KEEP MOVING: The Michael Jackson Chronicles by Armond White


dsc_1525-keepmoving-97809842159046

KEEP MOVING

The Michael Jackson Chronicles

By ARMOND WHITE

 
Indice del libro
Introduzione: MOVING FORWARD
Capitolo 1: Janet, The Last Black Jackson
Control album
Billie Jean music video
Beat It music video
Thriller music video
Capitolo 2: Understanding Michael Jackson
Bad music video
Bad album
Capitolo 3: The Gloved One Is Not A Chump
Black Or White music video
Capitolo 4: Sibling Song
Word To The Badd single
Capitolo 5: “How Deep Is Your Afrocentricity?” Ask Michael & Iman
Remember The Time. Music video
Capitolo 6: Michael Takes A Bow For Jam
In The Closet music video
Jam music video
Capitolo 7: Father Figure
The Jacksons: An American Legend TV Movie
Capitolo 8: Videos Change The Style of “Black Film”
Capitolo 9: Jackson’s TV Ad Makes Rhetorical History
Capitolo 10: Screaming Te Be Heard, Book I
HIStory album
Scream music video
Chapter 11: Screaming To Be Heard, Book II
HIStory album
Capitolo 12: Montell and Michael Exploit/Explore Happy Negro-Fallacy
This Is How We Do It single
Capitolo 13: Earth Song Moves Music Video Mountains
Earth Song music video
Capitolo 14: Jackson and Jam-Lewis Hope Louder In New Remix
You Are Not Alone music video
You Are Not Alone/Scream Louder Remix single
Capitolo 15: Lists & Prizes in the Arts for 1995
City Sun Year’s Best Excerpt
Capitolo 16: Hear, My Dears
Blood On The Dance Floor album
Capitolo 17: Remembering “Ben”
Willard film
Capitolo 18: Song Of The Day: Man In The Mirror
Capitolo 19: Jackson Pop: Music Video Artists and Hollywood Influence
Capitolo 20: In MJ’s Shadow
Capitolo 21:Twenty-First Century Renaissance
Bibliografia
Indice

