in the Mirror, non è un tocco di energia frenetica per perseguire qualche cambiamento – ma un appello riverente a Dio con le lacrime agli occhi, questa è estasi religiosa nella sua forma più pura.
Così nelle opere di Michael convivono in armonia tracce di sciamanesimo, ed espressioni dirette dell’umiltà cristiana. È come se in sé, avesse combinato culture di mondi diversi, ed è difficile dire a quale di essi più apparteneva. Perché il suo lavoro è stato sia laico, religioso e sociale. Tuttavia, possiamo dire con assoluta certezza che il suo talento era di una cultura molto antica, che mi piace chiamare – dono di uno sciamano. O il dono di un mago, se si preferisce.
Se Michael aveva questi talenti non è una semplice fatalità, come è stato detto molte volte, ha ereditato tutte le caratteristiche dalla cultura nera. In più, nelle sue vene scorre sangue indiano.
Vero o no, secondo i racconti di suo padre, uno degli antenati di Michael era un uomo di medicina indiana e sciamano, la cui memoria è stata conservata nelle storie dei nonni e bisnonni della famiglia Jackson. E anche se non credete in questa emozionante storia di un antenato sciamano, il fatto che Michael sia un vero sciamano sul palco, questo non deve meravigliarci; dal momento che, ha in sé il sangue dei neri e degli indiani, geneticamente risalgono alle stesse antiche radici: ritmo e spiritualità della danza erano centrali nella cultura di entrambi i popoli. Cento anni fa, in qualsiasi tribù d’America, un indiano poteva essere chiamato al rito mistico del guaritore in qualche modo. Perché era una parte integrante della vita quotidiana e della vita spirituale del popolo. Michael era un uomo di grande potenziale spirituale, che ha sfruttato pienamente. Ciò è stato più volte confermato dalle sue stesse dichiarazioni e dalle osservazioni di persone che lo conoscevano.
L’energia che irradia e la luce nei suoi occhi – è un chiaro segno di un uomo con un intenso potere spirituale. Questo ha colpito in modo indelebile la gente, è riuscito a rendere tangibile la venuta mistica dell’angelo in Terra, nonostante la sua natura umana e gli aspetti contrastanti della sua personalità. Indubbiamente, le sue molte azioni umanitarie e l’eccezionale altruismo ha consolidato la sua reputazione di un santo, ma era la sua incredibile energia, per questo sembrava meraviglia ultraterrena agli occhi della gente.
Alcune persone sono a tutt’oggi sorprese che un cantante pop come Michael Jackson sia stato dichiarato uno dei più grandi artisti del nostro tempo. Posso sinceramente dire, che nessuno più di lui è degno di questo titolo. Perché il vero ruolo dell’artista – è la capacità di trasmettere l’estasi divina alla gente, di cambiare le coscienze, di sorprendere sulla base del proprio esempio con incredibili forme d’arte che possono toccare i cuori di molti.
Non è solo la voce e la tecnica magistrale che rendono l’artista meraviglioso, e nemmeno quello di seguire alcuni canoni appartenenti a qualsiasi genere predefinito eccelso. No, qualcosa di meraviglioso accade solo dove c’è passione e una performance abilmente costruita, che produce una carica di massima energia spirituale. Il vero artista combina – la naturale abilità artistica, originalità, passione, creatività e l’assoluta dedizione. Nessuno altro artista è riuscito a coniugare tutto questo nella stessa misura di Michael Jackson con la sua eccezionale originalità.
Si può discutere i meriti artistici delle sue canzoni o metodi tecnici, ma nessuna di queste critiche riflette il valore della sua personalità nella storia dell’arte, la sua individualità, l’immagine perfetta e riconoscibile che ha creato il suo fascino artistico e umano, che si esprime nello straordinario amore dei suoi moltissimi fan.
Come ha dimostrato la pratica, nemmeno gli scandali e tutte le persecuzioni dei media sono stati in grado di dissuadere milioni di persone da questa meraviglia. E non si tratta di qualcosa di astratto o fanatismo irrazionale, il fatto che questo uomo ha completamente donato se stesso alla sua arte e la ha lavorato fino allo sfinimento e confluito tutta la sua energia. La sua assoluta dedizione è stata ripagata con la stessa devozione.
