“BAD”, il cortometraggio di Michael Jackson – By Elizabeth Amisu


Michael Jackson nella sua carriera ha interpretato e prodotto più di quaranta film, molti dei quali sono i più visti di sempre. La sequenza di quattro minuti di Bad, considerata da alcuni “negativa”, in realtà è la chiave di volta della storia. Parodiata in Moonwalker (dir. Jerry Kramer, 1988) sullo stile del film Bugsy Malone (‘Piccoli Gangster’ dir. Alan Parker, 1976), è rivolta, tuttavia agli adulti. La sceneggiatura di Richard Price si ispira a un film del 1985 ed esplora diversi temi complessi. Questo saggio vuole de-costruire il cortometraggio di Bad nel suo significato cinematografico discutendo la sua importanza culturale e artistica con un’analisi scena per scena, e spiega il film attraverso la mise en scène, la fotografia, la performance in un più ampio contesto.
Data: 31/08/1987
Riprese: New York City, NY, USA
Sceneggiatura: Richard Price (Shaft, Clockers, The Wire)
Regia: Martin Scorsese (Mean Streets, Taxi Driver, Goodfellas)
Attori: Michael Jackson (Daryl), Wesley Snipes (Mini Max), Roberta Flack (Daryl’s Mother), Dealer (Paul Cochran), Ski (Jaime Perry) Tip (Adam Nathan), Nelson (Pedro Sanchez), Cowboy (Greg Holtz, Sr.), Hispanic Man (Alberto Alejandrino), Street Bum (Horace Bailey), Crack Customer (Marvin Foster)
Coreografia: Jeffrey Daniel, Caszpar Canidate, Gregg Burge
Direttore della fotografia: Michael Chapman
Pellicola: 35 mm – Black & White/Colour
Editor: Thelma Schoonmaker
Costumista: Rita Ryack
Make Up: Karen Faye (Michael Jackson), Allen Weisinger
Musica Originale: L. Leon Pendarvis
Durata: 16:14
Musical Supervision: Quincy Jones
Edited Length: 4:20
Budget: 2,000,000 dollari circa.
Bad, scritta in origine come un duetto non è la solita retorica che ricorda Beat It (1982) in cui ‘nessuno vuole essere sconfitto‘. Non incoraggia chi ascolta a fuggire dal conflitto, questa canzone è una vera e propria battaglia tra voci antagoniste: ‘Stai sbagliando/Ti immobilizzerò … Se non ti piace quello che sto dicendo/Allora perché non mi schiaffeggi? ‘ Ambizioso è il tema di ergersi al di sopra il pericolo della violenza, ‘dicono che il cielo sia il limite e per me è vero … Noi possiamo cambiare il mondo domani, questo potrebbe essere un posto migliore.’ Alla fine la sovversione semantica dell’aggettivo eponimo dipana il conflitto: due prospettive si fondono, sfidando l’ascoltatore a rispondere a una sola domanda: ‘Who’s bad?‘ (Chi è cattivo?)

ANALISI

vlcsnap-2017-01-03-11h41m52s562

Il video di Bad inizia con un atto vandalico realizzato con la grafica digitale. Sullo schermo appare un graffito con la parola Bad accompagnato da un suono di vernice spray simil-diegetico, come dire, il ragazzo dal cuore infranto che cantava She’s Out Of My Life (dir. Bruce Gowers, 1980) e il celebrato idolo di Thriller (dir. John Landis, 1983) è sostituito da qualcuno di nuovo.
Jackson, in Bad mostra il suo grande talento di attore già visto in particolare nel ruolo dello Spaventapasseri in The Wiz. Straordinaria è la camaleontica trasformazione di Daryl, un personaggio che lascia spazio al pubblico, di immaginarlo come se lo vedesse per la prima volta. Daryl descrive Joe Vogel è ‘un tentativo di solidarietà da parte di Jackson’, ma il suo alter ego è anche una strategia, un mezzo di trasferimento, per creare un mondo in cui Jackson, come Clark Kent può indossare il vestito di ogni uomo con il quale mostrare di essere umano.
In realtà, Daryl è più simile all’uomo che sta dietro il palcoscenico più di qualsiasi personaggio interpretato dall’artista nei precedenti video. È intelligente, fondamentalmente tranquillo, amabile, e detesta il conflitto. Per questa sua natura è vittima di bullismo e sbeffeggiato per fare semplicemente ciò che ama. Daryl deriva da D’Arielle, un nome normanno che significa ‘caro’, ‘amato’ o ‘piccolo tesoro’, che nobilita il suo personaggio.
