CINEMAGIC – n° 35 – 1987


Nella terza dimensione di “Capitan EO”

By David Hutchison

Michael Jackson è il protagonista di Captain EO, l’innovativo film 3D fantascientifico su pellicola 70 mm, con la partecipazione di Angelica Huston (premio Oscar ne ‘L’onore dei Prizzi’), Dick Shawn (interprete ne The Producers – ‘Per favore, non toccate le vecchiette’) e un cast di buffi personaggi creati dalla Disney. Captain EO è proiettato in due teatri in tutto il mondo: all’Imagination Pavilion di EPCOT in Florida e al Tomorrowland presso l’Anaheim Disneyland in California.
Il film inizia con un raggio laser, una grande esplosione e l’inseguimento di una navicella spaziale guidata dal Capitan EO.  Attaccato dai nemici, durante una navigazione interplanetaria, Capitan EO è costretto ad un atterraggio di emergenza su un pianeta (da notare la sequenza in trincea simile a Star Wars) abitato da orribili creature malvage. Il nostro eroe dovrà affrontare una perfida regina chiamata The Supreme Leader (A. Houston), che pende dal soffitto come un pipistrello e dall’aspetto di una versione Gigeresque della Malvagia Strega dell’Ovest. Insieme al suo  equipaggio, Capitan EO sconfigge le forze del male con il potere della musica, la danza e la luce per trasformare il pianeta del male in un mondo magico di colore e felicità. Gli appassionati di animazione avranno notato la somiglianza al vecchio corto animato della Van Buren Studios “The Sunshine Makers”, un classico cult.
Nel film ci sono due nuove canzoni scritte da Michael Jackson sulla coreografia di Jeffrey Hornaday, e la colonna sonora di James Horner. Diretto da Francis Coppola e prodotto da George Lucas, Captain EO segna una svolta importante nelle nuove attrazioni a Disneyland e al Magic Kingdom di Walt Disney World. Le varie aree tematiche del Parco sono allestite con audio-animatronic e ognuna di essa racconta una storia diversa ispirata ai classici Disney.  I film, quindi non fanno parte del divertimento a Disneyland, ad eccezione della sala Circarama del settore Tomorrowland.
Ma il grande successo senza precedenti del 3D “Magic Journeys” su pellicola 70 mm, proiettato al “Journey Into Imagination” di Epcot – che fin dalla sua apertura nel 1982 ha divertito più 19 milioni di ospiti – ha fatto prendere la decisione di girare un film 3-D per Tomorrowland. I responsabili del Parco, durante le ultime due estati, hanno fatto un test screening a Magic Journeys (diretto dal premio Oscar Murray Lerner) proiettato al parco di Anaheim. La risposta è stata fantastica.
La reazione del pubblico alla presentazione del 3D “Magic Journeys” è stata altrettanto sorprendente come lo era stato a Epcot. Uno dei sogni dichiarati da Walt Disney è che, EPCOT doveva essere una città prototipo sperimentale di domani in grado di presentare, verificare e illustrare le nuove idee e le tecnologie via via che nascevano dai centri creativi dell’industria. All’interno dei padiglioni Future World e World Showcase di Epcot, sono proiettati numerosi e diversi film in quasi altrettanti sistemi e formati. In termini di una risposta immediata ed entusiasta del pubblico, il 3D “Magic Journeys” di Murray Lerner li ha battuti tutti. Se con l’altro sistema di proiezione a giganteschi schermi tripli disposti a 360° e pellicola 70mm – aveva chiaramente impressionato o stupito il pubblico, Magic Journeys ha profondamente toccato gli spettatori in modo drammatico. Non sono stati necessari complessi test per valutare l’accoglienza del 3D “Magic Journeys” a Epcot, ma è bastato misurare l’apprezzamento  del pubblico nel guardare il film – la differenza è stata stupefacente.
Michael Eisner, CEO della Disney ha capito subito le potenzialità di “Magic Journeys” in EPCOT e la sua idea era di estendere questo genere di divertimento anche a Disneyland. E così è stato. Eisner ha contattato George Lucas per coinvolgerlo in qualche progetto collegato alle attrazioni dei Parchi.
‘Amo molto Disneyland!”, dice Lucas. “Ho visitato il Parco pochi giorni dopo la sua apertura e personalmente ci vado almeno una volta l’anno. In effetti ero già coinvolto su alcuni progetti a WDI [il ramo dell’organizzazione Disney responsabile della creazione, progettazione e realizzazione di parchi a tema Disney], fra cui Star Tours e mi hanno offerto di lavorare su un film 3-D con Michael Jackson. Alcune idee erano già state sviluppate e su queste abbiamo iniziato a lavorare. Il fascino e l’avventura nello spazio infinito – alla fine mi ha fatto scattare la scintilla iniziale”.

 Sviluppo del progetto

Al progetto di Capitan EO ha lavorato un team che ha dato forma alle diverse idee con un approccio basato su una stretta collaborazione fra le numerose figure professionali altamente specializzate.