Resta inteso che tutto questo non ha niente a che fare con la pubblicità e promozione. La pubblicità funziona, ma fino a quando c’è un diretto contatto con il pubblico. Senza alcun talento non si può andare lontano! Ecco che questo porta ad una serie infinita di band e star di breve durata che brillano solo sulla carta dei poster oramai dimenticati. Così, Michael aveva questa innata capacità di catturare l’attenzione della gente ed era già evidente nella prima infanzia, senza alcuna pubblicità. E, una cosa è catturare l’attenzione, e un’altra – è saper conquistare l’amore di non uno, non due, ma di milioni di spettatori in tutto il mondo. E non solo l’amore di ragazzine, ma la continua devozione di persone di ogni età e generazione.

– Il lato oscuro della Luna –

Parlando di sciamanesimo nell’arte, soprattutto nell’universo della danza, è impossibile non toccare il lato oscuro del tema, che lo rendono ancora più versatile e profondo.
Ecco un esempio da un’altra cultura. Nella tradizione popolare della Spagna, nell’espressione artistica del flamenco, c’è una convinzione che oggigiorno è considerata abbastanza seriamente – la leggenda di Duende. L’argomento in questione è ampio e complesso in questo campo d’arte, e qui darò una breve descrizione. Secondo la leggenda, uno spirito misterioso – duende, attirato dall’esecuzione di canti e danze si impossessa dell’interprete. E nella tradizione, il duende è legato all’idea di uno spirito maligno. In tale espressione culturale – interazione tra canto, danza e musica – il duende è la sua essenza, e l’interprete annulla se stesso, sperimentando estasi, dolore e voci lacerate. Il flamenco, una danza tipica dell’Andalusia, è fortemente influenzata dal popolo dei gitani e affonda le sue radici in una fusione di culture arabo – africane. In particolare, l’influenza africana subsahariana – essendo questa una cultura molto antica – radicata nell’antichità millenaria – che non sorprende di trovare tratti di sciamanesimo nella filosofia della scena dell’arte, ritenuta sacra.
Così, gli interpreti del flamenco incarnano lo spirito, emozione del sentire. Si può credere o no all’esistenza di un vero e proprio duende, ma la sua leggenda è intrigante quanto significativa per capire il suo concetto. Una sorta di potere misterioso entra nell’interprete dall’esterno, come nei rituali sciamanici, dove uno spirito maligno di solito porta all’individuo malattie e disgrazie. Lo sciamano attraverso un viaggio spirituale, cerca di calmare, sconfiggere la sua influenza negativa, fino a raggiungere lo stato estatico ed entrare nella realtà impercettibile dello spirito.
Il retaggio di tali stesse convinzioni mostrate sulla scena, suggerisce che questo misterioso potere, cerca, sorprende l’interprete, perché arriva senza preavviso, se ne impossessa, e sperimenta stati d’animo contrastanti di dolore, sofferenza e ribellione. L’interprete non è una figura passiva in relazione allo spirito – interagisce con esso, facendo fluire tutte le emozioni più autentiche delle catarsi. Un ciclone travolgente di dolore, sofferenza, una lotta continua con lo spirito, alla fine ripagato da questa magia ineffabile, nonostante un cammino tormentato e difficile.
In questo contesto, è importante considerare l’Africa subsahariana e l’America, dove i movimenti frenetici della danza hanno un ruolo altrettanto importante per raggiungere la suprema spiritualità. A questo proposito, voglio ricordare il dio africano “Shango”, in una interpretazione in scena di Katherine Dunham, coreografa afro-americana, dove il rituale religioso, preceduto da una danza, si compie con il sacrificio di un gallo bianco. Un classico esempio di danza estatica, diffusa nella cultura popolare di un rituale Vodun. Questa, naturalmente, è una rievocazione in forma teatrale, ma illustra le antiche forme spirituali tradizionali della danza. Katherine Dunham basandosi sulle sue ricerche antropologiche, ha realizzato questi spettacoli teatrali utilizzando il materiale etnografico miscelato alla danza e folklore rituale.