Daryl cambia la sua identità in Jackson nella metropolitana, appena la musica incalza e inizia la sequenza della coreografia ispirata al balletto teatrale di Jerome, magistralmente eseguito da Wise. Pantaloni neri bordati di rosso, stivali con fibbie, rendono il suo stile inconfondibile e sotto “la giacca e cravatta” rivela in modo efficace lo scudo dalla ‘S’ rossa su sfondo oro. Jackson, a differenza dell’uomo d’acciaio è nello stesso tempo Clark Kent e Superman, un timido introverso e un affascinante uomo di spettacolo. Il conflitto tra Daryl (Michael Jackson) e Mini Max (Wesley Snipes) è di rendere il pubblico consapevole del ‘male’.
Nel film, in nessuna scena e nessun personaggio riporterà ferite fisiche, al contrario di Ghosts, il cortometraggio del decennio dopo (dir. Stan Winston, 1997). Questo consente agli spettatori di immergersi completamente nella fantasia senza paura.
Girato nella stazione della metropolitana Hoyt-Schermerhorn a Brooklyn, New York, nonché nelle vie di New York e nei suoi d’intorni, Bad ha il crudo realismo di molti film di Scorsese (Mean Streets, Taxi Driver). Tuttavia, inizia in luogo di relativa tranquillità.
immagine1Quattordici anni prima di Harry Potter – per primo Bad esprime lo stesso concetto ma invertito – di salire su un treno che lo porta lontano dalla sua “famiglia disfunzionale”. Duxston, un vecchio edificio dai tetti innevati è una scuola dall’apparenza severa e accogliente, isolata e tranquilla, simbolo di una arcaica istituzione. Le travi in legno delineano i corridoi deserti dell’edificio,  dalle finestre filtra la luce diretta lasciando alcune zone in ombra. La scelta della pellicola in bianco e nero è perfetta per il racconto filmico che si basa sui principi morali.
immagine2Un primissimo piano a tutto schermo inquadra il personaggio principale. Gli zigomi prominenti sono messi in risalto da un gioco di luci e ombre come gli occhi guardano in alto verso la telecamera. La carnagione è impeccabile, le sopracciglia curate e un tocco di eyeliner dona sensualità al volto di Jackson. La candida camicia bianca abbottonata di Daryl, contrasta con il colore dei suoi capelli neri. Il cappuccio della felpa sopra la camicia è un simbolo di ribellione verso la nobile istituzione educativa. Il primo piano stesso, di fatto, è un atto di sfida e contemporaneamente permette al pubblico di cogliere l’intima essenza della mega-star.
immagine4Nel 1987, il volto e il corpo di Jackson erano già oggetto di forte speculazione da parte dei media, una fiumara di notizie inconsistenti, che nemmeno la sua tragica scomparsa ha potuto arginare. La sua Idol Persona stava combattendo una battaglia persa contro la sua Wacko Persona che, ironia della sorte era frutto in gran parte per una mancanza di qualsiasi reale notizie su di lui. Il primo piano è una sincera dichiarazione di orgoglio del proprio aspetto.
Come dire, guarda sono ancora bello con la fossetta sul mento, mentre l’artista si svela per il pubblico che non lo aveva visto l’ultima volta nel video di We Are The World (dir. Tom Trbovich, 1985). Le false storie sul colore della sua pelle schiarita erano iniziate a circolare quando Jackson si era ritirato dalla scena pubblica, dopo il grande successo di Thriller e alimentate nel periodo in cui era impegnato a creare l’album Bad. Guarito dalle gravi ustioni procuratesi durante la registrazione dello spot Pepsi – che gli hanno dato problemi per tutta la vita – ha dovuto affrontare una malattia che altera la pigmentazione della pelle.
Fatti questi, quasi sempre trascurati, ma inscindibili dalla sua creatività e genio. Infatti una parte del suo lavoro più importante è stato creato durante i difficili problemi personali. Considerato fin da bambino alla stregua di un prodotto, tra il 1980 e il 1987 la malattia e le avversità della vita lo avevano irreversibilmente trasformato senza il suo volere. Il primo piano, può essere interpretato come l’accettarsi fisicamente, o riconoscere, che con la giusta illuminazione, il make-up e la cinematografia è bello come mai è stato.
immagine5Allegri e spensierati giovanotti scendono giù per la scala. Dietro il gruppo, a poca distanza c’è Daryl e come appare si visualizza il nome dell’interprete: ‘STARRING MICHAEL JACKSON’. I titoli di testa, ci informano che la star interpreta il personaggio principale sottolineando che non è un ‘video musicale’, ma un cortometraggio basato su una storia seria.
Al primo sguardo, Daryl sembra far parte del mondo di Duxston. Aspetto curato, lineamenti dolci, pelle chiara, e capelli neri. L’immagine di un ragazzo afro-americano con i libri in mano, inoltre è molto positiva per una minoranza etnica.