I progettisti di Walt Disney Imagineering (WDI), Rick Rothschild, Richard Vaughn, Tim Kirk e Joe Rohde, hanno sviluppato prima di tutto alcune diverse storie. Nelle prime riunioni di lavoro con i committenti del film, è entrato nel team anche l’esperto degli effetti speciali, Chris Runco. In queste riunioni, dice Rothschild sono state elaborate le idee per i personaggi del film, tra cui Fuzzball, Hooter, Geex, Maior e Minor Domo. Più tardi, con l’arrivo al progetto di Francis Coppola queste idee iniziali sono state ridiscusse.
Mentre Michael Jackson lavorava sulla sua musica, il coreografo Jeffrey Hornaday con Lucas e Coppola hanno collaborato per inserire la musica e la danza alla storia. Per creare i balletti, Hornaday si è ispirato ai caratteristici passi di danza dell’artista, senza cercare di sviluppare sequenze di danza. Jeff Hornaday aveva fatto la coreografia di Flashdance e A Chorus Line-The Movie, e di recente aveva lavorato con Jackson e Paul McCartney per il video “Say Say Say”.
Per la progettazione dei costumi, George Lucas ha voluto John Napier, che ha lavorato con Rick Rothschild e il team specializzato FX di WDI per espandere gli effetti del 3-D del film nel teatro con effetti speciali in tempo reale.
Altri tecnici specializzati che hanno contribuito alla realizzazione di EO sono Jeffrey Kirkland, scenografo e Vittorio Storaro, (Apocalypse NowReds), responsabile della fotografia cinematografica durante la preparazione del film, che è stato girato con una doppia telecamera 65 mm della Disney. Per Vittorio Storaro, vincitore del premio Oscar della fotografia, questa è stata la sua prima esperienza in 3-D.
“È stato il mio primo lavoro in 3-D”, dice. “È davvero fantastico. La storia incentrata sull’idea che l’aura umana possa influenzare gli altri, il 3-D ci ha permesso di mettere in relazione il movimento con il suono, la luce e il colore in tutte le sfumature della vita.”
A questo punto definito il cast e la troupe, rimaneva da creare solo i personaggi dell’equipaggio di Capitan EO, prima di iniziare a girare il film.  Ideati dai progettisti Disney, alcuni di essi si trasformano in strumenti musicali. Hooter, un essere simile a un elefantino verde, starnutisce note musicali con la sua proboscide flautata; Fuzzball, una scimmietta volante dal pelo arancione e ali di farfalla, ha la voce di un soprano leggero; Geex, chiamato anche Idy e Ody, sono due strani alieni minuti e pelosi; un robot dal corpo tutto argentato e lucido come uno specchio, si trasforma in un set completo di tamburi, percussioni e in un contrabbasso suonato da Fuzzball; Minor Domo con il suo busto viola scintillante si trasforma in un sintetizzatore elettronico suonato da Hooter.
Le idee sulle creature sono state elaborate dai designer di WDI, che hanno fatto numerosi disegni. “Sulla base di queste idee” dice Lance Anderson, uno dei principali progettisti dei personaggi, “abbiamo cercato di curare soprattutto l’aspetto di ogni singolo essere.”
Il personaggio più singolare è sicuramente Fuzzball. Costruito e gestito da Rick Baker e dal suo team specializzato in make up FX, Fuzzball è stato realizzato per essere gestito come marionetta, pupazzo comandato via cavo e creatura volante, la performance di Fuzzball ruba quasi ogni scena in cui è.
Tom Hester ha fatto gran parte del lavoro su Fuzzball marionetta dice Baker, mentre Fuzzball radio controllato che si vede sopra la spalla di Jackson è stato costruito da Al Coulter. Baker e il suo team hanno realizzato Fuzzball partendo da un bozzetto fatto dagli artisti di WDI.
“Il disegno originale di WDI era piuttosto approssimativo”, dice Baker. “Prima di tutto, abbiamo realizzato il modello del pupazzo con il tessuto per vedere come sarebbe risultato nella realtà.  Il progetto, in principio prevedeva anche un altro personaggio di nome Flutter – simile a una fata con le ali di una farfalla. Ma alla fine è stato deciso di combinare queste due caratteristiche in Fuzzball. Avevamo appena finito il pupazzo, quando ci hanno detto che avrebbe dovuto anche volare, così abbiamo messo su di esso le ali, un meccanismo gestito e controllato via cavo.
“Per Fuzzball era stato scelto un tessuto di pelliccia marrone, ma Vittorio Storaro ha avuto la geniale idea di caratterizzare  tutti i personaggi con i colori dell’arcobaleno. E quindi Fuzzball alla fine è stato ridipinto di rosso.”
Messa a punto la sceneggiatura, il cast e i personaggi, le riprese del film sono iniziate a luglio 1985.