La passione e i movimenti frenetici della danza rituale, in modo vivido, illustrano l’origine dell’espressività ed emozioni nella moderna cultura nera. Questo ci fa capire le sue origini mistiche: la danza non è un modo per mostrare un bel corpo, la tecnica o la sessualità – è comunicazione con il mondo misterioso degli spiriti, che secondo questa visione del mondo è direttamente coinvolto nella vita degli uomini. L’espressione emotiva nella danza era così selvaggia, perché non danzavano solo per se stessi, ma per poter comunicare con l’Oltre. Non è sempre comprensibile per l’uomo di oggi, ma è una parte organica del contenuto spirituale della danza nell’ambito del folklore.
Ora passiamo ad alcuni temi paralleli nell’arte di Michael, visti attraverso la lente del “lato oscuro”.
Ho visto Black or White per la prima volta nella versione integrale nel 1991 – quando il video era stato appena rilasciato. A quel tempo non ero particolarmente attratta dall’arte di Michael Jackson. Ero molto giovane e la cultura di massa non mi interessava. I miei “idoli” rappresentavano altre forme d’arte della danza: ballerini del balletto, artisti di flamenco, grandi professionisti della tradizione classica.
Tuttavia, la seconda parte del video, comunemente nota come Panther Dance, mi ha fortemente colpito. Credo, che questa sequenza di danza rappresenti l’espressività artistica più alta di Michael – un’autentica travolgente profusione e aggressiva passione. E, sebbene sia sapientemente costruita per essere filmata, è con la creazione in atto che ritorna alle radici della danza.
Nella cultura pop contemporanea – è un raro esempio di profonda appassionata spiritualità, che non trova uguali nelle performance di nessun altro artista. Di solito, la danza sembra più un esercizio di ginnastica o una sequenza di volgari movimenti, e l’elegante volteggiare di ballerini come Fred Astaire è considerato oramai uno stile da relegare nel passato. Ecco che gli spettacoli sono privi di momenti d’estasi.
Così dopo aver visto il video, anche se non ero un sua fan, ho dovuto ammettere che Michael era stato davvero bravo. In pochi minuti, quest’uomo, l’unico nel firmamento pop dotato di una sincerità primordiale, ha fatto qualcosa di così significativo che nessuno artista di fama mondiale aveva mai fatto sul palco prima di lui. Ha messo a nudo la creazione estatica in un contesto completamente estraneo a questo video, costruito su temi divertenti, come le battute del ragazzo e sull’unità dei popoli.
Il contrasto è sorprendente e anche pericoloso, quindi ancora più incomprensibile per il grande pubblico, e infatti ha suscitato risentimento e ostilità. Tale contrasto e la concezione contraddittoria del video, di certo non è stato creato da Michael in modo fortuito. Compresa l’aspettativa che il suo “flusso di coscienza”, ancora una volta avrebbe stupito il pubblico.
In questa sequenza di danza il comportamento di Michael non rappresenta di per sé una novità, se lo esaminiamo nel contesto della cultura giovanile degli ultimi quaranta anni: altri artisti prima di lui hanno distrutto cose durante uno spettacolo o mostrato audaci movimenti sensuali. In effetti, molti musicisti rock di routine hanno fracassato le loro chitarre o datogli fuoco alla fine del concerto. Pertanto, Jackson che rompe i vetri di un’auto fatiscente e abbandonata sul set – è niente in confronto a ciò che hanno fatto i musicisti rock molto prima di questo video.
Tuttavia, nessuno di loro ha ballato …
Vorrei anche ricordare, che Michael presenta una coreografia composta di elementi del suo repertorio classico: la danza spazia dalla sequenza di passi di tip tap, l’atto di far scivolare la mano all’inguine e termina con i suoi movimenti rotatori. Generalmente alla base di qualsiasi creazione in atto, nella danza, c’è del materiale già conosciuto a cui si fonde una sequenza di nuovi movimenti, percettibili soltanto dopo, guardando più volte la registrazione del video.