Ad un certo punto qualcuno grida il nome ‘Daryl!’, così conosciamo il personaggio. Ne segue una breve discussione con un amico o un insegnante ‘orgoglioso’ di lui, e gli dà il “cinque” con la mano aperta segno che gli sta a cuore il percorso dei suoi studi. Se osservate bene, Daryl indossa i guanti, un elemento molto importante che più volte compare nel cortometraggio.
Benché l’atto di coprire e scoprire le mani con i guanti, potrebbe essere finalizzato a nascondere le macchie della pelle di Jackson, ricorda più l’espressione, ‘the gloves are coming off’, sarà una lotta dura senza esclusione di colpi. I guanti rappresentano un simbolo di eleganza e signorilità. Forse, l’obiettivo di Daryl è migliorare la sua educazione con l’istruzione per emanciparsi da una posizione sociale di basso ceto verso una vita benestante.
All’uscita della scuola gli studenti esultano di gioia, lasciandosi finalmente alle spalle le restrizioni imposte da una scuola privilegiata. Daryl, in cuor suo, però, sa di andare incontro a dure difficoltà. Come fa Harry Potter molto tempo prima con l’Hogwarts Express, un treno trasporta a casa Daryl. Una dissolvenza incrociata è usata per passare dalla scena di spensierata allegria e divertimento con i suoi amici bianchi al vagone semivuoto occupato da pochi passeggeri di varie etnie dallo sguardo desolante. La simmetria dei sedili in pelle nera, i bordi delle plafoniere che si uniscono con le linee dei portabagagli danno il senso di una prigione. Daryl, ora è come intrappolato tra le rigide barriere della stratificazione sociale americana.
immagine30All’ultima fermata, un suono sordo e sinistro di sottofondo prorompe sul primo piano di un uomo che con aria sospettosa guarda Daryl. I passeggeri scendono tutti, ma Daryl non fa parte del loro mondo. Anche se il treno lo ha trasportato dal mondo dei suoi sogni alla cruda realtà, lui è ancora un estraneo. Nella metropolitana, dei graffiti astratti tappezzano il treno in cui nemmeno i bambini hanno la fortuna di avere un posto a sedere.
immagine6Una nera che dorme è inquadrata da vicino, poi l’obiettivo scorre su una serie di volti anziani. La scena ci traghetta da un mondo di spensieratezza giovanile alla desolante e malinconica vecchiaia. La gioia di vivere sembra essere stata loro risucchiata e lo sguardo è triste. Daryl si è assuefatto a questa desolante atmosfera di solitudine. Nessuno parla. Nessuno sorride. Non c’è solidarietà solo indifferenza. Tutti sono soli, fisicamente vicini, ma emotivamente lontani. Daryl sembra provare un forte disagio, quando all’improvviso il gelido silenzio è rotto dalla persona a lui vicino. ‘Quante persone sono orgogliose di te?‘ Ecco che il muro invisibile del pregiudizio è rotto da una persona che si dimostra amichevole, qualcuno che a sua volta ha delle aspirazioni per le sue umili origini.
immagine7Il preconcetto della diffidenza verso la gente sconosciuta è superato con una stretta di mano tra i due. Daryl si sfila i guanti aiutandosi con i denti. I guanti sono un elemento della diegesi di Duxston e lui interagisce con essi ogni volta che deve affrontare un problema in una situazione conflittuale.
immagine8La scena dopo si apre con una panoramica di palazzi popolari dalle finestre rotte come denti mancanti. Il degrado urbano è visibile, Daryl entra da sinistra del fotogramma con un piano medio dall’angolo in basso. Il suo  primo contatto umano nel distopico quartiere è con un vagabondo che per cintura indossa un legaccio, mentre altri barboni si scaldano intorno a un bidone in fiamme. Benvenuto nel quartiere dei diseredati.
immagine10Seguiamo Daryl di spalle mentre cammina lungo la strada, poi una ripresa dal basso inquadra il suo radioso sorriso. ‘Brother!‘ Mini Max (Wesley Snipes) – occhiali da sole, berretto di traverso e scarpe da tennis – è uno dei tre amici di Daryl con cui più interagisce. Daryl scherza con loro, ‘Sono a casa! Niente scuola domani!‘ Ma la gioia di essere insieme ai suoi amici, presto svanisce. La sua grande possibilità di emanciparsi dalla posizione sociale e l’ istruzione scolastica definisce una linea di demarcazione tra Daryl e gli amici.
immagine11Daryl entra in casa illuminata da una luce bianchissima e due tende separano l’ambiente. Solo, cammina nel lungo corridoio vuoto (assenza), lui, il suo benvenuto lo ha già avuto. Qui non c’è nessuno. Lo stretto, spazio del corridoio che percorre tra le due tende significa che dovrà fare una scelta difficile. Le pareti della sua camera sono tappezzate con immagini di star e musicisti neri, Stevie Wonder e Luther Vandross tra gli altri. A tale proposito ricordiamo che Jackson è un caro amico di Wonder. Ha partecipato alle sessioni di registrazione di Key of Life e duettato la canzone Just Good Friends, per l’album Bad.
