Intervista Al Fotografo Arno Bani – Par Richard Lecocq


Arno Bani davanti ad una foto di Michael Jackson
Tra la fine del 1986 e l’inizio del 1987, durante la lavorazione del successore di Thriller, Michael Jackson convoca uno dei suoi fotografi preferiti, Greg Gorman, per essere immortalato in una classica posa intrigante, una vera e propria sfida all’atemporalità. Gorman, per la sessione s’ispira ad una foto di Gloria Swanson, grande attrice americana degli anni Venti. Il rifacimento fotografico, mostra Jackson con il volto severo, i cui tratti sono accentuati dai motivi floreali di un delicato pizzo trasparente …… Walter Yetnikoff, Presidente di CBS (ex- Sony Music) respinge l’immagine e ne sceglie un’altra, più semplice ed efficace, scattata durante le riprese del cortometraggio BAD di Martin Scorsese.
Immagine1Poco più di dodici anni dopo, la storia si ripete ancora una volta. Michael Jackson vuole presentarsi agli anni 2000 sotto una diversa luce. Un nuovo aspetto, pur mantenendo la continuità del personaggio immaginato nel 1979 da Mike Salisbury, per la copertina del suo primo album solista come adulto, Off The Wall. Per compiere questa trasformazione, il re del pop, fa delle ricerche, disseca, osserva e sceglie. Sfogliando una copia del supplemento del Sunday Times, rimane colpito da una foto di una giovane donna (la modella messicana Astrid Munoz), che indossa un abito dorato in posa di fronte alla costruzione di una città immaginaria.
L’immagine gioca sul fascino delle caratteristiche androgine del viso messe in risalto da un riflesso di luce irreale. La classe tranquilla dei principi di un nuovo mondo che ricorda il personaggio è ciò che seduce Michael Jackson. Egli vuole dare una sua interpretazione e visione del nuovo sovrano al mondo che si sta preparando al prossimo millennio pieno di false paure e incertezze. Un’immagine da sogno per affrontare il mondo di domani. Proporsi con nuovo look e guardare avanti è la nuova sfida di Michael Jackson. E per attuarla deve assolutamente conoscere ed incontrare l’autore della foto.
Immagine2Arno Bani è l’autore dello scatto, un giovane “photographiste” di origine francese, autodidatta, che si è imposto sulla scena londinese con la pubblicazione delle sue prime opere. Quando Michael Jackson s’imbatte nella sua fotografia creata per il Sunday Times, intuisce che Arno Bani è “un giovane artista”, con una visione innovativa che va oltre gli schemi delle più grandi agenzie di fotografi e designer affermati. Giovane studioso, brioso e pieno di entusiasmo la personalità di Bani, fa di lui un vero e proprio “cane pazzo” aperto a qualsiasi nuova esperienza visiva. Un giorno nella primavera del 1999, Arno riceve un’e-mail sulla cui autenticità nutre alcuni dubbi: “All’inizio, non riuscivo a crederci. Solo dopo che ho mostrato l’e-mail al mio avvocato e amico, Emmanuel Asmar, ho finalmente capito. Da lì, le cose sono andate avanti molto velocemente.”
In un hotel a New York, Arno Bani incontra per la prima volta Michael Jackson, dopo essere passato da diversi interlocutori, incaricati di applicare un rigoroso protocollo, in modo da rafforzare l’idea di “inaccessibilità” della star, cosa in realtà non vera: “Michael era interessato e mi ha fatto un sacco di domande sul mio lavoro. L’intesa tra noi è stata immediata. Voleva affidarmi l’incarico per creare il suo look del nuovo decennio. Il lavoro non riguardava solo il progetto specifico, ma voleva sviluppare un’immagine che lo avrebbe raffigurato negli anni a venire.”
Come rientra a Parigi, Arno comincia a sviluppare diverse idee con l’impegno della massima segretezza: “Quando abbiamo iniziato il lavoro preparatorio, non potevamo svelare l’identità di Michael alle aziende che avevamo contattato. Abbiamo dovuto dire ‘stiamo preparando una sessione con un grande artista internazionale, volete mettere a disposizione i vostri abiti per l’occasione? ’ Molti hanno rifiutato chiedendosi il perché dovevano disporre i loro prodotti senza sapere a chi erano destinati. Alla fine, abbiamo dovuto acquistare una gran quantità di tessuti e costumi. Michael era affascinato dalla qualità dei tessuti presentati dagli stilisti. Ho spiegato che alcuni abiti cuciti a mano hanno coinvolto molte persone per più di tre mesi. Non riusciva a crederci. Quando ho visto i suoi abiti, ideati e realizzati dai suoi costumisti personali, mi sono reso conto che erano abiti da palcoscenico, studiati per una particolare illuminazione. Ma per una sessione fotografica, avevamo bisogno di qualcosa di più leggero, raffinato e curato nel minimo dettaglio.”