INTRODUZIONE: MOVING FORWARD

Scrivere durante i cruciali anni della carriera di Michael Jackson mi ha dato la possibilità di osservare un fenomeno culturale in piena crescita che ha raggiunto un picco di attenzione popolare e la scure della censura pubblica. Dopo Thriller, i media mainstream hanno tentato di detronizzare Jackson dalla sua posizione nel mondo dello spettacolo, che aveva contribuito a costruire – un processo circolare per soddisfare la loro sete di sangue animalesca e il risentimento politico. È stata una lotta per il potere.
Questa lotta per il potere continua dopo la morte di Jackson, il 25 giugno 2009. I vecchi argomenti sull’importanza di Jackson sono stati riaperti, come se, il riconoscimento o no, alla fine significasse rispetto e apprezzamento. Come ha conosciuto dolorosamente Jackson, anche i suoi fan sono stati associati a cospirazioni di musica, cinema e TV; costretto a riconoscere che c’erano forze di approvazione sociale e di condanna; l’obbligo a comprendere in modo nuovo l’importanza morale e sociale dell’arte. Questo poteva essere anche emozionante – e pieno di suspense nella sua inimmaginabilità su cosa Jackson e i media avrebbero fatto in seguito. Ed era perfetto per l’intento del settimanale nero “The City Sun” di New York, il cui slogan “Speaking Truth to Power” è stato fonte di ispirazione per me, come del giornale Arts Editor, che ha raccontato gli spettacolari eventi culturali degli anni Ottanta e Novanta.
Riesaminare i resoconti giornalistici mi ha ricordato che le discussioni, come l’aura di mistero di MJ, non è cambiato. Tuttavia molti particolari erano stati trascurati e il buon giornalismo ha mantenuto questa linea riportando i fatti che i fan interiorizzano e i detrattori respingono. Il film-TV, The Jacksons: An American Legend (capitolo 7) ha avuto una buona ricezione dei media che probabilmente non si ripeterà di nuovo. Gli annuali, Lists & Prizes, sul The City Sun (capitolo 15) di fatto confermano l’influenza di Jackson alla fine degli anni Novanta. La recensione di un remake con Crispin Glover sul The New York Press ha contribuito a richiamare il pathos di “Ben” (capitolo 17). In una intervista internet su Jackson Pop (capitolo 19) ho spiegato il tributo al Lincoln Center prima della morte di Michael.
La carriera di Jackson era uno spettacolo di aspirazione continua. Come ha fatto notare il Rev. Al Sharpton il 7 luglio al Memorial: “Michael non si è mai fermato!” Sì, è andato sempre avanti. L’importanza di MJ nel mondo dello spettacolo non era il solito scenario, ha affrontato le questioni sulla razza, il genere, il sesso, la giustizia, la spiritualità e l’estetica. Coraggiosamente si era posto come una torreggiante figura culturale, ma è stato anche un riferimento importante – per il cambiamento culturale globale. Ecco perché i giornalisti, come segugi in cerca di tracce, sono stati fermati dall’evidente dimostrazione di affetto del pubblico e dolore. Le umiliazioni di un’icona e di un uomo nero ad opera dei media non erano più accettabili; L’arte di Jackson ha suscitato un profondo affetto. Anche P. Diddy ha detto a un giornalista della CNN: “Noi non lasceremo che voialtri gli facciate questo.” Non solo i neri americani, ma persone in tutto il mondo la pensavano allo stesso modo – protettivo e amorevole.
Questi aspetti ha ispirato Teofilo Colon Jr. e John Demetry, due dei rappresentanti più acuti e più appassionati pop, che ho avuto il privilegio di conoscere, per sostenere questo compendio. Eppure, nel rivedere i miei scritti su Jackson – i lunghi saggi, le preziose notizie in pillole, le recensioni e riflessioni che raccontano le sue creazioni in contesto con lavori di altri artisti – ho dovuto rivedere la mia posizione riguardo a Jackson. Sono passato dal mio solito scetticismo di critico a sincera ammirazione. Non ero un grande fan di Thriller, al suo primo apparire nel 1982, perché non corrispondeva alla mia filosofia rockist per un album art.
Thriller, però, ha conquistato il mondo per il suo programma ben congegnato di brani, inoltre era un originale album nel senso della cultura musicale – una collezione – mentre io ero compiaciuto colla massima impudenza dell’album ‘1999’ di Prince.
Avevo incompreso che Jackson, già un veterano dello spettacolo, avrebbe raggiunto nuove vette. Chi sapeva che cosa sarebbe venuto dopo? Al Memorial, la poesia di Maya Angelou, “E lo avevamo,” in modo efficace ha detto: “Ora sappiamo, che non sappiamo niente.” Questo va bene per chi ha sperimentato il dolore della perdita e perplessità su ciò che si trovava al di là del velo, ma è terribilmente umiliante per un giornalista.