Per Jackson, un artista la cui libertà di un’esistenza normale è negata, il personaggio di Daryl è una sorta di vera e pura evasione dalla realtà; il rifugio di una vita che potrebbe essere stata la sua se non fosse nato a Gary, Indiana, settimo di nove figli, ma in una famiglia monoparentale a New York. Una panoramica da sinistra inquadra ciò che Daryl ama: libri, dischi, gli altoparlanti di uno stereo. Cose, che lo stesso artista ama: ispirandosi a Tchaikovsky ha creato Thriller,  da avido lettore vanta una biblioteca personale di almeno diecimila libri, autodidatta, ma il mondo non ha né apprezzato, né riconosciuto il suo sapere.
immagine12La telecamera da una tenda frangisole bianca passa a una macchina da scrivere, su cui è stata posta una nota. La voce narrante di Roberta Flack interpreta la madre fuori casa per lavoro, che ha ‘lasciato un panino in frigo‘. La delusione di Daryl è evidente, tuttavia, la sua mente è a Duxston. Dal suo sguardo fisso, segue la vista attraverso una finestra di misere case abbandonate, zoomando sulle parole: ‘Directed by Martin SCORSESE’.
La scena stacca sulle dita affusolate di Mini Max, che sta usando un cacciavite per raschiare la vernice da una parete, per lui il vandalismo è semplicemente un passatempo. Daryl è seduto per terra, cerca di spiegarsi e l’argomento di Duxston riaffiora. Mini Max, ovviamente non va a scuola e chiede: ‘Che cosa stai studiando all’università?‘ Al che Daryl risponde. ‘E’ il liceo. Non è l’università.’ Mini Max ribatte: ‘Allora, è meno importante?‘. Ski e Tip  scoppiano a ridere, mentre Daryl chiama Mini Max ‘malato‘. Forse si riferisce a ragazze minorenni in un dialogo tipico del gergo maschile. Le risate degli amici stemperano la tensione e l’inquadratura sfuma in un’altra con una dissolvenza incrociata.
immagine13Daryl, ora sembra abbastanza a suo agio nel gruppo. La posizione leader di Mini Max è evidente. La discussione sugli occhiali da sole e paparazzi è di nuovo un riferimento alla celebrità di Jackson. Nel ruolo di Daryl non indossa gli occhiali, elemento caratteristico del periodo di Thriller, Jackson sembra non aver bisogno di ‘coprire una parte di sé’ nel cortometraggio. La conversazione scivola ancora ‘sul posto al nord’ e la ‘scuola dei sogni’, la voce di Daryl si intristisce subordinato nella parte inferiore della scena.
immagine14Con il tempo è scesa la notte, l’azione passa sullo spaccio di droga e mentre il sonoro del film si fa ritmato, la telecamera stacca inquadrando da lontano la banda, compreso Daryl. La telecamera zooma sullo spacciatore che si passa la mano sulla bocca e chiede loro: ‘State cercando qualcuno?‘ L’obiettivo si abbassa per inquadrare una pistola nascosta all’interno della cintura. Segue una panoramica orizzontale sui primi piani dei membri della band a rotazione da sinistra a destra, simile alla sequenza della metropolitana. Daryl inizialmente sembra interessato, ma come la telecamera si muove da destra a sinistra è chiaramente spaventato. Il gruppo si defila giù per la strada – è chiaro, hanno scelto un avversario che non possono sperare di avere la meglio.

immagine15

immagine16Nella sequenza successiva, Mini Max e Daryl stanno litigando, la ‘caccia è aperta, fratello‘ e ci sono prede là fuori. ‘Che cosa?‘ risponde Daryl. La tensione tra gli amici sale alle stelle. ‘Il fratello non sembra sentirsi a casa! E’ in Doonesbury a giocare a tennis con i suoi gusci di tartaruga!‘ Daryl non indossa più la candida camicia bianca, simbolo di intelletto, status più elevato e, naturalmente purezza. Qui nessuna di queste cose sono accettate.
immagine17Allontanati! Stai indietro!‘ Daryl spinge Mini Max a distanza. ‘Basta!’ ‘Sei Bad?‘ chiede Mini Max. ‘Sei Bad, uhm? Oppure quello che ti insegnano in quella scuola di femminucce è come dimenticare chi sono i tuoi amici?‘ Mini Max lo mette alle strette, costringendo Daryl a dichiarare se è ‘Bad o cosa?