Il programma di lavorazione del film prevedeva di girare le scene in due settimane, con un dispositivo 3D della Disney a doppia pellicola 65mm, progettato e costruito per “Magic Journeys”. Il sistema di base della telecamera utilizza i movimenti e gli organi di una coppia di macchine Mitchell FC in gran parte modificati, con i supporti dell’obiettivo e gli azionamenti del motore progettati da WDI. Le doppie telecamere, montate secondo un’unica configurazione verticale, sono tra loro ortogonali e le ottiche puntano verso uno specchio semi-riflettente angolato a 45 gradi. Questa disposizione permette l’uso di un obiettivo grandangolare abbastanza ampio con uno specchio più piccolo del normale.
Il sistema tiene conto delle regolazioni interoculari variabili di 0,4 pollici. La regolazione interoculare può essere cambiata con la fotocamera  in funzione senza disturbare la convergenza. L’apertura dell’obiettivo e la messa a fuoco sono motorizzati con un comando remoto. Il motore della fotocamera è in grado di gestire qualsiasi cosa, dalla velocità limite dei frame a 72 fotogrammi al secondo. La previsualizzazione sul set durante le riprese, avviene tramite un monitor a diplay. Le ottiche abbinate sono Zeiss Hasselblad variabili da 40 mm a 150 mm.
La perfetta sincronizzazione delle telecamere avviene elettronicamente – si stabilisce tra esse una relazione slave/master – la telecamera slave segue le indicazioni fornite dalla camera master digitale e scatta al tempo esatto di ciascun frame. Al fine di ottenere una buona immagine 3-D è necessario che le telecamere rimangano bloccate perfettamente sullo stesso frame rate, e che l’apertura e la chiusura dell’otturatore avvenga nello stesso istante. Un qualsiasi errore nei tempi di apertura dell’otturatore può causare un fastidioso “sfarfallio” degli oggetti nell’azione veloce e in caso di mancata sincronizzazione, l’effetto 3-D è completamente perso o appare invertito.
Il sistema Disney a configurazione verticale “L”,  ha il vantaggio di essere relativamente compatto, ha una buona stabilità dello specchio, e la possibilità di gestire obiettivi grandangolari. D’altro canto uno dei due flussi di immagine registrato dalla telecamera, è specchiato – si vede al contrario – e devono essere capovolte con una stampante ottica anche per vedere i giornalieri .

Il 3D è un sistema diverso

Produrre un film in 3-D è molto più complesso di fare un film tradizionale. Il 3-D non gioca solo sull’illusione ottica della profondità, ma è un sistema completamente diverso. La tecnica del 3-D può essere considerata più rivoluzionaria del passaggio dal muto al sonoro. Ogni singola fase del flusso di produzione: sceneggiatura, riprese con la telecamera, montaggio e gli effetti di post produzione sono cruciali per l’ottimale riuscita del film. Come sistema, il 3-D prevede sia una buona conoscenza tecnica che estetica e già in fase di pre-produzione tutto deve essere pianificato per il 3D.
Ma oltre all’estetica, ci sono anche dei problemi di ordine pratico. Uno di questi è che il rig half-mirror è un dispositivo di quattro o cinque volte più pesante di una normale telecamera. Un altro problema riguarda l’illuminazione complessiva della scena, che necessita di un gran numero di lampade per raggiungere una elevata intensità luminosa.
Anche le regole di base per girare un film 3D sono molto diverse: queste si differenziano nello stacco, negli spostamenti della macchina da presa e nell’interlinea orizzontale del fotogramma, tra gli altri. Il 3-D essendo un sistema che si basa sull’illusione ottica, basta un qualsiasi errore meccanico o di altro tipo, fatto durante la produzione del film per compromettere o perdere totalmente tale effetto.
A Eric Brevig, assistente di ripresa nella produzione di Magic Journeys, gli è stato affidato l’incarico di consulente 3-D in Captain EO. “Magic Journeys è stato complesso” dice Brevig, “ma non è stato niente rispetto a EO.” Dal momento che Brevig era una delle poche persone del team di produzione con una esperienza 3-D “di prima mano”, ben presto si è reso conto di trovarsi in una posizione delicata, in quanto doveva prendere decisioni su ciò che si poteva fare con una telecamera 3-D e ciò che voleva  il team di produzione.
“La produzione era costellata di grandi nomi del cinema e tutti avevano una propria idea su come doveva risultare EO. Quindi, si trattava di soddisfare le loro esigenze e richieste, e nello stesso tempo rimanere razionale, quando sapevo che in realtà si doveva procedere in un altro modo. In generale ha funzionato, però, proprio per la sontuosità della produzione, alla fine è stato deciso di girare secondo la loro volontà e una visione drammatica, a differenza di Magic Journeys, in cui ogni singola ripresa è stata attentamente pianificata per il 3-D.