Non ero preparato per la sottile rivoluzione di Thriller. Quello che si sente nel soave, funk sincopato della title track è soprattutto un artista dominatore, che ha cambiato per sempre il groove popolare. La canzone di Michael, una parodia horror, è penetrata nella tradizione del pop. E ha portato alla luce il sommerso  funk – una sonorità musicale afro, unito in modo giocoso al mito dei film horror. (La parte Rap di Vincent Price era d’avanguardia come “Rapture” di Blondie.) Quello che è stato presentato nel video musicale e ammirato a livello globale non ha fatto che affermare questo nuovo gergo, fenomeno dominante del postmodernismo degli anni Ottanta (così come la caratterizzazione di West Side Story ha influenzato Beat It).
Il video di Thriller era un film non molto lungo – il trucco degli zombie di Stan Winston era di ultima generazione, ma il regista John Landis ha semplicemente ripreso il racconto del suo Un lupo mannaro americano a Londra del 1981. La danza di Michael e il suo interesse per i tropi dei film horror ha sovramoltiplicato una fotografia di scarsa qualità e una storia poco interessante. Ha improvvisamente portato l’arte “bassa” a pop “alto” per semplice contagiosità. Ogni brano dell’album ha avuto un simile effetto virtuoso. Ecco perché Thriller non smette di affascinare. Ma il passare del tempo ha dimostrato che Thriller non era la massima espressione artistica di Jackson come pensavo prima (e come i suoi elogiatori ora si sdebitano sostenendo che Off The Wall è il suo capolavoro). Piuttosto, Thriller deve essere visto come l’inizio di un pop complesso senza confini e per Michael come ambasciatore – una figura esposta alle critiche, vulnerabile e di innegabile fama mondiale a quell’epoca.
Se i singoli di Thriller hanno particolarmente colpito per la loro qualità, confermata anche dalla continua ripetizione, di fatto Michael Jackson ha progredito – oltre le aspettative, affiancando in modo straordinario i grandi della cultura musicale come Armstrong, Sinatra e Elvis.  Solo perché si è cimentato in generi di Popular music (R&B, soul, rock, ballate) è stato regolarmente escluso dalla sfera degli apprezzamenti. La sua professionalità era più facile da cogliere che la sua originalità, cosa che negli artisti neri è stato sempre dato per scontato. Ma l’eleganza dei movimenti del corpo e il genio vocale sono qualcosa di sorprendente. Thriller di Jackson ha influenzato gli stili della musica pop per i prossimi venticinque anni; I passi di danza, i video di eccezionale bellezza e la sua vocalizzazione non sono ancora sbiaditi dalla scena. Anche io, un appassionato dei Jackson Five, l’ho riconosciuto in ritardo. Ma sono felice che questi testamenti siano la prova che rendersene conto è ancora possibile.
Per il titolo Keep Moving mi sono ispirato alle iterazioni sincopate di Michael nel remix “HIStory” di Tony Moran che chiude Blood on the Dance Floor. Forse i movimenti di Jackson erano troppo veloci per i custodi della cultura, ma alla fine è pop. Pronto o no. Nel corso della carriera di Jackson, da amata star come bambino a stupefacente giovane adulto,  a conquistatore del mondo sempre elusivo ha mostrato una “irrequieta fantasia”. Ha portato avanti la cultura – con provocazione – mettendo in discussione anche se stesso. La sua natura particolare era nello stesso tempo enigmatica e affascinante, da far pensare anche lo status quo. L’arte di Jackson non è stata creata per essere controversa o difficile, e ho cercato di spiegare in questi articoli che non lo è – se qualcuno avesse ascoltato con la consapevolezza e il cuore.
La cruciale carriera di Jackson ci fa capire come gli artisti afro-americani devono necessariamente lottare contro la mancanza di rispetto e perseverare sia nel lavoro creativo e nella vita quotidiana. La maggior parte di questi articoli sono stati scritti durante il periodo in cui scrivere sui Neri era diventato un argomento preferito della stampa mainstream, in un contrasto snob alla incontenibile schiettezza tra gli artisti della musica popolare nera dell’epoca — nell’insieme uno dei momenti di maggiore espressione dei neri fin dal periodo dei diritti civili.
In questo periodo la crescita espressiva di Jackson è lodevole per il modo in cui ha risposto alla cultura e politica con il suo senso critico. La sua voce unica era uno strumento potente che trasmetteva qualsiasi emozione, ciò che il Presidente degli Stati Uniti ha sminuito come un “entertainer”. Perché le acute articolazioni musicali di Jackson non dovrebbero suscitare ammirazione? Riconoscendo questo si capisce la motivazione del tono duro nei miei saggi e perché il mio sconcerto si è unito con l’esasperazione di ogni cittadino.  Qui ho cercato di far emergere il senso morale e la passione che Jackson ha infuso nelle sue creazioni. Spero che questi saggi mettano a tacere ogni controversia.