È lui parte di questa distopia infernale con gli spacciatori di droga ad ogni angolo del quartiere fuori dalla portata di Mini Max?
Questa è la domanda a cui l’artista è stato costretto a rispondere alla reazione negativa scatenata dalla sua malattia della pelle. Sei ancora ‘down’? Vuoi essere ancora nero? La domanda suona piuttosto ridicola. Come se ci fosse un qualche dubbio a riguardo.
Il pubblico conosce Michael dalla pelle nera, dalla tenera età in cui ha cantato a squarciagola Rockin Robin con i cinque fratelli neri; ha cantato canzoni come, Shake Your Body Down to the Ground, ha creato cinque album con i Jacksons, e da nero ha danzato in entrambe i video di Do not Stop Til You Get Enough e Thriller. Perché all’età di venticinque anni “di punto in bianco” avrebbe deciso di cambiare “colore”? Melodie e ritmi neri sono sempre stati caratteristici delle sue creazioni musicali e la danza.
A metà degli anni Ottanta imperversò un sorprendente fenomeno culturale, la gente non riusciva a fare a meno di parlare del diverso colore della pelle di Jackson, causato da una malattia, e innescato da una tempesta perfetta di successo astronomico e dal suo influente potere raggiunto. Michael Jackson voltava le spalle alla sua razza e a una classe sociale popolare per il suburbano benessere della classe media? Voleva sovvertire l’ordine naturale e destituire la gerarchia dominante? E come conseguenza le ideologie dominanti, si sarebbero disgregate in modo radicale? Michael risponde chiaramente a queste domande attraverso la critica sociale nel cortometraggio e la potenza delle immagini. In principio però, l’artista rifiuta il coinvolgimento.
Leave me alone! Smettila di perseguitarmi!‘ Grida Daryl. ‘Sono stanco di essere perseguitato! Smettila!’ Michael Jackson in verità era stanco davvero, ma, della stampa tabloid ‘che lo perseguitava’, e questo è continuato per altri due decenni e se fosse vissuto, lo sarebbe ancora. Un sentimento che fa eco in tutta la canzone Leave Me Alone, fino a diventare un mantra.
Daryl spinge Wesley Snipes duramente da un lato, e aggiunge, ‘Vattene dalla mia strada! Spostati!‘ Prima di uscire (per sfuggire del tutto alla vita pubblica) Daryl (Jackson) si interrompe e si ferma davanti alla porta. Il volto, nella penombra contrasta con la quasi totale oscurità dell’ambiente circostante.
Vuoi vedere chi è cattivo?‘ Guarda verso telecamera e si toglie i guanti aiutandosi con i denti. Letteralmente e in senso metaforico è come se dicesse, ‘basta con i discorsi è ora di passare all’azione’. Il mite Daryl è sostituito con una più dura e convincente immagine, si toglie la giacca invitando lo spettatore a ‘Vieni! Facciamolo! Vediamo chi è il cattivo! Andiamo su!’ Ma i suoi occhi smascherano quello che vuole fare e dice. Sì, nei suoi occhi si legge la profonda paura.
immagine18Il personaggio immaginato tuttavia è in netto contrasto con l’atteggiamento di leader e il machismo. Le sue certezze sono riposte nella tranquillità di Duxston, la sua stanza solitaria, una macchina da scrivere, i libri. La casa con i dischi di Stevie Wonder e la passione per lo studio.  Tale comportamento male si adatta alla sua personalità. Di conseguenza lo fa precipitare giù per la china velocemente, in profondità.
immagine19Ecco che le viscere della metropolitana sono il luogo atemporale della trasformazione, e nello stesso tempo anche il pubblico viene trasportato dal suo salotto mondano nel mondo del sovrumano. La telecamera inquadra Daryl in piedi, immobile contro un pilastro, vicino a delle sbarre metalliche. Nella penombra, traspare la sua angoscia, lungi dalla gioiosa serenità di Duxston e spinto sempre più verso il ventre della sua distopia.
Un barbone arriva e Daryl è pronto per entrare in azione, alza il cappuccio per coprire il volto e assume, forse, la più negativa espressione di sé. “The gloves are back on.”
immagine21Mentre Daryl si avvicina al vecchio uomo, si sente passare un treno oltre che indica la svolta, la decisione, il cambio di direzione. Mini Max tira fuori un coltello a serramanico. Ora, tutte e tre le controparti tendono verso la loro vittima, ma Daryl chiede soltanto un misero soldo. ‘Dammi un quarto!