Il rapporto comunicativo tra Arno e Michael, per non parlare con il suo entourage, era molto complesso, come scalare una montagna: se alcuni dettagli erano validati, i lunghissimi, inquietanti silenzi al telefono rallentavano l’avanzare del processo. Finalmente nel luglio 1999, nei pressi di Parigi viene organizzato l’incontro per la sessione. Quattro sono gli studi installati e pronti per essere utilizzati e gestire qualsiasi problema logistico o di sicurezza. Le sessioni non potranno essere né fotografate o filmate. Il making della sessione non deve assolutamente filtrare.
Primo giorno di ripresa, ma Michael non si presenta. Il giorno dopo arriva con il suo seguito, che sembra iperproteggerlo: “Quando abbiamo organizzato le sessioni negli studi d’Issy Les Moulineaux, l’intero entourage di Michael era lì: rappresentanti della casa discografica, manager ecc…. C’era anche la sua truccatrice, Karen Faye. Mi hanno parlato di lei, ma non la conoscevo. Avevo già la mia squadra, e il nome di Karen Faye non mi era familiare. Poi ho scoperto, che era la truccatrice personale di Michael, ed era presente, quando abbiamo iniziato a lavorare con lui.
Topolino, noto truccatore per il suo lavoro con Jean Baptiste Mondino, ha un modo tutto personale di preparare i volti degli artisti prima del trucco. Un massaggio rilassante del volto precede la sessione. L’opposto del pensiero della scuola americana, in cui il concetto è di applicare direttamente il trucco sul viso, senza una minima preparazione per creare una resa fotografica più astratta. Karen Faye interveniva spesso per dire a Michael come dovevamo procedere con lui. Si è lamentata anche con i rappresentanti della casa discografica e quando Topolino ha soffiato della polvere sul viso di Michael per creare la base del trucco, è rimasta colpita e ha esclamato ‘non si soffia sul volto di Michael Jackson!’ Alla fine, Michael, infastidito dal suo atteggiamento le ha chiesto di lasciare lo studio, rassicurandola: ‘Va tutto bene, sono tranquillo, voglio che facciano il loro lavoro ’”. L’atteggiamento di Karen Faye descrive bene la complessità dell’ambiente di Michael, costantemente sorvegliato, mentre lui voleva essere semplice, disponibile e accogliere le nostre proposte. Lui voleva divertirsi e fuggire da una realtà soffocante”.
Una volta terminata la sessione fotografica, Michael e Arno restano in contatto. Ora c’è solo da scegliere le immagini che saranno utilizzate, in particolare, per la copertina dell’album Invincible. Michael valida quella con la cappa d’oro, ritratto come un re di un mondo nuovo. La direzione artistica del Photoshop è completamente assunta da Arno: “A quel tempo, era normale apportare degli effetti con il Photoshop. Non stavamo cercando di scattare una semplice fotografia, ma volevamo creare una nuova interpretazione, un’esperienza visiva.”
Diverse foto sono selezionate da altri scenari. Poi nessuna risposta. Quando esce Invincible, Arno vede che il portfolio scelto non è il suo. Michael Jackson non era riuscito ad imporre la sua decisione per il suo album. È in disaccordo con Tommy Mottola, allora presidente della Sony Music. Una grafica più commerciale è stata scelta, un primo piano del volto di Michael, presentato come una scultura, ricorda vagamente i busti dei presidenti americani sul monte Rushmore.
Immagine3“Golden Boy”  Albert Watson – 1990