Ma i veri problemi dell’intero processo sono arrivati in post produzione. Captain EO comprende più di 150 effetti speciali visivi – tanto o più lavoro di molti film di fantascienza. Creare effetti speciali non è facile e semplice, e questa operazione diventa molto più complicata se devono essere realizzati in 3-D. Per ottenere efficaci effetti speciali in 3D, questi devono essere prodotti con una precisione micrometrica assoluta.
Capitano EO, quando è stato proiettato sul grande schermo argentato di 54 x 24 piedi, ogni singolo fotogramma del film è stato ingrandito di 343 volte. Affinché la posizione di oggetti ed effetti non alterassero la prospettiva dell’osservatore, le immagini dovevano essere combinate con molta precisione – entro i tre decimillesimi di pollice.
Nel film Magic Journeys, i complessi effetti visivi supervisionati in modo brillante da Art Cruickshank, alla fine risultarono perfetti. I produttori di Capitan EO si sono rivolti a Harrison Ellenshaw, esperto in effetti visivi della Disney.
A Ellenshaw è stato chiesto di presentare un budget per gli effetti visivi di 60 shots (numero del girato) in quello che era stato pianificato di essere un film di 10-o-12 minuti. “Ho presentato il budget alla Disney, ma hanno detto che era troppo alto, che dovevo ridurlo del 50%. Come richiesto ho tagliato la spesa, facendo notare l’impossibilità di realizzare i 60 shots programmati. Loro hanno detto che per un film di dieci minuti 40 shots erano più che sufficienti.”
“Naturalmente,” Ellenshaw continua, “alla fine è risultato un film di 17 minuti con 325 cuts – 150 cuts per le riprese FX. A un certo punto qualcuno si è lamentato sul fatto che era stato superato il budget! Credo che alla fine la spesa sia quadruplicata rispetto alle previsioni iniziali, ma anche gli scatti sono stati 4 volte tanto. “
Basta considerare che le sequenze degli effetti includono le riprese della nave spaziale in motion-control, matte painting, blue screen, esplosioni denotanti, clay animation e animazione in stop-motion, il tutto con minuziosi effetti di animazione disegnati a mano.
“Nel film,” Ellenshaw spiega “quando Michael colpisce con un raggio luminoso Angelica Huston e i suoi seguaci, non volevamo il classico laser rosso sparato dalla mano. Il direttore dell’animazione, Barry Cook ha proposto delle idee interessanti. Nei bozzetti aveva disegnato i raggi che partivano da un punto preciso e da questo dei cerchi bianchi si formavano lungo di esso. In 3-D l’animazione avrebbe preso una forma ben definita e chiara in direzione del colpo.
Una cosa, però, è progettare e un’altra è l’animazione in 3-D. Il raggio, non solo, era composto da più strati, ma gli animatori hanno dovuto aggiungere effetti di luce interattivi su corpi e volti. Alcuni effetti avevano circa dodici o più strati di animazione (di solito sono sette o anche meno).
Bisogna sapere che l’animazione 3-D non consiste soltanto nel riprendere lo stesso soggetto da due punti di vista differenti, in modo da simulare la visione dei nostri occhi”, dice Ellenshaw. Il lavoro di animazione è stato molto complesso. I tecnici hanno fatto cose eccezionali. Utilizzando delle griglie, prima, hanno fatto la visione di un occhio, e poi hanno dovuto calcolare i relativi reticoli prospettici e nuovi punti di fuga. È stato fenomenale! Quando abbiamo fatto per la prima volta il test a matita dell’animazione in 3D, questo è stato uno dei momenti più emozionanti per noi tutti.  Anche se può sembrare strano, ma alla fine Capitan EO era complesso come Trons.”
Nel film, quasi tutte le scene con degli effetti speciali sono state ritoccate con l’animazione FX. Per ogni singola scena gli animatori Ed Coffey, Peggy Collen, Barry Cook, Mike Lessa, e Scott Santoro hanno fatto i tracciati della visione dell’occhio sinistro e destro dei foto-rotos. Poi, questi tracciati, sono stati posti uno sopra l’altro, e trovato il piano di convergenza come i vicini e lontani piani.
Bagliori, scintille, raggi luminosi e altri effetti di luce interattivi sono stati posizionati con precisione nello spazio utilizzando i tracciati come guida per la separazione di parallasse. Come i piani dell’azione convergono, l’azione compare sulla superficie dello schermo. Gli effetti sono stati collocati dietro e davanti allo schermo misurando la quantità di parallasse tracciata.
Gli animatori hanno lavorato a matita, scorrendo velocemente in sequenza tre o quattro disegni alla volta nel corso di un photo-roto della scena da modificare. I disegni fatti con i pennarelli neri sono stati fotografati e poi creati dei mascherini ad alto contrasto ed usati per stampare gli effetti nella scena. Capitan EO è caratterizzato da dettagliati effetti di animazione FX ed ogni effetto è formato da circa dodici livelli di animazione. Naturalmente la complessità dell’effetto è determinato dal numero dei livelli.