Lui vuole far credere ai tre amici, che può adescare uno sconosciuto inerme e ignorante. Ma Daryl ha scelto da che parte stare e “ha gettato via i guanti di Duxston”. Diventa il paladino dei meno fortunati, invitando l’uomo a correre via.
Il vecchio fugge rapidamente, Mini Max infuriato sbraita. ‘Che cosa fai, eh?! Non sei più uno di noi!‘ Sembra quasi il grido del pubblico forviato dal ‘Wacko Persona’. ‘Tu non sei Bad! Non sei Bad!‘ L’accesa discussione si placa, quando Mini Max spinge duramente Daryl e ribadisce per l’ultima volta ‘Tu non sei Bad!
Inaspettatamente Jackson, Daryl e l’uomo sono contemporaneamente il costume e il coro dell’attore e dice: ‘Tu non sei Bad! Tu non sei niente! Tu non sei niente’. Le toccanti parole di Jackson riabilitano velocemente e in modo efficace il suo potere di artista. Lui sta dicendo: i teppisti criminali non sono niente, annullano totalmente se stessi e coloro che fanno male agli altri è come se lo facessero a se stessi.
L’artista catapulta e respinge la negatività della parola ‘Bad’ di nuovo ai suoi accusatori. A circa 07:30 minuti del cortometraggio, Superman si rivela in un tripudio di colori simile al Mago di Oz. Un gruppo di ballerini stravaganti appaiono, smorzando la tensione e la rabbia in un caleidoscopio di colori. Jackson scende con un salto nel mezzo della scena dall’alto, da barre agganciate al soffitto, compiendo un atto di valore sovrumano.
immagine22Qui Jackson per molti aspetti è opposto a Daryl: appariscente, sfarzoso, capelli voluminosi, in pelle e fibbie da trasudare fascino. L’intera sequenza rappresenta il sogno di Daryl di essere un supereroe, una star per fuggire dalla sua situazione, e abbastanza forte per affrontare e sconfiggere il male.
La telecamera, mentre sentiamo un respiro ansimante, stacca e mette a fuoco gli stivali ornati in oro e argento di Jackson. La macchina da presa lo avvolge lentamente quasi a invitare lo spettatore a cogliere il dettaglio di ogni singola fibbia, ogni fibra del suo corpo. Jackson, nel 1987, per le sue caratteristiche mosse, il moonwalk e il passo sulle punte è un personaggio famoso in tutto il mondo. L’apettativa stimola il pubblico a dissecare la struttura dell’artista, in attesa di fare qualcosa di fantastico.
immagine20La pelle di Jackson è di un colore cacao tenue.  Non è né bianco né nero, sembra un uomo di doppia origine o qualcuno non facilmente identificabile a nessuna razza. Il volto, un dono naturale e la sua maledizione (per l’eccessiva esposizione mediatica)  è al centro dell’inquadratura, gli occhi sono impassibili, vuoti, traspare solo una leggera sofferenza. Tutto questo fa male. Daryl sta ancora sognando. Forse, Superman non è così super, ma dal momento che ha una fossetta alla Christopher Reeves e capelli perfetti, nessuno immaginerebbe mai che pochi anni prima si era gravemente ustionato. L’illusione di Superman, si suppone perfetta per la celluloide, e la perfezione è ciò che vede il pubblico.
immagine23Jackson si tira su le maniche, Mini Max imperturbato dal fatto che Daryl si è appena trasformato in un supereroe lo guarda dritto negli occhi. Il rumore di un getto di vapore che fuoriesce a forte pressione da un tubo rotto dell’impianto idrico, riversa la tensione in una sequenza di passi dai ritmi serrati. Jackson si gira sul motivo musicale, e la cadenza dei movimenti prende forma. Sa, che il pubblico vuole vederlo assolutamente ballare, ma lui si autocontrolla, si trattiene. La macchina da presa inquadra di nuovo il volto, passano altri secondi prima che inizi a cantare. ‘Allora, che succede?’ Di fatto è una sfida a Mini Max.
immagine24La sequenza dopo, conosciuta come “Bad” è la risposta a questa domanda. Jackson porta la mano destra verso l’alto e imita lo “schioccare della frusta”. Ciò che segue è uno spettacolo di grazia, rotazioni, e grida, durante il quale i tanti ballerini si edificano al loro fulcro. Essi in modo beffardo, scivolano con i loro piedi sul pavimento.
immagine25La telecamera imposta una inquadratura dall’alto, e come inizia il ritornello di Bad l’angolo dell’obiettivo si sposta verso il basso in prospettiva di Jackson, e la ripresa finisce con Jackson filmato dal basso. L’effetto rende il soggetto potente. Ora siamo sotto di lui. Il gesto di leccarsi le dita e far scivolare la mano all’inguine è l’invito di una sfida, una minaccia a chi mette in dubbio la sua sessualità e virilità.