– La Rinascita del 21th Secolo –

(Twenty-First Century Renaissance)
By Armond White

La rinascita di Michael Jackson (causata dalla sua morte, nel giugno scorso all’età di 50 anni), è uno degli eventi della cultura pop, che ci ha fatto maggiormente riflettere nel corso dell’ultimo quarto di secolo. Per tutta l’estate, un po’ ovunque, la musica di Jackson ha suonato dalle autoradio, dagli impianti di diffusione sonora, e dagli auricolari di qualsiasi individuo. Pretty Young Thing è perfetta come colonna sonora per le belle giornate o rende meno noiose quelle piovose.
Eppure, i detrattori persistono: dopo una temporanea pausa al loro cinismo, in risposta al dolore pubblico e ad un maggior interesse per la musica di MJ, gli avvoltoi dei media stanno tornando con la disinformazione (spazzatura) e calunnie. Ma l’affetto popolare per Jackson rimane; a dispetto dei media è la prova di una buona volontà democratica in movimento.
L’ improvviso interesse alle canzoni di Jackson nasce da un grande bisogno individuale: la gente vuole ricordare i bei momenti – a partire dall’incredibile energia dei giovanissimi Jackson Five con canzoni come I Want You Back, ABC, The Love You Save, I’ll Be There e Ben al fenomenale e pionieristico Thriller – il richiamo istintivo alla pop-art è più forte della mera nostalgia. Dato che i periodi della carriera musicale di Michael Jackson accompagnano i vari eventi nella storia del mondo e, soprattutto, i ricordi personali: l’ascoltatore può associare una determinata canzone a compleanni, serate in discoteca, matrimoni, storie d’amore, cuori infranti, concerti, spettacoli televisivi, ecc.
Eppure suonare di nuovo queste canzoni dopo la notizia della morte di MJ non ha nulla a che vedere con la nostalgia di sfogliare un album di ricordi, ma “ballando il blues” con della musica creata, sulla passione consacrata e le profonde emozioni di un artista sensibile  portatore di un nuovo linguaggio universale. Questa forma d’arte popolare si collega ai bisogni più sinceri e comuni dell’ascoltatore, compresa la gioia e sensibilità, per sentire la propria vita importante.
In risposta all’eccezionale affluenza internet dopo la morte di MJ, il New York Times ha dichiarato: “[AOL] chiama il giorno ‘un momento rivoluzionario nella storia di Internet. Non abbiamo mai sperimentato nulla di tale portata e profondità. La notizia sulla star ha richiamato una tale effusione globale con un comportamento da parte del consumatore, storicamente diverso, nella ricerca di informazioni, condivisione e reazione, seguito da tributi online, che è diventato il modo moderno di partecipare al dolore.’”
Pochi giorni dopo aver convissuto con la terribile notizia di MJ, l’ho sognato. Nel bel mezzo del sogno ho perfino detto: “Io lo sto sognando”. Poi, sempre nel sogno, sono stato colto da una sensazione terribile. La mia tristezza era peggiore di qualsiasi incubo, era come vivere un incubo nello stato di veglia, poi sono ritornato alla consapevolezza della verità. “È un brutto incubo dove sto andando”, anche Donna Summer, una volta ha cantato. Nella realtà della vita quotidiana, in cui il mondo rischia di essere sempre più folle, la perdita di MJ è qualcosa che va oltre un disastro culturale. L’ambito dei nostri sentimenti e delle aspirazioni è stato disancorato – come quando Brando, James Brown, Katherine Hepburn e Norman Mailer sono scomparsi. Ma loro non hanno mai cantato Ben o presentato lo stupefacente video musicale Black or White. L’arte di MJ si è fatta avanti in un mondo insensibile con il puro sentimento – la più alta creatività, profondamente sincera e convincente.
Rispolverare l’arte di MJ ci dà la possibilità di apprezzarla di nuovo e maggiormente. Possiamo avere una visione oltre la confusione e le continue polemiche della sua carriera. E capire non solo il suo significato, ma rivivere la sua essenza. Il 7 luglio, al Memorial, che si è svolto presso lo Staples Center di Los Angeles, il lutto e la conseguente catarsi sembrava giusta, necessaria e chiesastica. C’era un po’ di musica sacra, di per sé, ma il conforto è stato trovato nel potere di guarigione della musica di Jackson. Se avete dimenticato, ciò che era alle origini di Billie Jean, come prima degli inni, di Man in the Mirror e Earth Song, ora, tuttavia, non può essere più ignorato. È quindi possibile che l’elogio di Berry Gordy: “Lui era semplicemente il più grande intrattenitore di sempre” non soddisfi il suo sentimento reverenziale. Il fatto è che nei messaggi universali di amore e verità diffusi da MJ c’era sempre la parola di Dio. I devoti fan di MJ si trovano di nuovo coinvolti nei loro sforzi, che sono legittime aspirazioni, di verità e amore per ottenere attraverso la musica ciò che una volta ha dato impulso alla loro vita e continuerà a farlo per sempre.