Rendendosi conto del prezioso incontro con Michael Jackson, Arno cerca di tutelare il suo lavoro firmando un contratto con Sony Music, la cui condizione è di riacquistare il diritto di autore trascorsi 10 anni. L’ironia del destino ha voluto che la scadenza di tale termine coincidesse, per poche settimane, con la tragica scomparsa del cantante: “Non avevo visto queste immagini da undici anni, ho dovuto lasciare tutto il mio lavoro a Sony Music USA. Ogni tanto ho ripensato a questo lavoro nascosto al trascorrere del tempo. Da allora, il mio stile si è evoluto, ed avevo un po’ di timore nel riscoprirlo. Ma, con piacere ho visto che le immagini hanno ancora in sé una loro forza visiva.”
Nell’estate 2009, l’entusiasmo su tutto ciò che riguarda Michael Jackson è ovviamente – e cinicamente – decuplicato. Ma Arno Bani non si fa travolgere dall’euforia e non cede altrettanto facilmente: “L’idea iniziale era di organizzare una mostra fotografica, un grande evento per coinvolgere il pubblico e poi una vendita all’asta. Volevo allestire la mostra al Grand Palais o in un luogo simile, magari, con un intervento musicale di Janet Jackson! Volevo qualcosa di pazzesco per sorprendere il pubblico e nello stesso tempo dare una sorta di vita alle immagini. Dopo la morte di Michael, ho ricevuto molte proposte, la stampa per pubblicare le foto mi ha offerto grandi somme di denaro.
Ho escluso a priori di pubblicare il lavoro sulla stampa o presentarlo ai media, che ritenevo indegni di Michael e di questa sessione. Ogni sorta di richiesta è stata respinta. Non m’interessavano i soldi. Volevo solo dare alle immagini un sentimento, e rendere omaggio alla nostra collaborazione. Il corpo di Michael era ancora caldo quando altri hanno approfittato dell’onda emotiva per far emergere sepolti progetti. Mi sono preso il mio tempo cercando di fare qualcosa che potesse toccare il maggior numero di persone. Il mio avvocato, si è poi occupato di contattare i maggiori esperti banditori per organizzare un tale evento. Nel corso dei vari incontri, alla fine abbiamo concordato con Pierre Bergé & Associates, una società che cerca di valorizzare l’eredità artistica degli artisti, di là dalle mere aste che conosciamo. Il catalogo volevo fosse presentato come un libro, accessibile ai fan. Ho selezionato i principali scatti di Michael dei quattro scenari, lasciando le altre fotografie in formato ridotto e presentate come delle semplici ‘tavole di lavoro ’. Avevo deciso di ingrandire solo le foto approvate e selezionate da Michael. Le altre danno l’idea di come si sono svolte le sessioni. Il mio fine era di condividere le foto con i fan di Michael e un più ampio pubblico, e non una semplice vendita.”
Appena divulgata online la prima foto, la reazione della gente è stata immediata. Se in Francia, le fotografie non sono state accolte molto bene, secondo la maggior parte dei fan del Re del Pop, tali immagini sono considerate indegne per la leggenda che rappresenta. In altri paesi, l’accoglienza non è stata calda. Ovviamente, alcune dichiarazioni hanno catturato l’attenzione di Arno Bani: “Ho letto i commenti lasciati da alcuni fan su internet. I contenuti sono abbastanza pungenti e mi hanno ferito. Ho speso un po’ di tempo a leggere i vari messaggi, e poi ad un certo punto ho preferito smettere. So, perché ho creato queste foto e so cosa pensava Michael. Ho un buon ricordo di quest’esperienza e sono lieto di vedere che è apprezzato da molte persone. Michael era un artista autentico, a differenza di altri come Madonna, che alla fine si accontenta di mostrarsi con artisti e creatori dell’ultima moda per sfruttare al meglio l’onda del momento. Michael è sempre rimasto al di fuori di tutto questo, e in linea con le sue tendenze. A volte poteva sembrare di un altro mondo con i suoi vestiti e il suo stile, ma il suo approccio è rimasto costante e non ha cercato di seguire una particolare moda.”
Questa raccolta di fotografie di Arno Bani ha lanciato un vero dibattito. Ognuno avrà il proprio parere su tale collaborazione. Questa sfida di reinventarsi continuamente, agli occhi di chi cerca di decifrare e comprendere l’universo di Michael Jackson, costruito con meticolosità, è di fatto un semplice approccio artistico. E dato che l’arte è soggettiva, tra i tanti sogni, ognuno ha il suo preferito…