Nel pezzo è utilizzata più volte la perfetta armonizzazione d’insieme. La gang entra in sincronia e di nuovo fuori, ma Jackson con i suoi movimenti, accentuati dalla striscia rossa dei pantaloni, le numerose cinghie e fibbie è al centro della scena. I pugni chiusi ricordano il saluto del black power, il pugno alzato invece, simboleggia un attacco ai nomi astratti: l”odio’, la ‘negatività’ e il ‘razzismo’.
La gang poi percorre la metropolitana in questa “dream sequence” (sequenza onirica) simile a Oz, loro corrono dietro le grate, saltano sopra i tornelli, fuggono dalle ‘sbarre di una prigione’ per apparire come uomini liberi. L’atto di ‘correre’ muovendosi, una mossa caratteristica di Michael Jackson da performance dal vivo, è stata aggiunta dal coreografo Jeffrey Daniel, che ha avuto l’idea di farla eseguire all’’intera gang, creando un visual trend. Il pubblico è esortato a imitare le mosse di Jackson, insieme al suo ritmo unificante.
‘La coreografia creata, Jackson l’ha imparata così bene da riuscire a uscirne ogni tanto a cambiarla per poi rientrare, senza perdere un battito. A Michael bastava fare una piroetta, un colpo con il bacino… erano tutti passi improvvisati che dimostravano il suo talento,’ il coreografo Jeffrey Daniel spiega l’elettricità di questa performance.
L’universalità sul ‘tema del conflitto’ permette a questo film, pur nella sua semplicità di superare le barriere culturali. ‘Che cosa può spingere qualcuno ad aggradire una persona?‘ Burge, aggiunge. ‘Ci possono essere moltissime ragioni dietro un atto del genere. Insicurezza, frustrazione, rabbia o tutte queste cose insieme. In un passo doveva sollevare la gamba come per volare come se tutti volassero. E il passo successivo esprimeva rabbia e quello dopo ancora la tenerezza.  La coreografia di Jerome Robbins da West Side Story è parte in sé del successo visivo di Bad. La storia è raccontata con la danza. Il film non ha bisogno di parole, esprime i suoi sentimenti con la cinematografia e la danza’.
immagine27L’espressione di Jackson, ‘Shamone’ era usata dalla cantante soul Mavis Staples, una dichiarazione della cultura afro-americana nonché musicale, che Questlove chiama ‘un omaggio a una delle cantanti soul più sottovalutate dai suoi contemporanei.’ Il primo coro di Bad finisce con una ripresa a 360 gradi, in riferimento alla lirica di Jackson, ‘e tutto il mondo deve rispondere adesso, per dire ancora una volta.‘ Jackson, adesso rappresenta il mondo. Lui va intorno ad esso in forma musicale a tutto volume attraverso le radio e le televisioni, lettori musicali e altoparlanti. Cosa, che si concreterà con il tour. Egli è universale, globale, e sia il regista che la star hanno colto implicitamente. Nel verso successivo il particolare modo di muovere i piedi, invita ad osservare un nuovo cambio di passo per ascoltare le parole, ‘la parola è detta, stai sbagliando’/Ti immobilizzerò molto presto.‘ L’inquadratura ora è su Jackson con il dito puntato direttamente all’obiettivo. ‘Le tue parole non valgono, non sei un uomo/Stai lanciando sassi per nascondere le mani.’
Il suo viso radioso ci sfida ad assumere una diversa prospettiva. Ora siamo noi i bulli di Daryl e i nemici di Michael Jackson. Ma questo, noi, il pubblico, lo abbiamo sottovalutato. La band emerge correndo su per la scala ben illuminata alle parole, ‘Dicono che il cielo sia il limite e per me è vero‘.
Michael corre verso una grata, la rimuove e l’aria fresca spazza via le vecchie concezioni. I capelli e la giacca fluttuano al vento e la danza diventa una vera esplosione di gioiosa eccitazione, nonostante dica di essere Bad, ora più che mai. Ancora una volta, la telecamera gira intorno a lui, come un pianeta in orbita attorno al sole e l’intermezzo che segue è un omaggio alla grintosa “Fight Dance” (danzare combattendo) di West Side Story.
immagine28Per la prima volta nel cortometraggio, Jackson è solo al centro della scena. I ballerini vanno verso il fondo, e la vista della stazione scompare dietro di lui, ma non c’è più ombrosità. Solo i ballerini gioiosi tra i pilastri che danzano all’unisono, guidati da un maestro che non ha nemmeno bisogno di guardarli.