Programmazione di lavoro per il 3-D

Capitan EO è un film molto complesso e assolutamente innovativo. La sua realizzazione è andata ben oltre a ciò che era stato progettato, compreso i previsti sei o sette mesi di post-produzione. Ellenshaw che si era reso conto di non poter rispettare il programma previsto, dice: “Forse la programmazione non era realistica, ma era anche la prima volta che la società con cui ho lavorato non ha rispettato la scadenza. Fortunatamente i teatri da gestire non erano centinaia, ma due.
“Ho parlato con George Lucas nei primi giorni di gennaio del 1986. George aveva appena visto il montaggio preliminare, entrò nel mio ufficio e disse:’Bene. Harrison. Ce la farai?’ Questo è successo quando avevamo previsto il rilascio del film a Pasqua. Io deglutì, mi appoggiai alla spalliera della mia sedia e dissi una cosa che non avrei mai voluto: ‘No, George, non ce la faremo.’
“Avrei potuto mentire, e dire: ‘Sì, ce la faremo, tranquillo!’ Se fossi potuto tornare indietro, e credere che con l’aiuto del Signore le cose sarebbero cambiate. Ma, sapevo quale era il mio dovere. E così ho detto come era la situazione, senza nemmeno cercare delle scuse. George, naturalmente non era entusiasta della cosa, ma si rese conto delle difficoltà che avevamo incontrato e chiamò Tom Smith – l’ex direttore generale di ILM (Industrial Light & Magic). Questa fu una scelta fantastica, perchè a quel punto non ero più solo a organizzare il lavoro.  Infatti alleggerì il nostro carico facendo fare a ILM qualche ripresa dei modelli con una cinepresa in motion-control.” ILM ha fatto 16 riprese in motion-control e alcune composizioni con la pellicola Vista Vision.
I modelli delle navi spaziali nella sequenza dell’inseguimento, che si vede all’inizio di Captain EO, sono stati progettati da Joe Johnston e filmati alla ILM in Vista Vision. Gli sfondi starfield sono stati filmati da Dream Quest a Los Angeles.La squadra di Harrison Ellenshavis ha girato le esplosioni dello spazio in Super Techniscope. Altre semplici sequenze sono state previste in Technirama, per ri-fotografare più facilmente alcuni spezzoni del film con una stampante ottica 65 mm. “Abbiamo dovuto destreggiarci tra quattro diversi formati di pellicola. Il laboratorio Technicolor ha fatto molti elementi per il film. I loro diversi procedimenti cinematografici permettono di passare da 65 mm a Technirama, da Technirama a 65 mm, da Technirama a Vista Vision, o fare anche una loro combinazione”.
Il dipartimento della Disney disponeva di una stampante ottica 65 mm, acquistata per realizzare Magic Journeys. Questa stampante è stata utilizzata per fotografare i giornalieri nel corso dell’intera produzione del film.
“È stato chiamato anche Eric Brevig”, continua Ellenshaw. “Eric ci ha tolto un grande peso dalle spalle. Controllava i giornalieri, si occupava del 3-D, cercava di capire cosa non andava e trovava un modo per risolvere il problema.”
Alcuni problemi sono stati semplici da risolvere: la visione destra e sinistra dell’occhio è stata invertita in un elemento o una ripresa nel caso la convergenza era errata. Brevig ha fatto fare in bianco e nero le pre-fotocomposizioni su ottiche per controllare se l’ID fosse giusto. Altri problemi sono stati più complicati.
“La convergenza di alcuni primi piani di Michael o di uno dei personaggi era troppo fuori dello schermo risultando fastidiosa la visione. Otticamente gli scatti sono stati fatti ri-convergere, prima di aggiungere gli effetti di animazione. Come per TRON, anche in questo caso i Photo-Rotos erano di grande formato, quindi l’operazione è stata facile. L’unica cosa di cui mi rammarico, è di non aver potuto fare nuove riprese sull’abbozzo dell’animazione, come guida di convergenza per gli animatori.
“Tuttavia, uno dei problemi principali era il fatto che la sala del teatro non era ancora costruita e quindi i giornalieri sono stati proiettati su uno schermo delle dimensioni di un terzo di quello reale. Abbiamo dovuto lavorare sulla fede cieca che la ripresa avrebbe avuto la giusta profondità quando l’immagine sarebbe stata proiettata tre volte più grande nel teatro Magic Eye. Devo dire che le nostre valutazioni sono state giuste, considerando che non ho visto il film sul grande schermo fino alla copia campione, ma a quel punto sarebbe stato  troppo tardi per cambiare qualsiasi cosa. Quindi, abbiamo tenuto le dita incrociate per molti mesi.