Abbiamo solo bisogno di sentire un ritmo, una melodia cadenzata – per non parlare delle geremiadi commoventi e le sagge riflessioni nelle successive registrazioni di MJ – il potere dell’arte, ha incontrato la vita nelle sue regole, ha sollevato queste disposizioni nei fraseggi gospel e come espressioni sincopate. Se i media continuano a fare della critica negativa di Jackson e anche chi non ama particolarmente la musica lamenta che l’attenzione rivolta al trapasso di questo leggendario artista è eccessiva, questa è la prova di una secolare crudeltà del mondo. Indipendentemente dal fatto se questi esperti o no hanno mai avuto una canzone del cuore, essi appaiono appena inumani.
Forse gli “haters” sono sconvolti dalla gentilezza amorevole del lavoro di MJ? È la gioia di ABC, Rock With You e, sì, Bad che disturba?  O è la complessità nelle canzoni come Beat It, Bad, Black or White, Scream, Stranger in Moscow e You Are Not Alone? MJ ha descritto, cantato e rappresentato attraverso la danza, le difficoltà della vita, e lo ha fatto con grazia ed entusiasmo. I media con le loro recensioni, tuttavia, hanno fatto in modo che le questioni più importanti fossero trascurate e si sono avvicinati agli argomenti dalla loro posizione limitata e presuntuosa. Al Sharpton ha ricordato ai figli di MJ: “Non c’era niente di strano in vostro padre. È stato strano semmai quello che vostro padre ha dovuto affrontare! Ma l’ha affrontato.”
Questi strani mezzi di informazione influenzati da entità politiche non ammettono la complessità, la contraddizione e la compassione – elementi che rendono preziosi gli ultimi quattro album di Jackson, Dangerous, HIStory, Blood on the Dance Floor e Invincible, in gran parte degni di essere rivalutati. Il Reverendo Sharpton in modo convincente ha osservato: “Michael ha cantato sopra i suoi peccatori, ha ballato oltre chi non credeva nella sua innocenza, ha vinto il pessimismo. Ogni volta che lo buttavamo giù, lui si rialzava. Ogni volta che veniva creduto finito, riusciva a ritornare. Michael non si è mai fermato! Michael non si è mai fermato! Michael non si è mai fermato!” L’innato fervore del gospel di Sharpton alludeva alla determinazione indomabile che è alla base dei Negro Spirituals, il Blues e il sommo R&B, Soul, Pop, Hip-Hop e, il più micidiale di tutti, il ritmo.
Il fatto è che gli assillanti “esperti” vorrebbero fermare questo ritmo come le celebrazioni di Jackson. La loro monotona ostilità è simile al razzismo radicato in molte istituzioni sociali e professionali. Quando l’attuale presidente degli Stati Uniti con riluttanza ha ammesso che “aveva tutta questa “roba” sul suo iPod,” mi è sembrato irriverente o semplicemente un’ulteriore sottomissione alla volontà delle élite dei media. Quello che non ha detto POTUS è che anche un “motivetto contagioso” come l’imperituro P.Y.T. era qualcosa di più della “roba”. Ascoltate il modo in cui Jackson implora romantico in R&B e canta, più che desideroso di un corpo o del sesso, ma come l’epitome della gentilezza. È la ricca pienezza che molte persone sottovalutano nella musica del pop nero (anche quando è reso evidente da un postmoderno come Green Gartside che ha decostruito l’estetica di Jackson in Scritti Politti). I “Wooooo” di MJ e “Ripeti dopo di me” sono affermazioni sensuali e figure retoriche dell’amore personale e condiviso. Ha sollecitato la chiamata e risposta da parte del mondo e l’ha ottenuta. P.Y.T. combina la gioia della vita e l’arte, con appena una benedizione aggiunta che si può anche ballare. Se ciò non può giustificare la nostra democrazia, allora scambiate il “Civil Rights moonwalk” di Michael Jackson per un “passo dell’oca”.
Eppure, l’elite dei media è stata rimproverata con decisione dal deputato del Texas, Sheila Jackson Lee nel suo elogio funebre per le accuse sulla vita privata di MJ. Essi ignorano l’arte di Jackson – e la sua assoluzione – come se volessero diffamare un altro criminale nero, e portare qualsiasi tipo di difesa a discredito. Questi “haters” della musica svelano nella loro spudoratezza la propria disumanità. Proprio nel momento in cui, Jackson è stato perseguitato negli anni Ottanta, era anche evidente che il loro obbrobrio derivava dalla solita irriverenza, che mostra la cultura mainstream verso la creatività e l’intelletto di artisti neri. Questo ha portato Jackson anche a far sentire la sua voce. Per i detrattori, è facile ignorare che le canzoni di MJ, ora che riempiono le strade, i centri commerciali e discoteche, hanno il significato di un plebiscito vittorioso. Chi invece ama la musica, riascolta il lavoro di MJ, che risponde al meglio di ciò che ha da offrire.
 First of the Month
Summer 2009
 Dedicato
A tutti gli amanti dell’arte, fan e non di Michael Jackson. Ricordatevi che non siete soli.
FINE
Traduzione di Grazia28 per ONLYMICHAELJACKSON

– Vietata la riproduzione anche parziale in un altro sito Web, metti un link diretto a questo post. Grazie.

DMCA.com

 
 
Annunci

One thought on “KEEP MOVING: The Michael Jackson Chronicles by Armond White

  1. Questo è uno dei pochi libri seri di critica del lavoro di Michael che tutti i fan dovrebbero leggere. E anche i non fan, come giustamente scrive White. Grazie per questa traduzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...