Seconda Parte
GLI UNIVERSI IMMAGINATI DA ARNO BANI PER MJ
BLUE EYE

“Fra tutte le fotografie, questa è la mia preferita ed la prima vista dal pubblico. La luce, il viso quieto di Michael, e l’occhio truccato di blu dà un effetto meraviglioso con le palpebre abbassate: ora questa fotografia, esprime un nuovo significato. La solitudine del clown mescolato con gli elementi della festa, è un tema che conosco molto bene. Michael indossa una giacca nera di Yves Saint Laurent personalizzata con elementi di metallo e specchi che ricorda l’universo della notte, e la discoteca.”
Sulla copertina di Off The Wall, Michael indossa un vestito di Yves Saint Laurent da donna e questa coincidenza sorprende Arno: “Ammetto di non conoscere questo particolare. Qui, sotto la giacca Michael è a torso nudo, e l’androginia è rafforzata dalla scollatura.”

Michael Jackson su SFONDO ROSSO

“Michael in questa posa indossa ancora un abbigliamento molto semplice: camicia nera con il collo alla coreana, taglio dritto e apertura sul davanti. Lo sfondo rosso è stato creato con una tenda di plastica dietro la quale ho messo un neon che mi ha permesso di ottenere questo effetto”.
Osservando la foto, è impossibile non fare un parallelo con la tenda rossa sul palco della conferenza stampa del 5 marzo 2009 a Londra, quando è stato annunciato This Is It: “Questa somiglianza dà un ulteriore significato alla foto”. Un nuovo esempio, nonostante il suo Final Curtain. Altre fotografie mostrano Michael con un cappello grigio. Michael posa e rende omaggio a Fred Astaire e alle star di un’epoca passata: “È stato molto paziente, fiducioso in un modo, che mi ha permesso di esprimere liberamente la mia creatività. Una cosa che si trova molto raramente tra gli artisti d’oggi.”

LA CAPPA D’ORO

“Michael voleva fare un rifacimento fotografico della copertina del supplemento Style del Sunday Times. Per lo sfondo ho scelto l’orizzonte di un mondo invece di una città. Guardando l’immagine del crepuscolo di questo mondo ci si può chiedere se si tratta di un’alba o di un tramonto. Il mantello dorato è stato creato in due versioni: uno è quello della foto l’altro è incastonato di specchi. Michael voleva utilizzare questa foto per la copertina di Invincible. Sul fronte, Michael ci guarda con questo nuovo mondo dietro di lui. Sul retro, Michael contempla l’orizzonte.

Michael Jackson e la MANO D’ARGENTO

Reinventare l’immagine dell’artista mantenendo i suoi codici è l’approccio di Bani e il suo team in questo scenario alternativo: “Volevo una inquadratura in cui predominano i suoi occhi, il suo sguardo, come sulla copertina di Dangerous. Allo stesso modo il guanto, non poteva mancare nel nostro lavoro. Nella foto traspare nuovamente l’idea di festa e luce, enfatizzata da una miriade di perle multicolori.”
Un tentativo di variazione sul tema del pavone, riunisce tutti i colori come nella parata del rituale di corteggiamento. A differenza di quello che può sembrare, l’immagine è appena ritoccata: “Lo sfondo è creato con una tela nera su cui abbiamo applicato perle, specchi e anelli di diverso colore. Michael è vicino allo sfondo, indossa una maglia personalizzata con gli stessi elementi. L’effetto delle stelle è stato creato con un semplice filtro posto sull’obiettivo. Il lavoro di fotoritocco è stato applicato principalmente agli occhi di Michael, come in altre foto”.

Il Mimo / Black or White / Studio

Per i tre temi – Il Mimo / Black or White / Studio – è stato scelto uno sfondo bianco o nero: “Foto più classiche sono state richieste da Sony Music. Lo sfondo bianco, è servito per mettere in risalto la silhouette di Michael e per lavorare e creare PLV”. Michael posa con disinvoltura davanti alla macchina fotografica. Sorride, balla: “Michael ha iniziato a fare il moonwalk sulla musica di Mozart durante la sessione del mimo.”
Un tocco poetico conclude questa straordinaria collaborazione, Arno e gli stilisti hanno riserbato una speciale sorpresa per il Re del Pop: “Avevamo posto dei fiori su una superficie di polistirolo nera installata di fronte a lui. È stato un gesto spontaneo, che lui ha molto apprezzato.” La star tende le sue braccia dinanzi a questa gamma di colori, come per celebrare la fine di una performance e di un momento raro.

FINE

Fonte: mjdatabank
Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON

– Vietata la riproduzione anche parziale in un altro sito Web, metti un link diretto a questo post. Grazie.

DMCA.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...