La sequenza in Claymation è stata consigliata da Walter Murch, il regista di Return to Oz “Nel fantastico mondo di Oz”, che al momento stava montando il film. George Lucas era affascinato da questa idea. Alla società di Will Vinton è stato affidato l’incarico di gestire il processo di due effetti di animazione: la trasformazione di Minor Domo in un sintetizzatore musicale, e la trasformazione delle gigantesche colonne tecnologiche in forma di colonne greche. Douglas Aberle, a capo del team di Vinton, ha lavorato per quattro mesi su sette scatti.
Una parte del set di EO è stato riprodotto in scala ridotta nello studio di Vinton a Portland, Oregon. Alcune scene della trasformazione sono state girate al contrario per semplificare il processo di animazione. L’equipaggio ha utilizzato un computer per attivare il movimento di un sistema di telecamera avanti e indietro su una lunga pista. Questo ha permesso di girare due volte il singolo frame, una volta dal punto di vista dell’occhio sinistro e una volta per il destro, ottenendo l’effetto 3-D. Poi la pellicola è stata data a WDI, e la squadra di Harrison Ellenshaw ha aggiunto gli effetti di animazione. Douglas Aberle (artista claymation non accreditato) ha collaborato con lo scenografo Joan Gratz, il progettista del 3-D rig Gary McRobert e l’assistente tecnico Charlie Rehwalt.
Per gli artisti di animazione FX non è raro intervenire su un trucco speciale della pellicola che non è venuto bene aggiungendo qualche flash luminoso in modo che il pubblico non se ne accorga.
Captain EO non ha fatto eccezione. Verso la fine del film, Capitan EO trasforma le guardie catturate di Angelica Huston in ballerini. Tale effetto si ottiene con il fermo macchina durante la ripresa, togliendo dall’inquadratura il personaggio che interpreta il cattivo e si riprende a girare la scena con gli attori nel ruolo di ballerini. Sullo schermo appare come se la trasformazione fosse istantanea. La tecnica, che risale a Melies si chiama Arret (arresto della ripresa), e gli attori devono posizionarsi in modo molto preciso. Purtroppo, questo non è stato il caso di EO, quindi gli animatori degli effetti hanno dovuto aggiungere dei flash per farlo funzionare.

Animazione in stop-motion

La stop-motion (passo uno o scatto singolo) è una particolare tecnica di animazione scelta dagli artisti di Ellenshaw per realizzare la trasformazione di Mayor Domo in una super batteria tecnologica. Il supervisore degli effetti di animazione Barry Cook e l’animatore Ed Coffey con una telecamera in bianco e nero hanno filmato il test a matita dell’animazione, e una volta ripreso l’abbozzo dell’animazione hanno apportato le necessarie modifiche. “Devo dire che è risultato abbastanza buono”, dice Ellenshaw. “Le riprese sono state fatte  nel vecchio impianto di Hartland della Universal, ubicato dall’altra parte della strada da dove eravamo sistemati a WED (WED: Walter Elias Disney) Tujunga – proprio in fondo la Valle. Steve Slocomb era il cameraman.
“Anche per fare queste riprese, c’erano da rispettare i limiti imposti dal budget generale. Come c’era stato chiesto, il lavoro è stato fatto in un unico giorno, anche se avrei voluto più tempo, almeno una settimana. Ma il team ha fatto ugualmente un lavoro incredibile. In un solo giorno, con una telecamera 3D 65mm, sono state girate tutte le sequenze in Stop-motion. Immaginate, modelli montati su dei supporti in fil di ferro un po’ ovunque nello studio. Ma la cosa più stupefacente, è ciò che si può fare con un regista di talento e una telecamera.
“Ora, non ha fatto stacchi continui, per carità di Dio! Qualcuno ha suggerito, ‘Perché, no?’ Ho detto ‘Che diamine, ma tu vuoi fare l’impossibile!’ Alla fine ha fatto 13 tagli in tutto. L’animazione funziona talmente bene che la trasformazione sembra avvenire in tempo reale e la maggior parte del pubblico non ha percepito gli “stacchi”. È stato geniale e tutto il team ha fatto un grande lavoro. Fantastico!

Ellenshaw ha solo parole di encomio per il talento dei suoi artisti. ‘Essendo un libero professionista, di solito lavoro con persone, che non mai collaborato prima. Ad un certo punto, il team era di circa 40 – 50 persone – solo per fare gli effetti. Era un gruppo davvero eccezionale.
“Un ringraziamento speciale va anche Greg Van der Veer, che è entrato nel team a febbraio ‘86.
Il giorno in cui si controllava il flusso di lavoro degli FX, era il sabato. Le riunioni di produzione iniziavano alle 7 o 8 del mattino e terminavano a tarda sera. Un sabato, Greg Van der Veer è venuto ad una di queste riunioni, e in quelle interminabili 12 ore di lavoro, ascoltò in silenzio, prese appunti, mentre noi discutevano preoccupati sui vari scatti.
“Alla fine della riunione, impassibile fino ad allora, si alzò e disse che sarebbe andato alla Disney per cercare di capire come andare avanti. Questo è quanto. Ogni sabato, alle 5:00 in punto di mattina,  è arrivato per controllare i giornalieri. È stato incredibile, ma le cose hanno cominciato a funzionare e il lavoro sugli effetti speciali è iniziato a velocizzarsi.