Se togliamo dal video la magica atmosfera portata dall’improvvisazione e dalla capacità espressiva dell’interprete, rimane una sequenza di movimenti del corpo privi di senso, la maggior parte dei quali si concentrano nella zone dell’inguine. In realtà, il pubblico non riesce ancora a capire, perché è attratto solo dal fatto che Jackson scaraventa il bidone della spazzatura e chiude la cerniera dei suoi pantaloni. “Cos’è questa roba?” – direbbe una nonna mentre guarda il video in TV con la sua nipotina.
Sinceramente, benché sostenga il valore della tradizione, riesco a vedere chiaramente la differenza tra la gestualità appassionata del corpo di Michael e le comuni volgari espressioni della cultura moderna. Il concetto in sé è molto diverso. L’artista è contemporaneamente provocatorio e ritorna alle sue radici africane. Credo che il suo maggiore interesse fosse di infondere meraviglia tra il suo pubblico, ma dopotutto questo ha un tono molto più pacato di quanto comunemente la gente creda. Il suo significato, quindi è da ricercarsi nella natura di danze africane. Ora, però analizziamo la struttura del video, riprenderò il tema più dettagliatamente in un secondo momento.
Il titolo Black or White suggerisce subito alcune interpretazioni. In primo luogo il riferimento alle parole nero o bianco – è un chiaro indicatore alle differenze razziali. Questo è infatti il concetto principale e il messaggio della canzone. Ma, trovo molto interessante anche l’analisi da un’altra prospettiva: nero e bianco come simbolo di dualità dell’anima umana.
Il bianco è associato al “bene”, il nero con l’oscurità e il simbolo della pantera nera. Spesso abbiamo paura della nostra ombra interiore – dipinta come male – cerchiamo di reprimerla, la nascondiamo nella profonda speranza di essere delle persone migliori. Tuttavia per diventare più consapevoli, bisogna illuminare la propria oscurità interiore. Per fare questo dobbiamo entrare in sintonia con lo spirito maligno … una sorta di Duende.
Consapevole o no, Michael in questa danza ha dato libera manifestazione a qualcosa che aveva interiorizzato in sé. Questa completa liberazione – che fosse giusta o no, era l’urgenza di far uscire il flusso dell’energia. Questa verità è simile al lottare degli interpreti di flamenco, quando arriva il duende. In tale momento, non si può pensare, tanto meno se sia morale o bello, ciò che conta è annullare l’io interiore, sentire e sperimentare la passione e il dolore.
Per quanto riguarda la pantera nera è stato un simbolo importante del movimento per i diritti civili degli afro-americani, ma il suo significato è radicato nelle tradizioni dei popoli antichi, nella connessione mistica a uno spirito violento e primordiale dell’animale. Inoltre ha un valore simbolico negli animali totemici. Ancora una volta, c’è una connessione con un feroce e semplice spirito animale, il misticismo, e licantropia. Allo stesso tempo, esso rappresenta l’apertura a liberarsi dello spirito che alberga in ciascuno di noi. Per rilasciare la propria pantera verso l’esterno. Si tratta di un tropo vecchio come il mondo stesso e per questo motivo funziona.
Michael, generalmente faceva riferimento a molte immagini archetipiche, e questo ha reso la sua arte estremamente simbolica, ammaliante – a differenza di molte rappresentazioni pop sdolcinate messe in scena oggi. Tra le tante c’è il suo amore sfuggente e misterioso verso la luna, che ha dato il nome al suo famosissimo passo di danza, il moonwalk. Geniale!
Poeti e artisti hanno tratto ispirazione dalla luna: glorificata nelle canzoni d’amore, o associata al mistero delle tenebre e della notte. Tutto questo, ci riconduce di nuovo al folklore e alla nostra natura comune. E, anche se qui non mi dilungo sulle superstizioni legate alla luna, miti e culti, non possiamo ignorare la profonda influenza che ha avuto nella cultura dell’arte di tutto il mondo. Questo argomento è molto importante nella tradizione popolare spagnola e anche secondo la mia visione personale. È impossibile danzare senza la luna – se la danza è creazione in atto e sentimento. Come diceva Michael: “La danza non è pensare, è sentire.”

SECONDA PARTE

Fonte:http://en.michaeljackson.ru/michael-jackson-the-dancer-of-the-dream/
Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON
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