immagine33Dopo è inquadrata la foto segnaletica di Scorsese: ‘RICERCATO PER SACRILEGIO – BAD’. Un ballerino strappa via il manifesto dal muro, reclamando per Scorsese il diritto di essere buono e cattivo, perché lui, come Jackson è un artista. Il mondo davanti  a noi si trasforma, alcuni dei ballerini sono vestiti come persone qualsiasi che, come Daryl (che diventa Michael Jackson), stanno facendo cose straordinarie: salti acrobatici in aria, una spaccata con i pattini a rotelle. Di nuovo salgono su per la scala, emergendo dalle sbarre della prigione, ballano e saltano. Jackson, mentre si muove nella carrellata qualcosa di importante è cambiato.
immagine29Alla fine della partita, a reti inviolate, segue un canto liturgico di Jackson in cui chiede ‘chi è cattivo?’ Questa è stata un’idea di Jackson, ‘era una sorta di richiamo alla tradizione dei predicatori, come un sermone’, dice Scorsese. Ha detto ai ballerini di ripetere semplicemente quello che diceva e solo pochi di loro erano cantanti. Spontaneità che traspare nel pezzo. È davvero pazzesco. È come essere in chiesa. Sembra James Brown, dà una libera espressione di sé, un grido di essere ascoltato.
Questo suo appassionato canto gospel, nonostante il diverso colore della pelle e l’aspetto, sarà sempre ricordato come un’affermazione delle sue radici. La sua identità, il suo essere ‘nero’ è in quei trenta secondi di Bad, ritorna nuovamente a quei giorni felici di intenso ritmo sincopato e canto spirituale negro.  Non ci sarebbe da meravigliarsi se, in futuro, questi 30 secondi diventassero l’essenza del corto di Bad, proprio come tanti altri lavori di Jackson:la sequenza della Panther Dance in Black or White, la ripartizione estesa in Smooth Criminal, la versione in carcere di They Do not Care About Us.
Il finale acapella della canzone di Jackson è di fatto una predica. Una potente e solenne esibizione vocale che arriva dritta come un treno in corsa. Lui chiede al coro – che risponde e ripetere. ‘Stai sbagliando! Lo Sai! Tu lo sai! Chiudi la bocca “boy“! ‘Il termine sprezzante ‘boy’ era spesso un insulto rivolto agli uomini neri durante la segregazione razziale in America. Chi sta accusando qui? ‘Chiedi a tua madre, chiedi a tuo fratello, chiedi a tua sorella. Chiedimelo!
immagine31Poi, mentre alza la mano fa un prolungato, ‘Shhhhh!‘ Punta il dito direttamente in camera e dice ai teppisti che è il momento di tacere. Di chi sono le voci, che chiedono se sia sbagliato? Jackson immagina chi dice questo, e lui, spronato dalle false dichiarazioni li induce a tacere con la potenza della sua canzone e la sua danza.
immagine32Segue uno scontro fisico tra Mini Max che afferra le braccia di Daryl (abbandona il suo alter-ego) e mette giù il dito, che lo accusa di ‘sbagliare’. Entrambi i ragazzi abbassano le braccia tese tra loro. Quando Daryl lascia andare Mini Max, Mini Max emula il suo gesto.
Ecco, è così che va a finire, giusto?‘ Daryl in segno di solidarietà offre una stretta di mano e un sorriso. Gli aggressori a piedi, e in silenzio, si allontanano nell’ombra. L’angolo di campo gira a sinistra e per un momento, vediamo di nuovo Daryl in jeans, felpa con cappuccio e il cappotto, a colori. Fisicamente, è solo, ma chiunque fossero quei suoi seguaci, se ne sono andati. L’immagine rapidamente ritorna in bianco e nero. Le ombre riemergono. La “dream sequence” è finita, ma lui tira giù il cappuccio perché ora sa chi è veramente
La telecamera zooma per l’ultima volta sul volto di Michael Jackson, i suoi occhi ci invitano ad uscire dall’ombra per diventare supereroi come ha fatto lui. In alternativa, ci ricorda che la fantasia di Daryl non è reale, che lo status quo è imperante e con ogni probabilità Mini Max alla fine vincerà.
immagine26Dopo tutto, questo è ciò che è tragicamente successo nella storia originale su cui è basato il film. La fotocamera si ferma su il primo piano. Il futuro di Daryl non è ancora roseo come dovrebbe, ma lui è buono in sé.  Forse, dopotutto, questo è ciò che più conta.
http://elizabethamisu.com/post/92316156232/bad-1987-genius-the-short-films-of-michael

FINE

Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON

– Vietata la riproduzione anche parziale in un altro sito Web, metti un link diretto a questo post. Grazie.

DMCA.com Protection Status

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...