“Ma non dimenticherò mai il primo giorno. Pensavo che si sarebbe alzato dicendo, ‘No, aspettate un minuto! Questo è pazzesco! Gente, spero che vi rendiate conto che avete 150 scatti in 3-D, che vuol dire qualcosa come 300 scatti al composito e partita per un film di 17 minuti? ‘ Solo alcuni mesi dopo mi ha confessato,che nemmeno lui aveva un’idea di come andare avanti, vista la difficile situazione da risolvere.
“Beh, in verità nessuno di noi sapeva a cosa stesse andando incontro. Eravamo solo entusiasti di poter collaborare, beh, si sa con George Lucas, erano sette anni che non lavoravo su un progetto di Lucas. Era stata una così grande esperienza, che ho pensato che Captain EO sarebbe stata altrettanto fantastica”.

 Un’esperienza “4D”

Capitano EO non sarà mai proiettato nel teatro della vostra città, né potrete vederlo in TV. Il film è presentato in esclusiva nei due teatri Disney appositamente costruiti, e gestito da un sistema di proiezione 3-D ad alta tecnologia. Ma c’è di più, perché Captain EO non è uno spettacolo come gli altri: gli effetti speciali in tempo reale in teatro sono sincronizzati con quello che succede sullo schermo. Il pubblico si trova immerso in spettacolari campi stellari appena entra nella sala. Raggi laser sono sparati sulla testa del pubblico, effetti di fumo e le esplosioni creano un forte impatto fisico. Questi e altri effetti creati da WDI sono un capolavoro di artisti come Bob Joplin, Tom La Duke e Jim Mulder che fanno di Captain EO una esperienza davvero unica: una fusione spettacolare di cinema e realtà.
Gli effetti scenici con il film sono perfettamente sincronizzati e gestiti da un computer. “Per questo spettacolo, tutto è programmato all’immagine” spiega l’ex Imagineer di WDI, Rick Rothschild. “Abbiamo trasferito il film a video con un time code di lavorazione standard calettato all’immagine. Questo mi ha permesso di scorrere avanti e riavvolgere il film con un videoregistratore, per individuare il fotogramma dell’azione cercata e leggere il time code preciso di quel fotogramma. Chris Kustera e Michael Petrucci hanno preso questi dati e programmati nel sistema del computer, che controlla gli effetti in teatro, colonna sonora e tutto il resto. In questo modo, abbiamo potuto coreografare gli effetti in perfetta sincronia ai singoli fotogrammi.
“Dopo aver delineato una prima sincronizzazione di massima, abbiamo posizionato i raggi laser, le luci e il fumo, in modo che l’FX sarebbe entrato in funzione non solo al momento giusto, ma anche collegato all’immagine proiettata. Per fare questo abbiamo dovuto trovare un modo per il fermo dell’immagine proiettata, perché non è possibile accendere un proiettore 70 mm con una lanterna della potenza di 7.000 watt, fermare un fotogramma e guardarlo, almeno non senza bruciare completamente la pellicola. Così abbiamo usato una piccola lampada a bassa intensità, che abbiamo messo dietro il film gate. Con l’avanzamento veloce o lento della pellicola 3D, questo ha permesso di fermarci su un determinato fotogramma e posizionare l’FX realistico in sala, sincronizzato all’immagine sullo schermo.”
Uno degli effetti più spettacolari e originali è all’inizio della presentazione. Il teatro appare immerso in una galassia di stelle sospese nello spazio. L’effetto è stato ottenuto stendendo  sullo schermo di proiezione e le pareti del teatro coppie di fibre ottiche polarizzate. Questi effetti in fibra ottica si possono vedere nelle dark ride Disney per simulare i fuochi d’artificio e altri effetti di luce, ma per Captain EO la luce è stata polarizzata per creare un effetto 3-D. Variando la distanza tra le coppie di fibre ottiche, i progettisti sono stati in grado di posizionare i punti di luce nello spazio. Quando il film inizia, una galassia a spirale riempie lo schermo, mentre l’immagine dei puntini luminosi in fibra ottica si stagliano oltre lo schermo.
Captain EO è proiettato a ciclo continuo e senza interruzioni con l’apposito armadio Disney a pellicole standard. Molti anni fa, la politica Disney ha deciso di non adottare la tradizionale bobina o il sistema automatico a “piatti” per le sue proiezioni nei parchi. I filmati nelle attrazioni Disneyland sono parte integrante delle dark ride e sono proiettati a ciclo continuo molte volte al mese. La pellicola cinematografica deve presentarsi sempre pulita e nuova come se fosse la sua prima proiezione, senza graffi, sporco, pieghe o altri difetti che potrebbero influenzare la presentazione. L’armadio a doppie pellicole protegge il film di Capitan EO dalla polvere, e l’ambiente umidificato e l’assoluta ermeticità fa sì che la superficie della pellicola non entri mai in contatto con l’esterno. I proiettori sono dotati di lanterne e lampade super-luminose (7.000 watt), che contribuiscono ad una buona luminosità dello schermo, nonostante gli occhiali Polaroid portati dal pubblico.
Questo tipo di proiettori riescono a mantenere la perfetta stabilità delle immagini sullo schermo, che evita il fastidioso problema dell’affaticamento degli occhi durante la visione. La maggior parte delle proiezioni di altre sale – difettano di piccolissime fluttuazioni, ovvero, ogni fotogramma non rimane stabile nel film gate, e l’immagine sembra spostarsi un po’ sullo schermo. Il 3D può influenzare in modo negativo l’esperienza di fruizione dovuto ad un affaticamento oculare, perché i nostri occhi sono costretti ad un ulteriore sforzo per allineare le immagini. In Captain EO questo problema è stato risolto con il dispositivo pin-registration che garantisce la stabilità dell’immagine in ogni fase del processo.
Altri comfort visivi sono stati ottenuti mantenendo il valore della parallasse sullo schermo entro i 10,16 cm. Nella realtà, guardiamo dritto davanti a noi, e la distanza tra il centro della pupilla dell’occhio destro a quella dell’occhio sinistro è mediamente 6,5 cm.  Se si considera che alcuni film 3D degli anni Cinquanta, avevano il valore della parallasse sullo schermo superiore di 30,48 cm – i fastidi dovuti all’affaticamento visivo erano piuttosto elevati per il pubblico – il valore della parallasse abbastanza contenuto di 10,16 cm, permette una qualità di visione di buon livello.
Per quanto riguarda gli impianti nei teatri dei parchi Disneyland, ci sono alcune differenze tecnologiche. Mentre il nuovo teatro Magic Eye è dotato di un moderno sistema di riproduzione digitale con audio multicanale che include l’effetto surround, nel Magic Eye in EPCOT le registrazioni sono ancora analogiche, ma la disposizione dei posti a sedere sono più confortevoli. La scelta del posto a sedere nella sala, infatti, influenza una ottimale visione stereoscopica 3D. Sono da evitare le prime file, i posti a sedere laterali come quelli nel primo terzo della sala. Questa accortezza, naturalmente, vale per qualsiasi spettacolo 3D. D’altro canto la proiezione nel teatro Magic Eye in Epcot ha dei problemi a tenere le immagini dell’occhio destro e sinistro in sincronia, causato sembra, da sbalzi di tensione che scombina i sistemi informatici.
Mancavano solo poche settimane alla premiere di Capitan EO, quando è successa una cosa incredibile! George Lucas ha detto che il film aveva un finale debole. È chiaro che alla Disney un finale convincente serve come fattore di attrazione per indurre gli spettatori a correre al prossimo spettacolo.  In origine, secondo alcune idee di Napier il teatro doveva essere dipinto con i colori dell’arcobaleno associati ad effetti di profumi floreali. I progettisti di WDI avrebbero voluto creare una scena culminante del film, anche perché, purtroppo, la musica di Michael Jackson si dissolve presto, e dopo succede ben poco sullo schermo. Alla fine, il dipartimento di controllo Disney, sotto la supervisione di Michael Lloyd ha creato un logo di Captain EO che ruota su stesso e si staglia verso il pubblico. Questa animazione sembra creata con la computer grafica, invece è stata fatta, incredibilmente, con una animazione tradizionale.
Le recensioni su Captain EO non sono state positive come per Magic Journeys. I critici hanno detto che la Disney forse era più interessata a mettere insieme una produzione sontuosa che fare del vero cinema. Inoltre è stato sottolineato, che le sequenze di ballo di Jackson non hanno quella stessa forza dei suoi precedenti video musicali, “Thriller” e “Beat It”. Costumi, e ambientazioni dark e sinistre sono interessanti, ma la tecnologia 3D, se si escludono le poche scene dove Michael fluttua, sembra quasi banale rispetto a Magic Journeys. Gli effetti speciali all’interno della sala cinematografica sono divertenti e il sistema audio è fantastico, offrendo una esperienza immersiva, ma in realtà non aggiunge nulla di significativo allo spettacolo. La produzione di Captain EO è comprensiva di un lungo elenco di grandi nomi e si avvale di innovative tecniche di animazione, ma manca di un una vera visione o senso collegato ad esso. Se, infatti, si escludono gli effetti 3-D, è un solo un altro video musicale. Tuttavia, non si può tener conto dell’accoglienza entusiastica da parte del pubblico pagante per questo film della Disney. Magic Journeys e Captain EO sono due prodotti Disney che dimostrano come il 3D è un sistema interessante per registi seri e con delle buone potenzialità commerciali.
FINE
Traduzione di Grazia28 in esclusiva solo per ONLYMICHAELJACKSON
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